HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per novembre, 2016

Unfit-Bits, DIY subversive (not) exercising | Neural


[Letto su Neural.it]

I dati che registrano le nostre attività sportive sono diventati alcuni tra i più comunemente prodotti “big data” che ci riguardano. Il meccanismo ingannevole, attivato con successo da tecnologie fitness-correlate, si propone di concedere premi istantanei attraverso adeguate interfacce e precise quantificazioni, intrinsecamente sovvertendo il fatto che ci vuole tempo e pazienza per essere in forma. Questo è il territorio nel quale gli artisti statunitensi Surya Mattu e Tega Brain intervengono con un progetto dall’appeal fake e sarcastico. “Unfit-Bits” – infatti – è una società fittizia che si occupa di fitness fai da te ingannevole utilizzando tecniche che generano correttamente – ma senza attività fisica – dei dati, come ad esempio collegando il braccialetto Fitbit ad un trapano lento invece di lavorare veramente. I trucchi, esilaranti e dettagliati, fanno rivivere la tradizione dei prodotti contraffatti in net art, anche se non pretendono di essere totalmente affidabili. Infatti, lo scopo esplicito finale è quello di mentire alle compagnie di assicurazione, o meglio ancora, di sottrarsi alla loro sorveglianza ricattatoria.

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Tra umano e androide c’è di mezzo il cyborg. | L’indiscreto


Su L’indiscreto un’ampia discettazione sul tema umano/androide/cyborg.

Una storia del cyborg e di come si possa (forse) coniugare tecnologia e umanità senza perdere né l’una né l’altra. Il cyborg, così comune nel panorama della fantascienza, ha in realtà una storia profondamente radicata nella ricerca scientifica. Scienza e fantascienza si influenzano a vicenda durante il Novecento: talvolta alcune suggestioni della fiction sembrano anticipare il progresso delle tecnoscienze, in altri casi è la ricerca scientifica a fornire alla fantascienza nuovi spunti da esplorare con l’immaginazione. In un certo senso, questo accade con il termine cyborg, coniato in ambito scientifico e preso poi “in prestito” dalla fantascienza, in un momento storico in cui i progressi tecnologici, in campo soprattutto militare, minacciano di dispiegare nella realtà gli scenari apocalittici della fantascienza classica.

È il 1960, e gli equilibri di potere della Guerra Fredda trovano nella corsa allo spazio una delle principali arene. La ricerca scientifica vive perciò una stagione di profondo dinamismo: negli Stati Uniti la NASA è stata fondata da meno di due anni, l’Unione Sovietica ha, da quasi tre, lanciato in orbita lo Sputnik, ed è pronta a portare nello spazio Yuri Gagarin, il primo cosmonauta, mentre Kennedy si appresta ad annunciare le intenzioni degli Stati Uniti di mandare l’uomo sulla Luna. Ma questa è anche l’era psichedelica di Timothy Leary, dell’LSD e dell’alterazione biochimica delle percezioni e della sensorialità umana grazie a sostanze psicoattive. Tecnologie spaziali e biochimica segnano dunque il panorama scientifico del tempo, all’interno del quale si dibatte, e a livello mondiale, sull’esplorazione e colonizzazione umana dello spazio, e sui modi in cui l’uomo possa sopportare a lungo termine le condizioni presenti in ambienti alieni. È perciò la prima volta che la comunità scientifica volge il suo sguardo ai limiti del corpo umano, in vista dell’oltrepassamento dei confini del pianeta Terra; è la prima volta che si tenta, in maniera sistematica, di affrontare problemi e proporre soluzioni per fare dell’uomo un esploratore dello spazio.

Edizioni Hypnos presenta “Lovecraft Museum” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di una nuova pubblicazione per Hypnos: Lovecraft Museum, ovvero una novella di Steve Rasnic Tem che fa un omaggio sentito al Solitario di Providence:

La stanza era annunciata da alte lettere d’oro sulla porta di mogano nera: MISKATONIC UNIVERSITY: COLLEZIONI SPECIALI. Si spinse dentro aggressivamente, sgomitando tra le persone pigiate davanti a lui. Uno degli aspetti più intriganti del lavoro di Lovecraft erano i molti libri strani e misteriosi cui facevano riferimento lui e i suoi seguaci, e quell’omaggio alla leggendaria Miskatonic pareva ospitarne la maggior parte: l’arcano De Vermis Mysteriis, il Libro di Eibon, i Frammenti di Celaeno, i Cultes des Goules, i Canti di Dhol, e un copione pesantemente annotato per un adattamento de Il Re in GialloI sette libri criptici di Hsan e svariate traduzioni del Necronomicon dell’arabo Abdul Alhazred. Benvenuti al Lovecraft Museum! Qui troverete meraviglia e orrore e potrete immergervi nel mondo generato dalla mente del Maestro di Providence. E, forse, sarete anche trascinati altrove, in un mondo misterioso a metà tra il passato e il presente, un luogo fatto di minacce sussurrate e ricordi rimossi. Ma non abbiate paura. Entrate…

Kipple presenta il Premio Kipple 2016 – Freakshow, di Pee Gee Daniel | Kipple Officina Libraria


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria presenta con orgoglio il Premio Kipple 2016, Freakshow di Pee Gee Daniel, pseudonimo di Pierluigi Straneo; l’incantevole copertina è dell’artista grafica Ksenja coverLaginja.

Nel Sistema Solare, nei pressi del satellite Europa, uno strano carrozzone si aggira per allietare la vita grama dei coloni: è il Circo Korallo, composto da una masnada di freak che cercano di sbarcare il lunario come possono. La prospettiva di un riscatto sovrannaturale animerà improvvisamente l’intera comitiva dei fenomeni da baraccone e ogni cosa non sarà più come prima.
Pungente ironia e precisione nel trasportare il lettore su quel mondo lontano, che potrebbe essere stato o essere ancora il nostro terrestre, delineano uno scenario tragicomico dove il possibile è esattamente ciò che avviene anche nelle nostre esistenze; Desolation Road, l’opera scritta da Ian McDonald, è la prossima verosimile fermata di un treno che passa per i luoghi attraversati dal Circo Korallo.

Sinossi

Su un lontano avamposto spaziale sul satellite Europa, viene ad allietare la popolazione il circo Korallo, costituito da singolarità bizzarre, un freak show dove creature deformi si agitano per strappare un sorriso, un moto di riprovazione, uno sbigottimento in cambio di pochi spiccioli equivalenti al biglietto d’ingresso. A risvegliare la deprimente situazione, nasce tra gli artisti un improvviso credo religioso: Uincio Uancio, che salverà tutti i freak del circo per portarli nel paradiso degli sgorbi. Sarà vero? Chi è questo messia che si profila tra gli infelici malformi? L’entusiasmo che infetta ogni artista del Korallo è coinvolgente e attraversa le lande siderali del mondo di frontiera in cui vi troverete con loro.

Estratto

L’antro sulle prime è semioscuro, almeno sinché gli occhi non ci si abituano e le pupille non finiscono di dilatarsi.
Tira un freschino umido e malsano. C’è un sentore pungente nell’aria, come quello di una scatola di esche vive lasciata aperta sul tavolo della cucina.
Appena entrati la scena pare angusta, ma è solo assenza di un’illuminazione soddisfacente, perché a ben guardare ci si accorge che l’andito del carnival act o freakshow o baracconata, o comunque la si intenda chiamare, risulta in realtà di tutto rispetto. Qualche centinaio di metri quadrati calpestabili, senza dubbio.
Avanzando di qualche passo si capisce che quel che impedisce alla vista di prendere le giuste misure è la pesante istallazione che occupa l’esatto centro geometrico di quella ampia sala ricavata dal perimetro del tendone traslucido. Una specie di gabbia, sormontata da un cucuzzolo a baldacchino, si direbbe, il cui contenuto tuttavia rimane incerto, per come la struttura è montata: in modo, cioè, da voltare le spalle al visitatore e svelare il proprio contenuto solo alla conclusione del giro.
Si prosegue lungo un corridoio di luce, fornita da vecchie lampade a beccuccio. Agevolando la curvatura interna del padiglione, lo sguardo inizia a raccogliere i primi accenni di show. Con un po’ di fatica si riesce a dettagliare qualche forma di vita che si muove laggiù: finalmente le tanto attese attrazioni!
Ogni freak è distinto e separato dal collega. Ognuno di loro sta al proprio posto, dentro una specie di edicola circondata da tendaggi e passamanerie, un tantino soprelevata rispetto ai curiosi che passano là sotto in lenta processione per ficcanasare. Le attrazioni sono giustapposte l’una all’altra secondo una logica che vorrebbe alternare lo stordimento all’esilarazione, la bruttezza al buffo, il raccapriccio alla sensualità, così da rendere l’impatto quanto meno traumatizzante possibile. Un gioco che mira a suscitare e sopire in un lasso di tempo al fulmicotone le più differenti sensazioni umane, soppiantandole di volta in volta ad arte l’una con l’altra.
Lo spettatore è già da subito irretito: un guazzabuglio di sentimenti ed emozioni scombussola il suo animo. Quel che vede non dimenticherà, come ha profetizzato Korallo. Quel che vede ha già visto, inconsapevolmente, rintanato di tra gli anfratti più angosciati del proprio subconscio. Dentro gli incubi più atroci o nelle agonie di una febbre quartana cui fatalmente sopravvisse in tenera età. Quella visione incarnata e tangibile di un’immaginazione spaventosa e sin’allora ritenuta poco plausibile lo prende alla gola, lo scazzotta diretta alla bocca dello stomaco.
Lo spettatore è piegato, sfranto, sfinito, e malgrado ciò non può smettere di guardare: ipnotizzato, incantato, in piena trance. Vediamo chi di voialtri abbasserà per primo lo sguardo, come un pavido coniglio, ora che si fa sul serio e ci disponiamo a dar sfoggio delle creature più notevoli tra quelle che affollano il Circo Korallo.

L’autore

Pee Gee Daniel. Nom de plume di Pierluigi Straneo, è nato a Torino 40 anni fa, ha due figli, una laurea in filosofia. Nella vita è stato impiegato, magazziniere, aiuto-camionista, poliziotto, responsabile di sale-giochi, sale-scommesse, sale-slot, barista bibliotecario, copy-writer. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Montag, Il politico, Golena, Lo scommettitore, Leucotea, Sulle tracce della Ci**gna Voltaica, Twins, Ingrid e Riccione, La Gru, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, e-piGraphe e il saggio Il riso e il comico. Un excursus filosofico, Montag.
Scrive per Endoxa, Mimesis Ed., ‘900 Letterario, Tibereide, Reader for blind.
Insieme al musicista Fabio Zuffanti è autore del musical Cogli l’attimo. Insieme all’attore Omid Maleknia organizza da tre anni Spettacolo d’evasione con i detenuti del carcere alessandrino “Cantiello e Gaeta” nella veste di cabarettisti.

La collana

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali. Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Pee Gee Daniel | Freakshow
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 208 – € 1.95 — ISBN 978-88-98953-67-7

Link

Hype


Trovandoti alle basi della foresta pluviale, non ti riesce molto di immaginare quanto alto possa l’hype che puoi raggiungere là sopra…

Ritorna il Dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della riedizione del dizionario generato dalle opere di Tolkien:  Il dizionario dell’universo di J.R.R. Tolkien. Eccone una breve descrizione; l’intro è dei Gianfranco De Turris:

Quando ci s’inoltra in un territorio, non tanto ignoto quanto anche semplicemente nuovo o non del tutto conosciuto, ci si rifornisce di cartine, guide e magari di un navigatore o di Mappe Google, oltre che vocabolari e dizionari, in modo da affrontare ben attrezzati l’esperienza, e non correre il rischio di perdersi, girare a vuoto, non comprendere pienamente lingua, caratteri, usi e costumi. Tanto più se questo territorio invece che essere reale è totalmente immaginario, ma di un tipo di immaginazione che è andata nel corso degli anni così ben strutturandosi, precisandosi, moltiplicandosi, grazie anche al contributo di chi la recepiva e ne fruiva, da diventare qualcosa di simile ad una pseudo realtà. O meglio, un Mondo Secondario. È quanto è avvenuto per la Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien, inizialmente grazie allo stesso professore di Oxford che intendeva dare uno spessore di verità alla sua creazione su cui ha speculato per mezzo secolo e più; in seguito, soprattutto dopo la sua scomparsa nel 1973, grazie ai lettori di tutto il mondo.

La Società Tolkieniana Italiana ha realizzato questo Dizionario dell’Universo di J.R.R. Tolkien: una guida, un vocabolario e un baedeker, in cui si alternano in ordine alfabetico brevi “voci” (tutte fornite di precisi rimandi testuali alle edizioni italiane delle opere del professore oxoniense) e interventi   più ampi, veri e propri piccoli saggi, dedicati ad argomenti generali o a personaggi significativi.

Dall’Introduzione di Gianfranco de Turris.

Rescindere


Rescindi il fiato che ti è rimasto dentro e destinalo a complesse manovre di aggiustamento sinaptico.

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn 🇮🇹 28 y/o ♍

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Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

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