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Sul blog di Ernesto Assante, su Repubblica, prende la penna Mario “Black M” Gazzola, e traccia una delle sue sublimi cavalcate nel panorama musicale internazionale del Rock; argomento? Il Progressive e i suoi infiniti interpreti. Qui la lettura completa:

Poco tempo fa avevamo scritto un articolo in cui riunivamo diversi gruppi italiani e stranieri che, ognuno a modo suo, si ispirano alle sonorità del progressive. Quando si parla di quell’ambiziosa stagione del rock, si pensa subito a King Crimson, Genesis, Pink Floyd, Van Der Graaf Generator, Jethro Tull, come da noi a PFM, Banco, Le Orme, Osanna e così via. Tuttavia, ascoltando alcuni dischi italiani, come ad esempio i romani Bridgend (Rebis, Orange Park Recordso) o meglio ancora i valdostani Movin’ K (Waitin’ 4 The Dawn, TdE Music Productionz), incappiamo in sonorità che sanno più marcatamente di anni ’80: di Marillion, di Toto, per esempio, con quei sintetizzatori d’epoca che ribattevano pesantemente i riff delle chitarre. Quando ne parliamo con il leader dei Movin’ K, il cantante/tastierista Francesco K Epiro, lui risponde che in realtà “rispettabilissimi gusti personali, comunque diciamo che quando parli di ‘scivoloni verso un power pop melodico dalle parti dei Toto di Hold The Line‘ per noi è un complimento pazzesco”.
Rispettabilissimi gusti personali, per citare il valdostano tastierista, ma la cosa ci dà da pensare: avendo vissuto gli anni ’80, ricordiamo bene che all’epoca la musica “in” erano i Police e i Talking Heads, Devo e Depeche Mode nell’electro, i Cure e la falange dark in ambito wave, Iron Maiden e Motörhead in campo metal, gli U2 in marcia verso le arene oceaniche… ma i Toto, i Foreigner, i superstiti della Jefferson Starship che un tempo aveva volato alto, anche i Marillion no, puzzavano già di muffa.
Sembravano gruppi, anche quando recenti come appunto Marillion o Asia, coll’orologio sincronizzato su un’epoca ormai chiusa, di cui stavano ormai raccogliendo gli avanzi di stagione nomi che ne avevano maggior diritto (i Genesis di Follow You Follow Me, gli Yes di Owner Of A Lonely Heart, Alan Parsons col suo Eye In The Sky, su tutti i Pink Floyd di The Wall), ma che comunque avevano già superato da mo’ la loro golden age. E allora che senso ha ispirarcisi ora, a 35 anni e più di distanza? Invece il leader dei Movin’ K ci spiega che “da musicista, riconosce una certa attitudine comune, non tanto nel genere, ma nell’approccio alla composizione e alla creazione degli arrangiamenti, fra Police e Toto”. Il che giustifica l’elezione da parte del tastierista valdostano a sacra trimurti di riferimento dell’eterogeneo trio formato appunto da “Pink Floyd, Police e Toto”.
La questione filosofica ci pungola finché non scopriamo – raccogliendo materiale per un saggio sulle intersezioni fra rock e immaginario di fantascienza – gli svedesi The Night Flight Orchestra, i quali pubblicano il 19 maggio prossimo sull’etichetta metal Nuclear Blast/Warner i loro terzo album Amber Galactic. Ci aspettiamo di essere trasportati in un trip spaziale oscuro alla Hawkwind o alla Blue Öyster Cult, oppure di finire schiacciati da una spietata macchina da guerra metallica (i componenti del supergruppo provengono da due band death metal come Soilwork e Arch Enemy o dal prog scifi metal dei Jupiter Society), invece i nordici sono assai più tranquilli e orecchiabili. Anzi… ebbene, sì, anche qui notiamo quegli arrangiamenti da primi anni ’80 coi riff di synt alla Europe o, che so, Scorpions melodici e il tarlo mentale riprende a rodere: cos’è, la nuova moda? Chiediamo d’intervistare il cantante Björn Strid sulle letture fantascientiche del gruppo per il libro e intanto gli accenno le mie impressioni sul sound del gruppo, timoroso di prendermi una “lavata di capo” per non aver capito nulla, mentre invece quello mi spiazza confermando “certo! Nell’album abbiamo riversato la nostra passione per gruppi come quelli che hai citato ma anche Foreigner, Journey, Boston… ci sono un sacco d’influenze, anche il pop metal dei Kiss e il pop puro degli Abba, degli Steely Dan e dell’Alan Parsons Project”.

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