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Esce per k_noir Il sogno dormiente, romanzo di Paolo Di Orazio | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

coverKipple Officina Libraria presenta con estremo piacere il romanzo inedito di Paolo Di Orazio, Il sogno dormiente.
L’autore è uno dei più prolifici e creativi autori dell’Horror nostrano, declinato nella forma splatter in un modo così originale e disturbante da aver collezionato interrogazioni parlamentari sulla sua opera.
Completa il libro una prefazione sintetica ma ficcante di Gianfranco Nerozzi, che esordisce così:

Scrivere è un po’ come sognare, scrivere è un po’ come sanguinare.
Il sangue dei sogni determina aree proibite, esplorazioni sottocutanee, viscere che sporgono nel vuoto. Tutto questo viene racchiuso in uno scrigno magico che si chiama anima. Il codice identificativo, la password, la parola magica per accedervi non è facile conoscerla. Ci sono stati poeti, musicisti, guerrieri che sono riusciti a conoscerla e l’hanno trafugata, stanata, a prezzo di pianti e grida di dolore. Conoscerla vuole dire responsabilità: significa dovere farla sentire anche ad altri, perché sennò la magia decade e il sortilegio si consuma. Ci sono artisti che sanno compiere questi rituali di passaggi interiori, di transfert percettivi. Uno di questi è senz’altro Paolo Di Orazio. La sua scrittura spesso sembra strappata a un testo di medicina legale e nello stesso tempo pulsa di battiti e sospiri. Coinvolge con la stessa partecipata emozione di chi si siede sul letto di Procuste e cerca di confessare se stesso. Fa paura ma affascina. Perché entra in gioco il nostro specchio. La nostra immagine rovesciata e tutto quello che ha a che fare con la pulsione che ci soffoca e ci prende e non ci lascia, grazie al cielo.

La splendida copertina, che completa in modo sublime l’opera, è di Ksenja Laginja, e così il delirio psichico dipinto con tinte decise ma mai grossolanamente invasive, è completo. E servito.

Sinossi
Vienna, tra le due Guerre.
Il cardiochirurgo Thomas Rudolph Werner, anziano e ricco, famoso e misantropo, dorme di giorno e di notte in una cassa da morto. Le ragioni di questa sua folle usanza sono occulte a Jacob, suo unico e fidato maggiordomo.
Torturato dal mistero, Jacob approfitta di un momento di assenza del suo padrone e si distende nel feretro, convinto che il chirurgo stia conducendo un esperimento propizio all’immortalità. I suoi sospetti si fanno più forti grazie a sensazioni ignote vissute all’interno della bara. Jacob uccide Werner, s’impossessa del feretro, ma precipiterà in un limbo tra la vita e la morte, da cui sembra impossibile tornare indietro, se non completamente trasformato.

Un estratto

Buio. Silenzio. Oblio.
Poi, un bosco che sorge su uno stagno.
– Scendi, vieni giù a vedere – disse il dottor Werner, con sguardo acceso verso il soffitto. Era seduto su una scrivania di legno, in una piccola stanza semibuia. Accarezzava con le mani affusolate un mazzo di vecchie fotografie.
Quiete. Solitudine. Una candela accesa. A lato, quasi al bordo della scrivania, una forbice vecchia ma tagliente; sarebbe servita a tagliuzzare ritratti fotografici di uomini e donne, giovani e anziani.
– Vieni, vieni a vedere – disse ancora. In realtà, Werner stava parlando a un lembo di sé improvvisamente distaccato dal corpo; quella parte scese allora dall’alto e gli planò sulla spalla. L’uomo pensò che una zona della sua anima fosse trasmigrata nel corpo di un uccello; forse una civetta, dal momento che il suo volo non aveva prodotto alcun suono. Compiacendosi della parte fuori da sé, allo stesso tempo si deliziava nello scoprire dall’esterno l’insieme e i particolari della propria corporatura.
– Stanno per arrivare tutti i nostri pazienti.
Werner aprì a ventaglio le fotografie sulla scrivania. Vide le foto e insieme la propria vecchia nuca, i muscoli del collo tesi come gomene.
Il dottor Werner osservò meglio, avvicinandosi alle stampe.
– Da uomo illuminato, ho sempre ammesso che non esiste una realtà che non sia materiale. Esiste la scienza, esiste la medicina. Io vivo e credo nella scienza, nella mia chirurgia. Noi uomini proveniamo dalla terra e l’unico nostro mondo è questo. Ma ora, ho dei dubbi estremamente profondi.
Bianco e nero. Le foto sfocate, ingiallite, presero a vibrare di vita propria, si animarono. Nella prima, che immortalava il parco della villa di famiglia, Werner vide avvicinarsi una carrozza scortata da un gruppo di dalmata; era come spiare la scena di un vecchio film da una piccola finestra. Con un colpo di frusta, il cocchiere fece fermare i cavalli: il professor Werner sapeva che se la carrozza avesse proseguito la corsa, essa non sarebbe sparita nel nulla, fuori campo, ma uscita in tutta la sua interezza dai margini della carta stampata per scivolare sulla superficie piana della scrivania e precipitare infine sul pavimento della stanza.

L’autore

Paolo Di Orazio, Roma, 1966. Pioniere dello splatterpunk Italiano con l’antologia Primi Delitti (1989), denunciata dal Parlamento per istigazione a delinquere, pubblica racconti, romanzi e fumetti con Granata Press, Addictions, Castelvecchi, Radio Rai, Urania, Bietti, «Cattivik», «Heavy Metal», Coniglio editore, Cut Up, Nicola Pesce, Beccogiallo, Clair de Lune, Rizzoli. Creatore ed editor della rivista cult «Splatter», Tra le sue pubblicazioni in lingua Italiana: Madre Mostro (1991), Prigionieri del Buio (1992), Il Dipinto Ucciso (1993), Che hanno da strillare i maiali (2009), Vloody Mary (2011), Chiruphènia (2012), Debbi la Strana e le Avventure Bipolari del Coniglietto Ribes (2014), Black & Why (2015). Tra le sue pubblicazioni in lingua inglese: Dark Gates (2014, con Alessandro Manzetti come co-autore), My Early Crimes (2015), e The Monster, the Bad and the Ugly (2016, con Alessandro Manzetti come co-autore). Independent Legions ha pubblicato dell’autore il racconto inedito Carousel Raiser nell’antologia Danze Eretiche Volume 1. Il suo racconto Hell (da Dark Gates, 2014) è stato inserito nella lista del ‘Best Horror of the Year – Volume 7’, curato da Ellen Datlow.
È Active Member della Horror Writers Association.

La collana k_noir

k_noir è la collana di Kipple Officina Libraria, diretta da Alessandro Manzetti, dedicata alle contaminazioni noir e alle sue mutazioni, ai furori che esplorano i confini della narrativa più esasperatamente umana e, contemporaneamente, più disumana che esista.

Paolo Di Orazio, Il sogno dormiente
Copertina di Ksenja Laginja
Prefazione di Gianfranco Nerozzi

Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 196 – 2.95 €
Formato ePub e Mobi – ISBN 978-88-98953-62-2

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