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I caratteri tipografici cambiano la percezione di identità e contesti. | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo particolare sui segni tipografici che raccontano con parole – altri simboli – i concetti immaginifici.

Tra tutti i segni visivi con cui entriamo in contatto quotidianamente, una tipologia in particolare è strettamente legata all’evoluzione dell’uomo e alla propria cultura: si tratta dei caratteri tipografici, particolari in quanto esprimono un valore simbolico legato alla propria forma – Saussure la definirebbe occorrenza – che varia nella permanenza di un valore legato al significato – o tipo – cioè la scrittura stessa. Sebbene la maggioranza di noi trascorra la propria esistenza senza mai esserne cosciente, la tipografia – intesa come il progetto della forma delle lettere e dello spazio bianco che le divide – è uno degli elementi che più satura e influenza l’esperienza visiva quotidiana, e, con essa, la somma e sintesi delle sensazioni e informazioni che ci aiutano a creare un’immagine mentale (spesso inconscia) delle identità con cui entriamo in contatto: una città e la sua amministrazione, un’azienda, un’istituzione culturale, un negozio, ecc.

Abituati dalla cultura occidentale e dallo sviluppo tecnologico a operare una netta divisione tra immagine e testo, tendiamo a ignorare che questi elementi sono indissolubilmente legati. Ogni parola scritta, infatti, include inevitabilmente anche un’immagine, per l’appunto il carattere tipografico, senza il quale non esiste alcuna leggibilità. Quando si dice che gli ultimi decenni sono una scalata verso un mondo fatto di immagini, sarebbe dunque corretto includere anche il testo in questo discorso, non soltanto per la sua valenza visiva. La tipografia, infatti, non ha luogo solamente su libri e quotidiani (che rappresentano anzi una porzione sempre più ridotta della quantità di testo con cui veniamo in contatto) ma è letteralmente ovunque; sulle interfacce degli smartphone, sui siti web e i social network, sui sistemi di segnaletica, sul packaging del cibo, sui biglietti dell’autobus.

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