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Archivio per dicembre 8, 2016

IL FILO A PIOMBO DELLE SCIENZE > Nosferatu & Nosferatu


Recensione monstre di Marco “Antares666” Moretti che in due puntate successive recensisce due film capolavoro del Cinema fantastico, il primo è Nosferatu il vampiro, di Murnau, e poi il conseguente Nosferatu, il principe della notte, di Herzog.

Il secondo conseguenza quasi diretta – anche se a distanza di più di mezzo secolo – del primo, estetiche diverse e sfumature che Marco coglie in pieno, con grande merito e perizia – ma chi lo conosce sa quanto il suo essere arguto e sottile sia un’arte che impiega in ogni risvolto vitale. Buona lettura!

Pilastro portante del genere horror e massima manifestazione dell’espressionismo nel cinema, il Nosferatu di Murnau è stato definito da Mymovies.it “il solo film vampirico ammesso nelle discussioni colte dei critici”. La complessità di questa pellicola è tale che difficilmente può essere esaurita in un singolo intervento. Cercherò in ogni modo di iniziare un’analisi, seppur abbozzata.

Classificato come “remake” del Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau e senza dubbio da esso ispirato, in realtà vi apporta novità sostanziali, al punto che a parer mio si tratta di un’opera del tutto dissimile e non ben comparabile con l’originale. Sono convinto che per questo genere di film il bianco e nero sia insuperabile, eppure il capolavoro di Herzog riesce a rendere bene il disfacimento e la Tenebra nonostante sia un film a colori. È altrettanto vero che Herzog disponeva sul finire degli anni ’70 di una serie di mezzi che all’epoca di Weimar erano inconcepibili, come ad esempio il sonoro. Rispetto all’originale la trama ha una notevole complessità. Numerose sono le sequenze memorabili, squarci onirici sul Mondo dell’Abisso che restano impressi in modo indelebile fin che si vive.

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Sovrapposizioni


Le confusioni quantiche s’innestano nella complessità psichica delle sovrapposizioni irreali.

Ritorno al mondo dei Nerogatti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita di Morgànt dei nerogatti, seconda puntata, per DelosBooks, della trilogia sui Nerogatti dell’editore di KippleOfficinaLibraria e Premio Urania 2015, Lukha B. Kremo. La sinossi:

C’è una quinta dimensione oltre quelle che l’uomo conosce. E una sesta, e una settima, fino a undici. Sono dimensioni arrotolate nelle brane dell’infinitesimale, senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità. È in queste dimensioni che esistono gli inframondi, universi simili al nostro ma diversi.

Quando sopra al vulcano Makar cominciano a verificarsi anomalie simili a quelle che avevamo conosciuto nel precedente romanzo, I nerogatti di Sodw, si teme che sia in corso una nuova invasione dall’inframondo. Ma questa volta più cauta, più infida. E allora è chiaro che c’è un solo modo per fermarla e soprattutto per sventare ulteriori tentativi: andare alla radice del male. Inviare una spedizione nell’inframondo stesso.

Cindytalk in concerto a Roma, oggi 8 dicembre


Questa sera – anzi in definitiva tra poco, alle 22.00 – i Cindytalk suoneranno a Roma, al DalVerme, un gig per me assolutamente inaspettato: conosco la band dalla fine ’80, il mio stesso avatar è un particolare del loro primo disco e dire che li ho adorati oltre ogni misura, per la loro bestialità scatenata e rivolta al nero, all’interiore, alla colpa di essere incarnati, è dir troppo poco. Penso che non potrò fare altro che immergermi nel flusso delle loro proposte assolutamente antipop, e ricavarne quel nero a contatto che cerco continuamente. Ci vediamo lì?

Se avete passato i quarantacinque anni (e visto quanto il progetto sia datato, ci sta) cerchiate sul calendario con la penna la data. Se invece di anni ne avete un po’ meno, tirate fuori lo smartphone e piazzatevi un promemoria, perché la serata è di quelle grosse. Cindytalk è una delle personalità più borderline che ci siano. Nativa di Edimburgo, transgender, con un curriculum pieno di collaborazioni illustri (da This Mortal Coil a Cocteau Twins, passando per il recentissimo 12’’ condiviso con Ancient Methods sulla Diagonal di Powell), ha influenzato una pleteora di artisti. Musica che si muoveva nell’industrial più astratto negli anni 80, e che ha conosciuto nuova vita a partire dal 2009 con la sua rinascita su Editions Mego. Ambient, glitch, pulsioni sinistre. Un tranquillo giovedì sera di paura.

Silk Worm


In verme setoso s’insinua disegnando dimensioni attigue.

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Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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poesie seminate, di Martina Campi

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