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Archivio per gennaio 3, 2017

Il patto col demonio prima di Faust – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’interessante recensione riguardo Gli antenati di Faust. Il patto col demonio nella letteratura medievale, di Alfonso D’Agostino.

L’interessante saggio di Alfonso D’Agostino tratta le narrazioni dei patti che gli esseri umani stringono con il maligno – per sete di conoscenza, di potere, di ricchezza o di sesso – nella letteratura medioevale. Si tratta di uno studio di tipo letterario su un tema antropologicamente significativo concentrato sui tipi narrativi che anticipano la comparsa di Faust. A essere prese in esame sono fondamentalmente la letteratura latina medievale e le letterature romanze dell’Età di Mezzo, pur non mancando riferimenti ad alcuni testi in altre lingue (es. greco) e di altri periodi (es. il teatro barocco).

A tale scopo l’autore, docente di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Milano, passa in rassegna tanto capolavori letterari – come Cantigas de Santa María di Alfonso X, Miracoli di Gautier de Coinci, Miracolo di Teofilo di Rutebeuf, Conde Lucanor di Juan Manuel, Libro de buen amordi Juan Ruiz, El mágico prodigioso di Calderón de la Barca… – quanto testi che, pur affrontando la tematica indagata, risultano di minore qualità letteraria.

The Tragical History of Doctor Faustus(ca. 1590) di Marlowe e Faust (1808) di Goethe hanno reso la vicenda di Faust “il patto col demonio per antonomasia” generando una miriade di varianti successive. D’Agostino sottolinea come la creazione di Marlowe, sicuramente debitrice di una lunga tradizione medievale, riesca a dar vita, «sulla base di una struttura testuale dai tratti fantastici, a un complesso sistema di potenzialità che avrebbe incrociato alcuni dei temi più scottanti della riflessione filosofica e dell’ispirazione artistica presenti e futuri. In primo luogo, la meditazione etica sulla scienza (da un lato) e le teorie dell’Uebermensch (ossia del Superuomo, dall’altro) assimilano a volte scienziati folli (o “stregoni”) e superuomini a Faust novelli, innescando non di rado procedimenti narrativi come quello fantascientifico degli universi paralleli o quello moral-metafisico del Doppelgänger (la figura del “doppio”). Ma […] anche la passione amorosa, il denaro e la volontà di potenza sono rappresentati sovente come daimones (spiriti, guide od ossessioni semi-divine) in grado di soggiogare l’animo umano. E nelle metamorfosi del tema s’inseriscono pure le tensioni polari fra libero arbitrio e necessità, fra titanismo e melancolia, fra pentimento e conversione» (p. 10).

È un testo molto interessante quello di D’Agostino, perché lega le istanze del Fantastico con la Tradizione unendoci anche, però, le istanze della Fisica, almeno quella nuova e ineffabile che va tutta sotto il cappello di Heisenberg, passando per il controllo sociale operato nei secoli dei secoli dalle strutture religiose cristiane, che hanno rinforzato le credenze e quindi agevolato, pur non volendolo, l’approccio Fantastico delle genti. Interessante…

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The Void* – Values | Neural


[Letto su Neural]

Il nome The Void* (si pronuncia “The Void Pointers”) è un omaggio al C ++, linguaggio di programmazione la cui semantica è relativamente minimalista ma che è anche versatile, potente e ricorsivo. Similarmente composito, questo trio – che è formato da Roald van Dillewijn, Tijs Ham ed Eric Magnée – è forte d’un muro di suoni fatto di strumenti ed elettronica modificati ma anche di eleganti strati, tagli e sequenze melodiche, iterate e dissonanti. L’impostazione di fondo è principalmente post-rock ma l’atipico combo recupera anche attitudine free form, soundscapes e suggestioni della musica seriale e classica. Il contrasto è quello d’un suono organico ed anche astratto, estetizzato ma ricco di momenti dilatati e ipnotizzanti. Anche l’artwork dell’uscita in vinile segue questa ispirazione ed è molto prezioso, con un cartonato opaco trafitto in circolari e geometriche aperture di varie dimensioni che lasciano intravedere una texture colorata sottostante. Infine, è da sottolineare come questo album dei The Void* sia collegato contemporaneamente a ben tre etichette: la Lomechanik, la Esc.rec e la Shipwrec, tutte “made in Netherlands”, così come la band è anche coinvolta nel modding di alcuni strumenti (chitarre e flauti modificati per la creazione di un insieme di sei elementi per archi ed elettronica) al fine di dar vita a sonorità non convenzionali. L’uscita è composta da sei tracce, la prima molto ambientale e insistente, plasmata da un drone di chitarra e radio frequenze, spuri elementi ed effetti, poi nella successiva è il pianoforte ad essere in evidenza, in maniera molto melanconica e rarefatta, sospesa e profonda, mentre la terza esibisce sperimentali orchestrazioni, un puntinismo sonico poi deviato in congiunzioni meditative e influenze di musica da camera. “Abstract” è più elettronica, marziale e inquietante – successivamente – e “E AB EF B” è ancora una stilizzata composizione pianistica appena solcata da altri strati di risucchi e hum. Con “Dereference” – che parte quasi silente – i The Void* ricalibrano l’attenzione per l’infinitesimale, chiudendo l’album splendidamente e lasciandoci nelle malie suscitate da cotante multiformi espressioni.

edited by Linda Kronman, Andreas Zingerle – Behind the Smart World | Neural


[Letto su Neural]

Le attuali traiettorie di dati digitali sono adeguatamente riassunte nell’introduzione degli editori: “noi abbiamo semplicemente perso il controllo dei nostri dati digitali”. Behind the Smart World – un libro tutt’altro che fuori delle regole – è articolato in tre sezioni (saving, deleting e resurfacing). Ognuno di questi capitoli inizia con un testo teorico e continua con gli artisti che presentano le loro rispettive opere, spaziando da un’indagine sui data centers (Veermäe), a una sulle data funeral performances (Samson). L’aspetto specifico di questa collezione è l’equilibrio informativo tra teoria speculativa e intervento artistico. Pur mantenendo una prospettiva radicale in riferimento all’argomento, nel testo si definiscono i processi in termini assai chiari, come ad esempio quando Marloes de Valk suggerisce che “i nostri corpi di dati sono patologicamente obesi”. Questo punto di vista è cristallizzato nella suggestione ricorrente dell’enorme quantità di dati contenuta nella moltitudine di dispositivi di memorizzazione, scartati, prima o poi malfunzionanti, in grado di “risorgere” solo se adeguatamente gestiti e con conseguenze imprevedibili. Invece di semplicemente spingere il raccapricciante argomento privacy o l’apocalittica prospettiva e-waste, gli autori riescono a definire una consistente e unificante traiettoria centrata sulla produzione personale di dati digitali. Da lì parte la lunga lista di conseguenze abilitate da questo semplice gesto. Lo scenario risultante non è oscuro, quanto piuttosto accuratamente assemblato attraverso le lenti della teoria e dell’arte. Esso definisce accuratamente la temporalità ambigua dei dati e la sua singolare dualità come sia effimero che onnipresente.

Golfvorm, the sound of iron-based micro-dynamic tension | Neural


[Letto su Neural]

Possono dei materiali stressati emettere onde sonore? Sì, sicuramente, come apprendiamo dalla presenza di emissioni ultra acustiche (Ultra Acoustic Emissions) oppure da “onde acustiche ultra alte o ultra corte che viaggiano attraverso i materiali in condizioni di stress”. Christoph De Boeck ha utilizzato in maniera assai brillante queste onde nel suo pezzo “Golfvorm”, dove si sperimenta il ferro attraverso differenti forme di applicazione. Vapori di reazione fanno capolino da sotto una lamiera d’acciaio. Questo a sua volta ossida la lamiera, causando che il ferro emerga. Inoltre, il foglio viene piegato dal peso di parecchie pietre minerali ferrose. Microfoni sensibili catturano le emissioni acustiche di questo processo, che sono ridotte oppure amplificate, mentre le fessure microscopiche producono suoni improvvisi. La tensione continua del lavoro crea un pezzo affascinante – rivelando un processo che avviene proprio davanti ai nostri occhi, ma in uno spazio quasi impercettibile. Qui De Boeck assembla un micro-dinamico senso del suono, che si riflette nei materiali, nelle forme e nell’acustica indotta.

Sandro Battisti sul nuovo numero di LIBURNI E ARTE – Ophelia blog


La solerte Stefania Romito segnala sul suo blog l’intervista che mi ha fatto poco tempo fa che appare ora anche sull’ultimo numero di Liburni e Arte: qui. Ringrazio infinitamente per la diffusione e l’interesse.

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

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