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Archivio per gennaio 22, 2017

Farewell, Mister Phineas! And thank you so much. | Kipple Officina Libraria


Un bel post di Pee Gee Daniel, Premio Kipple 2016, sul Circo Barnum che sta chiudendo i battenti e sui suoi freaks; chi meglio di Pee Gee, autore di Freakshow, può parlarne? Un estratto:

Un comunicato ufficiale uscito in questi giorni avvisa della chiusura definitiva entro il mese di maggio del Circo Barnum, dopo un secolo e mezzo di attività.

La notizia ha goduto di un certo clamore di stampa e media più che per il merito dei contenuti per il nome altisonante di riferimento, assurto ormai ad antonomasia (Barnum, quale sinonimo di accozzaglia, o giustapposizione di cose ed eventi è stato addirittura adottato per la propria rubrica settimanale, curata sulle pagine di un quotidiano nazionale da uno scrittore che più di ogni altro ci appare distante dal capostipite dei circensi in questione: Alessandro Baricco).

Ma quelle che chiudono i battenti (accusando come il resto della concorrenza la drastica diminuzione dell’interesse collettivo verso questo genere di spettacolo, associato ai crescenti costi di manutenzione e allo spinoso problema del trattamento degli animali inseriti in cartellone) sono più che altro le remote vestigia dell’originale invenzione ottocentesca di Phineas Taylor Barnum.

Il sedicente “re dei farabutti”, nativo del Connecticut (e lì spirato, durante il ritiro privato giunto al termine di ripetuti giri del mondo che avrebbero fatto impallidire quel pivellino del suo quasi omonimo e coevo verniano Phileas Fogg), in gioventù era stato prima commerciante, quindi pubblicista. Combinando idealmente le due professionalità, ne aveva inventato una terza, grandiosa e innovativa, al passo con quella neonata superpotenza in vertiginosa espansione che erano gli Stati Uniti d’America: emulando parzialmente i circhi equestri già in attività da almeno un secolo e fioriti inizialmente nel Vecchio Mondo, e incrociandone le prospettive con quelle dei musei di antichità e le “stanze delle meraviglie” di epoca sei-settecentesca, Barnum fondò l’American Museum, ossia un enorme teatro stabile (che solo in un secondo momento avrebbe conosciuto la versione itinerante) pieno di oggetti, personaggi, esibizioni ed esemplari eccentrici e al limite con l’inverosimile.

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Ray Kurzweil sul futuro dell’economia con l’IA – Controcorrente


Un’intervista a Ray Kurzweil sul postumanismo e futuro basso dell’umanità. Cose condivisibili e non, ma è importante la pulsione verso il futuro e la ricerca totale; attenzione ai tecnofascismi…

Su Controcorrente.

La sua idea chiave è che la tecnologia dell’informazione progredisce in modo esponenziale. Oggi anche la sanità e la medicina sono presenti in queste tecnologie dell’informazione. Ciò significa che la nostra abilità di comprendere, modellare, simulare e riprogrammare il codice della vita crescerà esponenzialmente. Kurzweil descrive tre step fondamentali per raggiungere questo obiettivo adottando la metafora dei ponti: alimentazione sana, biotecnologia e nanotecnologia.

Il giornalista ha poi portato Kurzweil sul tema della Singolarità tecnologica, cioè il momento in cui le macchine diventeranno più intelligenti dell’essere umano. Tutto parte da quello che ormai stiamo facendo già da diversi anni: estendere la nostra capacità mentale attraverso l’intelligenza artificiale.

Secondo Kurzweil, entro il 2030 saremo in grado di connettere la nostra neocorteccia al cloud attraverso i nanobot. Il nostro pensiero sarà quindi un ibrido tra la forma biologica e quella non biologica. Diventeremo sempre più intelligenti e nel 2045 avverrà una trasformazione così profonda, una trasformazione singolare appunto, che cambierà l’umanità.

Ma quando le macchine diventeranno più intelligenti di noi, cosa succederà? Qui l’immaginario ci conduce nelle narrazioni fantascientifiche più distopiche: le macchine ci controlleranno o distruggeranno. Kurzweil ha chiarito il suo punto di vista anche su questa storia.

Il mio punto di vista non è noi contro di loro. Abbiamo visto questo scenario in molti film distopici di IA future: le IA contro gli umani per il controllo dell’umanità. […] Nel mondo non abbiamo una o due IA, ne abbiamo diversi miliardi. Queste sono IA connesse al cloud, create per estendere la nostra portata.

Ciò non significa che non ci sarà alcun tipo di conflitto in futuro.

Nel mondo abbiamo conflitti tra differenti gruppi di umani potenziati dalle nostre macchine e dall’intelligenza artificiale. Quindi questo continuerà, ma in sostanza estenderemo la nostra portata creativa. E lo stiamo già facendo.

Alphaxone & ProtoU – Planemo Dreams


La placida distesa siderale.

Nello specchio


Nello specchio la sfuggente relazione interiore del nulla.

ROGER WATERS: VIDEO INTEGRALE DI “PIGS (THREE DIFFERENT ONES)” | PINK FLOYD ITALIA


Dal blog di PinkFloydItalia un video stravolgente di Pigs, Three Different Ones, song dei Floyd di quaranta e passa anni fa eseguita da Roger Waters in modo superbo il 1 ottobre scorso, a Città del Messico.

The resistance begins today“, la resistenza inizia oggi, ha postato Roger Waters sulla sua pagina Facebook, frase accompagnata dal video integrale di Pigs (Three Different Ones) live a Zócalo Square in Messico l’1 Ottobre 2016. Chiaramente un attacco al nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Con Roger, fino alla scomparsa degli esseri immondi. I Floyd sono ancora vivi e graffiano come belve, ascoltate qui sotto cosa è capace di fare questo 72enne, in gran forma.

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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poesie seminate, di Martina Campi

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Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

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Versi di Mauro De Candia e influenze varie

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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