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Non c’è crisi in Paradiso. Paradossi e identità di classe nell’America di Obama e di Trump – Seconda parte. – Carmilla on line


Seconda puntata della ricerca che CarmillaOnLine sta facendo sull’America attuale, lì dove l’iperliberismo impera con devastante profondità. Qui la prima puntata, qui sotto un estratto:

Può essere utile alla comprensione del quadro cultural-ideologico dell’ultraconservatore una breve rassegna di temi-chiave.

I sindacati: Ostacolano la volontà di lavorare, e, con le vertenze causano l’aumento dei prezzi o, nel caso peggiore, la delocalizzazione dell’azienda.

La solidarietà: Per portare a casa otto dollari all’ora, lavorando a turni e pregando di poter fare straordinari per poter pagare le bollette, in competizione con i colleghi o con gli immigrati, l’inevitabile conclusione è che ognuno è per sé.

Il lavoro: Piuttosto che perderlo, meglio pagare l’azienda perchè non se ne vada. Come è successo nel 2002 a Winchester, Virginia, dove la comunità e lo Stato hanno raccolto quasi 1 milione di dollari per convincere la Newell Rubbermaid a rimanere, a titolo di “assistenza all’espansione”. La Rubbermaid ha incassato, ringraziato “l’incrollabile etica del lavoro dei cittadini” e ha ridotto il personale

L’ambiente: Al diavolo gli ambientalisti, noi dobbiamo lavorare. L’ecologia è una dottrina ingannevole dei liberals.

Lo Stato sociale: Roba da negri. Il principio peculiarmente americano della responsabilità individuale impone che ognuno conquisti il proprio benessere senza dover dire grazie a nessuno, tanto meno al governo e tanto peggio se non ci si riesce.Aspettarsi l’assegno di disoccupazione vuol dire che si è pigri, parassiti, non intraprendenti, inadatti alla competizione che è durissima, e che la miseria te la sei meritata. Lo dice anche Dio.

I pacifisti: Dei rompicoglioni. Chiunque impedisca di lavorare o impedisca all’America di prosperare, magari negando fonti energetiche o materie prime, che sia un bamboccio di Hollywood o Bin Laden, è da eliminare senza pensarci su troppo. Ci pensino i militari.

Le armi: Un diritto costituzionale più che mai innegabile specie ora che arrivano profughi e terroristi da ogni buco ad aumentare i pericoli della criminalità. E poi non sono le armi il problema ma solo quelli che non sanno usarle.

La cultura: E’ il bagaglio di nozioni che servono nella quotidianità a lavorare bene e a sopravvivere. Tutto il resto è manipolazione dei liberals: giornalisti, storici, sociologi, yuppies fanno quel che fanno perché sono liberal. E i liberals mentono, ingannano. Il progressismo non è un prodotto delle forze sociali ma è una dottrina che si muove secondo schemi tanto meccanici e rigidi da ricordare il comunismo.

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