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Archivio per novembre 16, 2016

“SENTIERI DI NOTTE” a Varsavia e a Łódź | Giovanni Agnoloni – Writing and Travelling


Sul blog di Giovanni Agnoloni la segnalazione di due appuntamenti, uno appena passato e l’altro in prossimo divenire, in Polonia, per la presentazione del suo romanzo Sentieri di notte tradotto in polacco. Siamo con te, Giovanni!

La prima presentazione ufficiale di Ścieżki nocy (Wydawnictwo Serenissima, 2016), traduzione polacca di Sentieri di notte (Galaad Edizioni, 2012) sarà oggi, 16 novembre, alle ore 18 al Teatr Lalka (Plac Defilad 1, Varsavia). Preannuncio intanto il prossimo evento del tour polacco. A Łódź, presso presso l’Uniwersytet Łódzki, venerdì 18 novembre alle ore 14,15.

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Ricostruzioni


Restaurati sulla via del deserto insensato, ogni perfezione si avvale di ricostruzioni karmiche insite, un richiamo alla ferocia del senso occulto.

NOI COME CITTADINI, NOI COME ANONIMA: IL CANYON DEI FAGIOLI | VERDE RIVISTA


Splendida cavalcata di Vinicio Motta su VerdeRivista, con una continuazione/stand_alone di sue tematiche assai particolari e intriganti, deliri connettivi in preda a orgasmi lisergici. Da non perdere.

Bud sta combattendo come un dio sotto steroidi.
Nonostante questo, però, il suo apporto alla causa, ancorché rilevante, finora non ha ribaltato l’andamento della guerra: l’Antipapa è sempre in vantaggio.
Ce la mette tutta, il nostro Bud. E anche di più. È una macchina, sì, ma ha un cuore di carne: sistematico e viscerale, mena pugni come se l’Antipapa fosse la causa di tutti i mali del mondo.
Il mio compito, in questa fase della battaglia, è fornirgli supporto strategico, localizzando in tempo reale gli obiettivi di volta in volta sensibili che sarà lui, poi, a decidere se e come attaccare.
Il nostro campione cyborg sta facendo l’impossibile per abbattere uno dei satelliti artificiali antipapalini che sono in transito orbitale sopra l’Australia…
«Hai bisogno dei gatti?», gli chiedo.
«No, lasciali pure dormire».

Seguo e facilito il nostro Bud standomene comodamente seduto davanti a un touch screen da 47 pollici installato nel bunker che ospita sia me sia gli altri membri del direttivo di Anonima. Me la sto spassando come un ragazzino sulle montagne russe al luna park.
«Mattia, c’è qualcosa di strano, qui…»
Bud è appena entrato nel satellite.
«Di che si tratta?»
Le comunicazioni si interrompono – schermo nero e auricolari muti.
Sono preoccupato, così afferro il mio smartphone e chiamo Elon…
Sento che è successo qualcosa di bruttissimo e irreversibile. «Alt! Frena, Mattia, ti prego… sii più fiducioso: Bud è più forte di quanto tu possa comprendere».
Elon non ha risposto. Metto via il telefono.
Il bunker trema, dopodiché l’unica porta della stanza in cui mi trovo, una porta antinucleare e anticarro, si spalanca: oltre l’uscio, Bud con in braccio Papa Bergoglio, che è vivo e cosciente.

Il pontefice viene dolcemente scaricato a terra dal suo cocchiere cyborg.
«Il vecchietto», mi dice Bud indicando con la testa Bergoglio, «afferma che è stato catturato perché il nostro nemico voleva estorcergli la posizione di un certo pendaglio». Punta quindi l’indice destro verso la colombina bianca di gomma che porto al collo.
«Idioti!», dice Elon irrompendo nella stanza.
Bud guarda verso il soffitto, poi, a velocità sovrumana, schizza via dal bunker.
A questo punto, una voce androgina si diffonde dagli altoparlanti…
«Il vostro eroe si è rivelato fin troppo fedele alla sua fama di gigante buono: pur di salvare il pontefice, ha messo a rischio la vostra missione». La sua coscienza è la sua più grande debolezza.
Elon mi strappa il pendaglio dal collo ed esce a gambe levate dalla stanza.
«Testa di cazzo!», gli dico.
«Analisi analisi analisi!»
«Come sembra difficile tante volte perdonare!», mi dice il santo padre. «Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici».
«Santità, per favore, non ci si metta anche lei… non sono in vena di prediche!»

RECENSIONI: PINK FLOYD – THE EARLY YEARS 1965-1972 | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia è uscita una recensione al fantastico box dei Floyd, indagatore dei primi anni di vera sperimentazione ed empatia lisergica, gli anni che vanno dal ’65 al ’72. Eccone uno stralcio:

Il “box delle meraviglie” arriva in 3000 copie in Italia e misura 38*22*28 cm. ed il primo problema che si incontra è trovargli una sistemazione in casa… la grafica nera con la riga bianca sta a rappresentare gli inizi della band, quando ancora si chiamavano “Tea Set” e nel gruppo doveva ancora entrare Syd Barrett: andavano in giro con un furgone Bedford colorato proprio come il box. Una volta aperto il cartone dell’imballaggio per prima cosa bisogna estrarre un cd (aggiunto all’ultimo momento, che ha causato anche dei ritardi nelle spedizioni, ed attaccato esternamente al box) ed inserirlo nel cofanetto “Obfusc/ation”: il cd all’interno del box infatti è il “Live At Pompeii” su cd, mentre il disco trovato fuori dalla confezione è quello che va all’interno del box, cioè il remix 2016 di “Obscured By Clouds”. Non starò a descrivervi l’emozione, finalmente gli archivi dei Pink Floyd si aprono, ma vediamo se ne è valsa veramente la pena:

1965-67 CAMBRIDGE ST/ATION Il primo box è dedicato agli anni 1965-1967, la parte audio trova tutte le canzoni uscite nell’Ep in edizione limitata “Their First Recordigs”, più tutti i primi singoli. La qualità audio è elevata e i mix sono del 2010. Non si può dire lo stesso del concerto a Stoccolma del 1967: la musica si sente davvero bene per essere un live molto vecchio, ma la praticamente quasi assenza del cantato di Syd Barrett taglia un pò le ali a quello che poteva essere davvero un grande concerto, naturalmente nei crediti è specificato che la voce è registrata ad un volume molto basso, ma sinceramente speravo di sentire almeno qualcosa… Per quanto riguarda le 9 versioni di “John Latham”, sono per lo più improvvisazioni per l’epoca “avanguardistiche” con alcuni spunti di buoni riff, ma a mio avviso di difficile ascolto. La parte video invece è stata molto curata con una “rigenerazione” delle bobine originali davvero ben fatta. Alcune scene sono di qualità poco inferiore ma visto il tanto tempo trascorso è più che accettabile.

Edited by Nicolas Nova and Joël Vacheron – Dadabot, An Introduction to Machinic Creolization | Neural


[Letto su Neural.it]

La cultura algoritmica, ovvero la cultura espressa da sistemi automatizzati e in particolare basati su software, ha iniziato solo di recente ad accaparrarsi una certa attenzione, quando le sue conseguenze sociali, culturali ed economiche hanno iniziato a diventare chiaramente percepibili. Il movimento della software art tra la fine degli anni novanta ed i primi anni del 2000 ha compiuto un’impressionante prima analisi in tal senso, elaborando il ruolo chiave che il software aveva già giocato insieme alla creazione di una pletora di pionieristiche e critiche opere d’arte, costantemente legate a quella nuova realtà multiforme. I due autori di questo libro, entrambi di base in Svizzera, hanno colto gli aspetti potenzialmente sovversivi della cultura algoritmica, in particolare le sfaccettature “automatizzate”. Già solo in linea di principio questa è una risposta adeguata a tutte le celebrazioni nostalgiche e melanconiche dei cento anni del movimento artistico Dada. Ma anche in pratica la struttura del libro, progettata da Raffaello Verona, è esteticamente in linea con il tema e con il concetto di creolizzazione (essere – cioè – notevolmente intriso dalle influenze locali). Un saggio principale interseca tutto il libro attraverso le pagine “Connected” e i suoi riferimenti (comprensivi di più contenuti collegati) sono a pieno illustrati con immagini lungo tutta la pubblicazione. Tutto quanto sopra si alterna con un lessico; esperimenti Mechanical Turk; brevi interviste con un piccolo numero di artisti la cui automatizzata e “ibridata” pratica rafforza il concetto e un saggio finale del fotografo Maxime Guyon, che termina con una preziosa e focalizzata produzione indipendente.

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

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3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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Storie della trazione popolare italiana

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn 🇮🇹 28 y/o ♍

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