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Archivio per ottobre 24, 2016

Recensione di Lamette nel corrimano di Giuliano Fiocco | Karashò | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Su Karashò è uscita una belle recensione a Lamette nel corrimano, di Giuliano Fiocco, e a dirla tutta anche nei confronti di Kipple Officina Libraria. Siamo felici che il nostro lavoro di frontiera venga infine riconosciuto e che uno dei nostri tanti frutti, l’opera di Giuliano, sia stato giustamente considerato. E voi, avete già acquistato l’ebook?

Chiariamolo immediatamente: questa è una antologia a suo modo estrema. A pubblicarla la Kipple che sta facendo in questi anni davvero un buon lavoro di promozione di autori nostrani, a loro modo sempre particolari e spiazzanti.

Il soprannaturale, sospeso ed in bilico, centra poco. Come poco, molto poco, centrano gli ingredienti solitamente utilizzati e conosciuti in questi giorni per tirare fuori qualcosa di veramente estremo: slashing, distopie, esseri mostruosi che abitano gli abissi ed emergono a porgere i conti. Qui, quel con cui si fa i conti, è l’ombra che ogni uomo si trascina dietro: la malattia mentale, la nevrosi, la psicopatia. Ci sono demoni, ovunque, nascosti in ogni cassetto dell’anima dei tanti protagonisti. Ma sono sempre demoni umani, troppo umani, per non far molta più paura che Azathoth o qualsiasi altro impronunciabile “dimonio” cui la letteratura ci ha abituato.

Giuliano Fiocco, dalla sua, ha uno stile discreto, mai sopra le righe, anche nella descrizione dell’orrore più profondo. Eppure, eppure riesce se vogliamo ad essere ancora più disturbante. Lo stesso titolo ci sciocca, lo stesso titolo ci regala la sensazione tagliente e fredda di una lametta nel corrimano, di un orrore doloroso ed imprevedibile che arriva lì a toglierci in ogni modo fiducia in qualsiasi cosa possa risultare ancora, salvagente, appiglio. L’orrore ci colpisce dove ci sentiamo più sicuri o dove, paradossalmente, cerchiamo di farci rassicurare; ed è questo a terrorizzare di più e far funzionare come una macchina perfetta ogni singolo racconto di questa antologia. Da avere!

Giuliano Fiocco, Lamette nel corrimano             
Kipple Officina Libraria – Collana k_noir – Pag. 178 – 1.95 €
Prefazione Andrea G. Colombo
Postfazione Danilo Arona
Formato ePub e Mobi
ISBN 978-88-98953-33-2

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Il cuoco dell’Inferno | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione de Il cuoco dell’Inferno, di Andrea Biscaro. Parliamo di un romanzo storico assai particolare, ambientato a Ferrara a cavallo tra il ‘400 e il ‘500. Un estratto dalla segnalazione:

A cavallo tra ‘400 e ‘500 Ferrara era una città straordinaria, paragonabile alla New York di oggi per importanza politica, artistica e architettonica. Ludovico Ariosto era poeta di corte (il suo capolavoro quest’anno festeggia i cinquecento anni), la bella Lucrezia Borgia nel 1502 sposò in terze nozze Alfonso I D’Este e l’Addizione Erculea aveva trasformato Ferrara nella città ideale, perfezionando l’urbanistica con maestria e razionalità. Ne fu responsabile l’allievo di Brasavola Biagio Rossetti che tra l’altro concepì e fece costruire Palazzo Diamanti. La più importante corte d’Europa non poteva che richiedere l’eccellenza in cucina. Se ne occupava lo Scalco di corte: Cristoforo da Messisbugo, ovvero uno dei protagonisti di questo romanzo e “master chef” realmente esistito, autore del “cook book” Banchetti, composizioni di vivande et apparecchio generale costantemente ristampato fino alla fine del Seicento. Altro punto di forza della città Medievale era l’astrologia, “scienza” che si teneva in gran conto e a cui si attribuivano capacità propiziatorie e di preveggenza. Quali personaggi e ambientazione più accattivanti per un thriller “esoterico” che tiene incollati fino all’ultima pagina? Così, Andrea Biscaro immagina che all’interno delle note bugne di Palazzo Diamanti sia stato inserito un grosso diamante, al fine di catalizzare forze benigne sulla città. Mani malvagie hanno tuttavia spostato la pietra preziosa, aprendo un varco per…l’Inferno stesso! L’artefice della scoperta di questo spostamento è un ambiguo frate, fratello dello Scalco e potente sensitivo. La corte del Duca d’Este (Ercole), che non teme pericoli ben più concreti, sottovaluta gli avvertimenti e espone la città alla strana apocalissi. Lo schiudersi delle porte dell’Inferno è un vero capolavoro di immaginazione: c’è chi, come Ludovico Ariosto, si ritrova in un remoto passato, in cui la regione era tutta acquitrini e invece che camminare verso Palazzo Diamanti si perde in una nebbiosa palude insieme a un demoniaco traghettatore, parente di quello cantato dal suo noto“collega” di Fiesole. Lucrezia Borgia, invece, si ritrova nel peggiore dei futuri: nella Ferrara in mano ai nazisti, di fronte ai quali conserva la dignità nobiliare, anche se scossa da profondissimo terrore. All’architetto Rossetti tocca invece una trappola da contrappasso: girare in tondo in un labirinto senza uscita, un labirinto architettonicamente perfetto. E cosa dire dell’aiuto di Messisbugo, il cuoco Mastro Zafferano, divorato “per colpa del karma” da un cinghiale antropomorfo… La storia è perfettamente bilanciata tra ricostruzione storica impeccabile ed esigenze di una trama scattante. Le ricette riportate non solo descrivono bene l’inventiva culinaria dell’epoca, ma sono anche facilmente riproducibili. A meno che non si tema, con queste preparazioni, il rischio dello scatenarsi dell’Inferno…

Alan D. Altieri e la guerra del futuro | Lezioni Sul Domani


Juggernaut 14,2x21_Layout 1Resoconto di una presentazione qualsiasi di Sergio “Alan D.” Altieri, avvenuta tre giorni fa a Senago (Milano) e dettagliata magnificamente in modo da rendere in modo fedele la caratura umana e artistica di Sergio. Su LezioniSulDomani.

La storia di Terminal War inizia a un paio di secoli da oggi, e qui scatta l’insegnamento del maestro:

mai mettere date precise nei vostri testi, o rischiate di doverle poi ricorreggere.

In un mondo dominato da mega città, divise tra zone ricche e inferni poveri, l’uomo ha trovato il segreto del motore che supera la velocità della luce, grazie alla fantastica “propulsione a distorsione del continuum”. E lo usa per una esplorazione scriteriata: andare verso la fonte dei primi messaggi extraterrestri arrivatici dallo spazio profondo.

Pessima idea.

Tra viaggi interstellari, armamenti dei futuro ma che fanno comunque pum (perché “ci piace sentire il botto”), meganavi con microequipaggi e una visione del genere umano comunque catastrofale, l’umanità arriverà a fronteggiare il suo nemico definitivo. Che ovviamente Altieri non spoilera, limitandosi a descrivere l’effetto che cerca, quello che dovremo ritrovarci a pensare una volta scoperto:

No… tutto ma non questo!

Ma è giusto, si chiede Altieri in chiusura, parlare di pessimismo? Non sarebbe più appropriato dirci realisti, nel momento in cui dobbiamo ammettere di non aver vissuto un solo giorno della nostra vita senza che da qualche parte del mondo non sentissimo di una guerra? Da questo punto di vista, chi scrive fantascienza ha l’onere di tenere gli occhi aperti, per cogliere nelle brutture di oggi gli orrori di domani, nei garbugli di oggi le storie di domani.

La guerra non è fatta per essere vinta, ma per continuare. Non lo dico io, lo dice Orwell.

E per chi scrive fantascienza militare ce n’è davvero a volontà. Siamo in una condizione di brinkmanship, ovvero dell’arte scellerata di arrivare sull’orlo del precipizio e vedere cosa tiri fuori da lì. Tra urbanizzazione selvaggia, armamenti sempre più pericolosi, bilanci stellari di spese militari e guerre che coinvolgono in misura sempre maggiore i civili (l’ultima guerra di eserciti, ci ricorda Altieri, è stata la Prima Guerra Mondiale. E stavano pure fermi) le guerre di domani saranno sempre più cruente e surreali, e l’unico vero nemico da bombardare sarà solo uno. Questo.

Dove combatteranno la guerra di domani? Fuori da questa stanza. Benvenuti nel futuro.

Dopo questa nota gaia, la serata si è conclusa con un applauso liberatorio, prima di rituffarci di nuovo in una distopica Senago vuota e battuta dalla pioggia.

Fango e cromo


La surrealtà della pelle cromata di fango…

Cut-Up Publishing pubblica l’opera vincitrice del Premio Bram Stoker Award, Eden Underground di Alessandro Manzetti | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione dell’uscita sul mercato italiano di Eden underground, opera di Alessandro Manzetti vincitrice del Bram Stoker Award di quest’anno. Cut-Up si è occupata dell’edizione italiana di questo splendido lavoro illustrato da Giampaolo Frizzi, che racconta oscurità malate ed estreme come…:

Un viaggio surreale, acido e tagliente tra le ossessioni e le aberrazioni del mondo moderno, una mappa dettagliata della costellazione del lato oscuro che materializza luoghi immaginari, storie macabre e perverse, palazzi, strade e vicoli di un reame disperato e depravato che si vendica del mondo a suo modo, materializzando mannaie e seghe elettriche, eserciti di scarafaggi guidati da cannibali demiurghi, moderni berserker, piscine private colme di budella, harem di bambole di silicone, macellerie a cielo aperto, vecchi che danno il cambio a fantasmi, camere a ore con scheletri ammanettati alla spalliera del letto, angeli armati di Kalashnikov, bordelli a cielo aperto, carri armati succhiati dal deserto come caramelle, negozi di pegni con cuori e vagine di seconda mano sugli scaffali, circhi grotteschi e osceni paradisi artificiali.

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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