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Archivio per marzo 14, 2017

La Mariée Remise à Nu Par le Binaire / The Machine is Speaking | Neural


[Letto su Neural]

Dare corso ad alcune funzioni fondamentali del nostro corpo affidandole a una macchina può essere un gesto estremo, anche se è solo temporaneo. Se questo abbandono comporta anche la nostra capacità di comunicare volontariamente, poi il gesto diventa ancora più radicale. La Mariée Remise à nu par le Binaire di Nataliya Petkova è una struttura robotica performativa che consente questo tipo di azione. Essa riprende alcune parti nodali del corpo coinvolte nel sistema vocale in modo da permettere a una macchina di utilizzarle per “parlare”. L’artista sostiene che il corpo diventa semplicemente una “scatola di risonanza”. Infatti, i motori che controllano i movimenti della bocca, le piccole scosse elettriche inviate alla lingua elettronicamente e la laringe artificiale premuta alla gola per stimolare le corde vocali, articolando un discorso generativo o audio-reattivo, tutto sottolinea questa sensazione. In questo progetto – allora – la Petkova incarna straordinariamente un profondo immedesimarsi nei meandri di una comunicazione ostruita per mezzo di timori elettromeccanici in una funzionale e ancora universale protesi.

Il Potere della Parola | scheggetaglienti


Uno scritto – datato – di Alessandra Daniele, che tenta di coniugare – assai bene, secondo me – il mondo di Star Trek con quello dell’inquisitore Eymerich, il personaggio che identifica maggiormente l’attività di Valerio Evangelisti. Qui sotto, da leggere tutto d’un fiato:

Deanna finì di sistemarsi il lungo abito di foggia trecentesca.
– Su cosa è basato questo tuo nuovo programma olografico, William? Si direbbe una saga medievale.
Riker accennò un sorriso sornione.
– È molto di più. Una serie di romanzi scritti fra il XX° e il XXI° secolo in Italia da Valerio Evangelisti.
– C’era ancora l’Italia nel XXI° secolo?
– Solo nei primi anni, prima di sparire sotto il livello del mare per lo scioglimento dei ghiacciai.
– Sono pronta – annunciò Deanna sorridendo. Riker le offrì il braccio, e insieme entrarono sul ponte ologrammi. Deanna si mostrò subito ammirata per la precisione dei dettagli.
– È una tipica caratteristica dei romanzi che ho voluto trasporre fedelmente nel programma – disse Riker, con una punta d’orgoglio – Il protagonista è ispirato a un personaggio storico realmente esistito,  d’origine ispanica come gli antenati conquistadores del capitano. Ti sorprenderà – aggiunse ammiccando.
– Non vedo l’ora – sorrise Deanna.
Una freccia trapassò la gola di Riker.
Il primo ufficiale emise un rantolo soffocato, poi crollò di schianto.
Deanna urlò, e si chinò su di lui, sconvolta.
– Emergenza sul ponte ologrammi! – Gridò – Computer! Blocca il programma!
Fu inutile.

*  *  *

Eymerich era furibondo.
– Magister, era l’unico modo per fermarlo – disse il balestriere – l’abbiamo visto apparire dal nulla, e lo sapevamo capace di sparire in un attimo. Era un demone!
– I demoni sono spiriti incorporei, questo invece è un cadavere che non può rivelarci più nulla – scandì Eymerich – E vi siete anche fatti scappare la femmina!
– Sì Magister – ammise il balestriere, visibilmente spaventato dalla furia dell’inquisitore – però stavolta non è riuscita a dissolversi, s’è solo confusa tra la folla.
– Perché ho scoperto le loro formule, e so come invertirle. Non sono demoni, solo negromanti – si rivolse al resto delle guardie – è il momento di agire.

*  *  *

– Uno dei personaggi ha preso il controllo del ponte ologrammi? Di nuovo? – Picard si girò verso Data.
– Dev’essere diventato senziente, com’era accaduto a Moriarty – rispose l’androide.
– Come stanno Deanna e William?
– Entrambi i loro segnali vitali sono cessati – rispose Beverly, pallida – ma potrebbe essere perché l’ologramma è riuscito a schermare il ponte, interrompendo ogni comunicazione
– Ma com’è possibile che il computer gli obbedisca così? – Protestò Worf – Conoscere i codici d’accesso non basta…
Le porte s’aprirono. Eymerich marciò deciso in plancia.
Picard s’alzò e lo fissò.
– Adesso capisco – disse – William t’ha dato il mio aspetto. Una sorta di omaggio, probabilmente – aggiunse malinconico – anche per questo il computer ti riconosce come un’autorità legittima.
– Io sono l’unica autorità legittima – disse l’inquisitore, sprezzante – E sei tu che stai imitando il mio aspetto. Ma non ingannerai più nessuno.
– Suppongo che tu sia riuscito anche ad accedere ai protocolli del Dottore Olografico per riuscire a materializzarti al di fuori del ponte ologrammi.
– Ti riferisci al fatto che posso spostarmi dove voglio? Posso anche trasferire ciò che voglio. Computer, sicurezza! – Ordinò. Un paio di balestrieri si materializzarono al suo fianco, tenendo sotto tiro il resto della plancia.
– Sei stato abile – commentò Picard.
Eymerich accennò un sogghigno.
– In realtà non è stato difficile. Tutto il vostro potere non è che una ragnatela di parole. Ogni volta che uno di voi si manifestava, io ne annotavo o facevo annotare ogni frase, specialmente quelle che suonavano prive di senso. Così ho scoperto tutte le vostre formule, e come usarle contro di voi.
Picard scosse la testa.
– Credi di sapere tutto? Non hai idea di quello che non sai. Non hai idea di dove ti trovi né del danno che potresti fare se prendessi davvero il controllo di questa… unità.
– Non preoccuparti di quello che non so – rispose l’inquisitore – perché lo scoprirò. Computer! – Ordinò – Programma Quaestio Eymerich Uno. Eseguire!

Strani giorni: Per non dimenticare la memoria – Guido Ceronetti


Sul blog di Ettore Fobo la recensione a un piccolo libretto di poesie di Guido Ceronetti: Per non dimenticare la memoria. Parliamo di un’opera che tratta la tecnologia e i valori a essa annessi come una sorta di Male, in cui è ravvisabile sì una ragione nemmeno troppo velata, ma che non può – a mio e di Fobo parere – per questo risolversi in una ricerca del passato, che certo aveva molti limiti intrinseci forse peggiori del nostro presente.

Così Ettore chiosa la sua critica, e come non essere d’accordo con lui?

C’è bisogno di questo sguardo critico sul web e sulla rivoluzione digitale, di una visione che sappia storicizzarli, vedendo in essi i pericoli che rappresentano. Per Ceronetti lo smartphone è un buco nero: facendone ormai quotidiana esperienza, difficile dargli del tutto torto. Però… – è un però gigantesco- la sensazione è che Ceronetti, che ha quasi novant’anni, sia estraneo anagraficamente a un fenomeno che riguarda ormai tutti. Sarà pure fatalità dal male, ma è un male che ci tocca e non possiamo sfuggirgli. È la Tecnica. L’uomo inventa la Tecnica ma poi la Tecnica prende il sopravvento. Forse diventeremo noi stessi degli accessori degli smartphone. Bisogna anche resistere sì ma attenzione al luddismo.

Eymerich | In libreria ad aprile


In uscita, a breve, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti, che torna a scrivere dell’inquisitore Eymerich. Dal suo sito:

Torna uno degli antieroi più amati dai lettori, l’inquisitore catalano Nicolas Eymerich, crudele e asociale quanto colto e intelligente.

È il 1374. Eymerich è incaricato dal papa Gregorio XI di indagare su un consigliere del re d’Aragona, sospettato di eresia e di arti magiche. Il domenicano intraprende, sulle tracce del dignitario, una spedizione che lo conduce dalla Provenza alle Alpi piemontesi, zone in cui prospera l’esecrata chiesa valdese. Il cammino, di castello in castello, di abbazia in abbazia, di villaggio in villaggio, è segnato da prodigi, strane apparizioni, misteriosi fenomeni celesti. Eymerich Inizia a sospettare che dietro le stregonerie si celi una delle più minacciose cospirazioni mai ordite contro il cattolicesimo.

Su un altro piano temporale, lo scienziato Marcus Frullifer è rapito e condotto in un osservatorio dal nome inquietante, retto dall’ordine dei Gesuiti. I religiosi hanno scopi ambiziosi, che coinvolgono il futuro dell’umanità. Frullifer, grazie a una formula matematica che scardina le fondamenta della fisica moderna, pare aiutarli nell’intento.

Tutto ciò è scandito da un libro scritto in un lontanissimo futuro, il Vangelo della Luna. In esso un oscuro Magister, sul satellite terrestre, espone alla figlia e ai discepoli il dogma cristiano della “resurrezione dei corpi”. E dimostra, con argomentazioni curiosamente analoghe a quelle di Frullifer, come il tempo sia reversibile e la morte sia accidente transitorio.

Simon Whetham – Against Nature | Neural


[Letto su Neural]

I suoni di Against Nature sono stati generati e registrati fra l’ottobre e il novembre 2013 durante una residenza con Agder Kunstsenter, a Kristiansand, Norvegia, da Simon Whetham, uno sperimentatore ben conosciuto per le sue uscite su Entr’acte, Helen Scarsdale, Line e Baskaru. Il field recordist – che è avvezzo nel calibrare appassionanti esplorazioni acustiche di spazi ed oggetti risonanti – ha poi affidato per essere masterizzate le sue catture audio a Miguel Carvalhais, una delle menti dietro la Crónica Electrónica e a sua volta un altro talentuoso esponente in questo ambito di sofisticate e concettuali ricerche sonore. La varietà dei metodi e delle tecniche utilizzate ottiene l’effetto d’un ascolto teso, mai prevedibile, a sua volta conseguente dalla scelta da parte di Whetham d’utilizzare anche dettagli inattesi, fomentati da malfunzionamenti e tumultuose iterazioni, in un crescendo di ronzii, crackerie e punteggiati vortici dronici. Sono cinque le tracce, tutte con lo stesso titolo dell’album seguito da un numero progressivo, quelle più lunghe (la prima, la terza e la quarta) con sequenze assai dilatate, voltate in guisa di droni estenuanti o di poliritmie pervase da innesti free form e pulsazioni penetranti, dalle evoluzioni avventurose, mentre quelle più brevi sono più emozionanti e hanno ganci immediati, la seconda con un riff ammaliante, la quinta con frequenze basse e potenti, accompagnate da un vibrare alquanto fisico e coinvolgente. Una siffatta e dinamica interpretazione della “natura” diventa qui il pretesto per ulteriormente domandarci quale sia l’essenza specifica della musica, concettualizzazione che vede oggi contrapposte tradizione e contemporaneità, accademie e nuove tendenze di nicchia. Se per musica s’intende l’arte di organizzare suoni e rumori, nel tempo e nello spazio e soprattutto questa ha qualità acustiche – di percezione uditiva – e se l’esperienza emotiva cercata dall’artista rimane centrale nel lavoro, come non dovremmo sottolineare ancora una volta che queste sperimentazioni sono composizioni ben realizzate e fondanti una nuova estetica. “Il contemporaneo è il moderno di domani” sottolineava Oskar Schlemmer e per questa uscita ci sembra una appropriata citazione da ricordare.

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

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Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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poesie seminate, di Martina Campi

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Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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