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Archivio per febbraio 22, 2017

Il vangelo del boia | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione di un romanzo di Nicola Verde: Il vangelo del boia, dedicato a Mastro Titta, il celebre boia della Roma papalina.

Ernesto Mezzabotta è, con ogni probabilità, il vero autore delle uniche Memorie di Mastro Titta “scritte da lui stesso” circolanti; questo romanzo non è altro che la “prosecuzione” di quelle memorie apocrife.

Tutto ha inizio con l’ultima decapitazione compiuta da Mastro Titta nell’agosto del 1864; il boja ha già 85 anni e benché abbia ancora la mano ferma una impercettibile indecisione renderà drammatica l’esecuzione, questo gli costerà il posto di carnefice. Per spiegare quell’incertezza, si dovrà risalire a fatti precedenti.

Roma giugno 1861, durante alcuni tafferugli in via del Corso viene ucciso un gendarme; agosto dello stesso anno, la confraternita dei sacconi rossi raccoglie due cadaveri lungo la sponda del Tevere, uno è senza testa. Fatti apparentemente di poca importanza, che però daranno la stura a una catena di altri avvenimenti che scuoterà il torpore di una Roma pre-capitale. A occuparsi del processo per la morte del gendarme e che, sebbene innocente, porterà alla condanna capitale un vetturino di omnibus, il giudice Eucherio Collemassi, lo stesso che in seguito guiderà le “rivelazioni impunitarie” (una sorta di “pentitismo” ante litteram) di Costanza Vaccari in Diotallevi, una fotografa malmaritata che si troverà impelagata in intrighi di potere più grandi di lei. A essere coinvolto anche Mastro Titta, il boja papalino, trascinatovi proprio da Costanza che gli ricorda un tormentato amore di gioventù. Le “rivelazioni” della donna arriveranno a toccare persino l’ex regina di Napoli Maria Sofia di Wittelsbach, sorella della più famosa Sissi, in quei giorni in esilio presso il Papa, dopo che Gaeta e il Regno delle Due Sicilie erano caduti.

Verità storiche, dunque, di un intrigo politico (e di scandali) accaduto in quegli anni risorgimentali, che si intrecciano a verità che la Storia soltanto suggerisce o che… potrebbe semplicemente suggerire e che danno vita a un quadro di una Roma intorpidita, in attesa degli eventi che stanno risalendo lo Stivale, sconvolta da omicidi e guerre intestine che si svolgono nel segreto delle stanze vaticane, restituendoci l’esatto clima di una città alle soglie di un cambiamento epocale.

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I Claudio Simonetti’s Goblin suonano dal vivo la colonna sonora di Dawn of the Dead di Romero e Suspiria di Dario Argento! | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di nuovi concerti su film dei Goblin di Claudio Simonetti: eseguiranno dal vivo le colonne sonore di Suspiria e Dawn of the Dead. Uno spettacolo davvero… il 23 e 24 febbraio a Milano e Seregno: chi può vada!

David Lynch tra arte e cinema | FantasyMagazine


David Lynch speaking in Washington D.C., Janua...

Su FantasyMagazine la segnalazione di una treserate dedicate a David Lynch, a Venezia, dal 16 al 18 marzo, al Teatrino di Palazzo Grassi. Imperdibile!

Concepito come un diario privato dedicato all’ultima nata della famiglia Lynch, un racconto da padre a figlia in cui il cineasta conduce lo spettatore nei complessi meandri della sua fantasia attraverso ricordi, immagini inedite di repertorio e spezzoni dei primi film. David Lynch, potente voce narrante dell’intero girato, è ritratto mentre dipinge nello studio sopra le colline di Hollywood da dove racconta aneddoti dell’infanzia e della sua adolescenza. La pellicola mette in luce l’importanza fondamentale della sua attività pittorica nella definizione del suo linguaggio visivo, la nascita della sua sensibilità musicale e le origini stesse della sua poetica. Ne emerge così un affresco visionario e misterioso dell’esperienza di Lynch come uomo e artista, quasi come se si trattasse dell’ennesima sceneggiatura affiorata dalla sua fantasia.

Frattali che fanno star bene – da Pollock alle onde dell’oceano | L’indiscreto


Su L’indiscreto un bell’articolo che analizza l’energia e i frattali che si ripetono in essa, ispirando e dando vita al nostro mondo del reale. Magnifico. Un estratto:

Quando la corrente si muove attraverso gli oggetti, come le televisioni, il movimento degli elettroni è ordinato. Ma in dispositivi più recenti e più piccoli, anche solo un centinaio di volte più grandi di un atomo, l’ordine della corrente si interrompe e diventa più simile a un caos ordinato. I modelli della corrente elettrica, come le ramificazioni dei polmoni e dei neuroni, sono dei frattali, il che significa che la loro forma si ripete su scale diverse.

Durante la sua tortuosa carriera Taylor non ha mai perso l’interesse – anzi l’ossessione – per Pollock. Alla Manchester School of Art, costruì un pendolo che schizzava vernice a ogni soffio di vento, per vedere se il dipinto “composto dalla natura” sarebbe sembrato un Pollock (e sì, ci somigliava davvero). Poi alcuni anni fa ebbe una folgorazione mentre lavorava su un progetto di nanoelettronica. “Quanto più guardavo frattali, tanto più mi ricordavano dei dipinti di Pollock”, ha raccontato in un saggio. “E quando ho guardato i suoi quadri, ho notato che gli schizzi di vernice sembravano diffondersi sulle sue tele proprio come il flusso di energia elettrica attraverso i nostri dispositivi”.

Utilizzando degli strumenti per la misura della corrente elettrica, Taylor esaminò una serie di Pollock degli anni ‘50 scoprendo che erano davvero frattali. Fu un po’ come scoprire che tua zia parla una lingua segreta e antichissima. “Pollock dipinse dei frattali naturali venticinque anni prima che venissero scoperti!”. Taylor pubblicò la scoperta su Nature nel 1999, e questa fece grande scalpore sia nel mondo della fisica che in quello dell’arte.

Il termine “frattale” venne coniato da Benoit Mandelbrot nel 1975, una volta scoperto che una semplice regola matematica si applica a una serie vastissima di oggetti che a prima vista appaiono complessi e caotici. Come provò Mandelbrot stesso i pattern frattali possono essere osservati in natura sia nelle nuvole che nelle linee costiere, ma anche nelle foglie, nelle onde dell’oceano, nella sorgente e la foce del Nilo e nei raggruppamenti di galassie. Per capire i pattern frattali su diverse scale bisogna immaginare il tronco di un albero e un suo ramo: entrambi potrebbero includere gli stessi motivi, come per esempio lo stesso ramo su scala minore, e ancora quest’ultimo potrebbe contenere a sua volta lo stesso motivo, ancora più piccolo. E così via. Lo stesso accade con gli angoli e le venature delle foglie. I frattali sembrano figure caotiche, ma non lo sono.

Magnetoceptia, Audio Rituals with Wearable Antennas | Neural


[Letto su Neural]

Dewi de Vree e Patrizia Ruthensteiner hanno presentato ultimamente una serie di performance e installazioni denominate Magnetoceptia. Il nome dato a questi progetti deriva da “magnetoception”, termine che definisce il senso o l’abilità che consente a un organismo di “rilevare un campo magnetico allo scopo di stabilire direzione, altitudine o posizione”, rendendo questi campi magnetici udibili attraverso suoni elettronici. Le due artiste costruiscono ricevitori-antenna indossabili che captano specifiche frequenze elettromagnetiche e queste sonorità vengono poi utilizzate durante le performance che sono ispirate dal contesto locale o da una particolare storia. Alcune, per esempio, sono state ispirate da singolari acconciature dell’antica dinastia Qing o scaturiscono da elementi del calendario nativo estone. Queste performance hanno la struttura estetica di un rituale e utilizzano strumenti che manifestano qualcosa precedentemente inusuale attraverso una serie di gesti prescritti. I materiali dei costumi e delle antenne, quindi, rafforzano una maniera assai moderna di trattare collettivamente con l’invisibile e l’ignoto.

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