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Archivio per novembre 14, 2016

Dissolve quantico


Dissolve nel quantico.

Concepire


Nell’abisso per concepire idee.

Cromo | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a Cromo, romanzo di Andrea Biscaro che

racconta una storia dell’orrore particolarmente originale, presentando un eco-horror suggestivo ed intrigante. Cimentandosi con questo genere, l’autore dimostra una coscienziosa attenzione per le tematiche ambientali, Biscaro narra la mostruosità post-industriale nascosta nel rudere dismesso della ditta chimica Luigi Stoppani di Cogoleto, un piccolo paese della Liguria. L’azienda, produttrice appunto di cromo, è stata davvero al centro di molti scandali per aver deturpato la zona con gli scarti di produzione. Definitivamente dismessa solo 2003, questa ditta non è immaginazione, ma un vero orrore che va a fondersi con i misteri dell’impossibile e diventa teatro della fantasia nera e tagliente di Biscaro.

Anche questa volta protagonista della storia è il suo riuscitissimo personaggio Antonio Brando (Illune, Sangue d’Ansonaco, Nero d’Ansonaco), scrittore in passato di gran successo, tormentato dall’incapacità di scrivere di nuovo. Un uomo affascinante e pieno di vizi, pensieroso e profondo, che risulta sempre carismatico e convincente. Spronato a partire alla volta di Cogoleto, dalla sua fedelissima editrice Valentina, per raccogliere materiale per una nuova collana noir di eco-mafia, Brando si ritroverà nella tipica situazione surreale alla Biscaro: ogni logica cessa e un vortice di mondi e tempi diversi cominciano a mischiarsi tra loro.

Appena arrivato in Liguria si ritroverà in un ambiente carico di tensione ed enigmi: Brando smette i panni dello scrittore e inizia a indagare. Poche risposte e sguardi sfuggenti ad accogliere il curioso forestiero che fa domante sulla Stoppani. E più si avvicinerà alla verità e più l’orrore diventerà totale. Cosa succede nella fabbrica di notte? C’è veramente qualcuno che lavora tra le macerie dello stabilimento? Con una scrittura ancora più affilata  e netta del solito, Biscaro frantuma la realtà e ci affonda totalmente in un’avventura grottesca piena d’imprevisti. Impossibile interrompere la lettura. Ogni cosa, ogni situazione non è mai quella che appare. La curiosità è accresciuta anche da strani e bizzarri personaggi che Brando incontra nel tentativo di far chiarezza sulla vicenda.

Il nero denso della vicenda si alterna all’umorismo del protagonista, alle sue mangiate così ben descritte da far venire l’acquolina in bocca, al suo fascino da uomo vissuto che al solito lo porterà tra le braccia di una donna mozzafiato, Simona.

Mi trovo invischiato in un amalgama di nero industriale, che fa ribrezzo per le sue implicazioni degradate. Da avere!

In libreria “Cthulhu: I racconti del mito” di H.P. Lovecraft | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di un’estesa antologia, edita da Mondadori e tradotta da Giuseppe Lippi, dedicata ai racconti di HP Lovecraft ruotanti attorno a Cthulhu.

Lo scorso anno la Mondadori aveva unificato in un grande omnibus Tutti i racconti di H.P. Lovecraft, dal 1897 al 1936, prima divisi in quattro distinti volumi. A cinquant’anni dalla storica antologia I mostri all’angolo della strada a cura di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, viene ora pubblicata una rassegna completa dell’opera di Lovecraft che riguarda il mito di Cthulhu. A corredo del testo, una serie di disegni realizzati dall’artista padovana Greta Grendel che raffigurano le principali divinità del pantheon lovecraftiano.

Nell’introduzione Gli dei di Lovecraft di Giuseppe Lippi leggiamo di dei completamente amorfi e privi di parola, insensibili alla nostra sorte e vagamente imparentati con il mostro primigenio, il grande Cthulhu, che come lui hanno nomi impronunciabili. Con Chtulhu, Nyarlathotep che è un messaggero dell’apocalisse, Yog-Sothoth che è il tutto-in-uno e l’uno-in-tutto, Shub-Niggurath ovvero il Nero Capro dai mille cuccioli, Dagon l’unico ad aver ereditato il nome da un nume storico. Sopra gli altri, Azathoth, inconcepibile alienità cieca e idiota che gorgoglia insensatezze dal cuore del caos.

Sogno il giorno in cui usciranno dai flutti e stringeranno negli artigli immensi i resti dell’umanità insignificante, logorata dalle guerre… il giorno in cui le terre sprofonderanno e il fondo oscuro dell’oceano salirà in superficie, nel pandemonio universale.”

La coppia della porta accanto | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la presentazione del romanzo La coppia della porta accanto, della canadese Shari Lapena. È un thriller psicologico particolare, leggendone la descrizione sono rimasto incuriosito da un vago gioco BDSM esteso di strana fattura. Eccovi qualche nota aggiuntiva:

Se la tua vicina ti dice di non gradire la presenza della tua neonata alla sua cena – niente di personale, intendiamoci – ebbene passi, semplicemente non sopporta i bambini che piangono. Esistono i baby monitor apposta, e sarà sufficiente controllare la piccola ogni mezz’ora, in fondo è soltanto al di là della porta accanto, nella sua culla. Ma se la stessa vicina si presenta vestita da mozzare il fiato, scollatura esagerata, pelle di porcellana, e non fa altro che flirtare per l’intera serata con tuo marito, fin troppo compiacente, allora la faccenda si fa irritante. Tanto vale tornare a casa dalla bambina. Che non è più nella sua culla. Che è scomparsa.

L’inizio è quello di un giallo classico che, in poche pagine, eluderà però qualsiasi paragone. Quante cose il lettore crede di sapere e non sa. Quante volte sussurrerà “ho capito” e si dovrà ricredere. Un innamoramento al momento sbagliato, una coperta scomparsa, una telecamera che non funziona, un’altra che funziona troppo bene, il depistaggio di una mente malata, quello di una mente fin troppo sana, un gioco erotico che sfugge al controllo e un detective capace di mille ipotesi stravaganti che, guarda caso, trovano altrettante sinistre conferme:un’inesorabile discesa all’inferno nei segreti di una coppia, la percezione di un matrimonio che, da un vetro distorto, mostra il suo disegno invisibile e pauroso.

Alessandro Rolfini

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