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Archivio per maggio 9, 2017

Le radici del Necronomicon – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il maestro Danilo Arona insiste sulla genesi dell’attuale senso del raccapriccio derivato dagli abissi di orrore siderale, di cui Lovecraft ne è ispiratore e vate. Lo spunto è la nuova pubblicazione di Angelo Cerchi, Le radici del Necronomicon; sentiamo cosa ha da dire a riguardo Danilo:

La discussione è annosa. Ed è ripartita implacabile all’uscita del primo libro di Angelo Cerchi (H.P. Lovecraft – Il culto segreto). In una potente quanto inadeguata sintesi, da un lato i difensori del dogma lovecraftiano che attestano l’estraneità del mondo dello scrittore di Providence allo sterminato magma esoterico/religioso nato a ridosso della sua opera, grazie soprattutto alla creazione letteraria del Necronomicon (nei cui meandri interpretativi non intendo perdermi), e dall’altro un movimento in espansione che reputa possibile la complicità, più o meno consapevole, di HPL ad alcuni temi vincolanti della sua opera, primo fra tutti l’occultismo praticato – tanto ai tempi dello scrittore quanto oggi – da quelli che Kenneth Grant ha felicemente battezzato i Culti dell’Ombra.
In questa seconda corrente, “eretica” per capirci, ha trovato spazio l’interessante e succitato saggio di Cerchi, contro il quale non pochi si sono scagliati, senza forse neppure averlo letto, magari accontentandosi di un mio divertito commento apparso su Carmilla On Line nell’aprile del 2015. Con buona probabilità succederà ancora con questo, nuovo Le radici del Necronomicon, nel quale Cerchi prosegue la sua indagine con inediti, niente affatto banali spunti che qui non voglio svelare, ma su cui mi preme richiamare l’attenzione attorno all’umile consapevolezza, esibita con prudenza a ogni passo dallo studioso, sulla “possibilità” di un’altra storia dietro alle mitologie del cosiddetto “solitario” di Providence.
Per rinfrescare le memorie, Cerchi nel suo primo libro s’interrogava sulla provenienza dei materiali magico-rituali che abbondano nella narrativa di Lovecraft, adombrando l’ipotesi che il medesimo, durante le sue tante peregrinazioni nel New England, entrasse in contatto con uno o più culti di quell’America rurale spesso immortalata nei racconti, in grado di trasmettergli occulte conoscenze a proposito degli Old Ones. Una condivisione di cui far buon uso in tante, immortali opere e, se Cerchi in questa nuova esplorazione sulle radici del sapere di HPL affonda ancor più il bisturi nel reame della Realtà Fantastica (ma pur sempre Realtà…), vorrei fiancheggiare il suo lavoro partendo da presupposti ancora differenti dai suoi. Al Cerchi saggista vorrei affiancare il tortuoso tragitto dello scrittore Arona.

Demoltiplicazione


La demoltiplicazione delle realtà si riflette sulla psiche.

Luigi Milani – Il demone di carta – Graphe.it edizioni – uscita: 26 maggio 2017 | Iannozzi Giuseppe – scrittore e giornalista


Il demone di carta - Luigi MilaniDal blog di Giuseppe Iannozzi una bella segnalazione sulla pubblicazione Il demone di carta, racconto di Luigi Milani edito da Graphe.it per la collana eTales. Eccovi uno stralcio del post:

Una storia noir venata di horror onirico, con più di un omaggio al maestro Tiziano Sclavi e al suo celeberrimo Dylan Dog. Non a caso Il demone di carta è ambientato nel mondo del fumetto.

Alessio Notte non è mai riuscito ad accettare la separazione dalla fidanzata Erica. Per questo l’ha sottoposta a un intenso stalking, pratica odiosa di cui oggi si macchiano purtroppo molti uomini.
Sottoposto a misure restrittive da parte del Tribunale, Alessio ha ripreso a lavorare presso la Distortion, uno studio d’animazione della Capitale. Qui conosce Hugo Voss, un tempo affermato cartoonist, oggi tossicomane perso dedito alla realizzazione di fumetti epic-fantasy che hanno per protagonisti divinità sanguinarie, nemiche giurate della razza umana.
Notte e Voss divengono amici, e quest’ultimo coinvolge l’amico nei suoi deliri artistici al limite della schizofrenia: l’artista è infatti convinto che le sue creazioni vivano davvero, sia pure nella dimensione delle tavole a fumetti.
Ma a volte realtà e finzione possono confondersi, in un gioco di ruoli che può rivelarsi fatale…

Il giardino degli artisti. L’impressionismo americano | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di un documentario che sarà proiettato solo il oggi 9 e domani 10 maggio dal titolo Il giardino degli artisti. L’impressionismo americano, di Phil Grabsky. L’argomento verte sui pittori statunitensi che, sul finire dell’Ottocento, sposarono gli stilemi dell’Impressionismo (qui la recensione). Eccone uno stralcio:

Quella tra arte e giardini è una storia d’amore straordinaria. In epoca moderna tutto inizia in un paesino francese, in quella Giverny che aveva ammaliato Claude Monet trasformandosi in fonte di ispirazione per decine e decine di pittori del tempo. Non è però solo l’Europa a rimanere stregata dalle ninfee. Quando nel 1886 il mercante d’arte francese Paul Durand-Ruel porta trecento dipinti impressionisti a New York, infatti, non può probabilmente immaginare quanto accadrà di lì a breve, quando moltissimi artisti americani faranno i bagagli e partiranno per un pellegrinaggio verso lo stagno più famoso di tutto il movimento impressionista.

È da qui che prende il via Il giardino degli artisti. L’impressionismo americano di Phil Grabsky che sarà nei cinema solo il 9 e 10 maggio come nuovo appuntamento della stagione della Grande Arte al Cinema (elenco sale su www.nexodigital.it). Il documentario racconta infatti le vicende dell’Impressionismo americano e del suo rapporto con il Garden Movement, fiorito tra 1887-1920. Entrambi i movimenti hanno risposto al rapido cambiamento sociale causato dall’industrializzazione americana. La crescente urbanizzazione stava infatti spingendo l’emergente classe media a cercare rifugio in periferia, dove nel tempo libero era possibile coltivare piccoli e grandi giardini privati.

L’Impressionismo, o meglio gli artisti che furono definiti Impressionisti, non godevano di grande apprezzamento in Francia alla fine del 1800. Erano artisti di rottura e proponevano non solo soggetti non canonici, ma anche un modo di dipingere percepito come fastidioso, a volte offensivo, confusionario e privo di ogni epicità. Vennero boicottati dagli accademici e non parteciparono a mostre ed esposizioni. Uno dei pochi che comprese la grandezza di questo movimento fu il mercante Durand-Ruel, che finanziò e promosse l’attività di Monet, Renoir, Manet, Sisley solo per citarne alcuni. L’idea geniale che ebbe per smuovere le acque di un ambiente artistico integralista fu l’organizzazione di una mostra in America (nel 1886), paese che percepiva tutto con gran curiosità, soprattutto se proveniente da un luogo così ricco di fermento culturale, considerato la patria dell’arte. I trecento dipinti fecero eco e aprirono nuovi orizzonti ad artisti locali, che presero le armi contro un mare di affanni e partirono decisi a confrontarsi con i maestri, i quali di ritorno suscitarono curiosità anche in patria. Questa la premessa del film documentario Il giardino degli artisti. L’impressionismo americano, diretto da Phil Grabsky e distribuito in l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

Rust from Mondo9, il model contest ispirato alla saga letteraria di Dario Tonani | KippleBlog


Dal blog KippleBlog della KippleOfficinaLibraria, un post di Roberto Bommarito che segnala un contest relativo al mondo letterario di Dario Tonani. Ecco i dettagli (cosa aspettate a partecipare?):

Dalla saga letteraria di Mondo9 del grande autore italiano di fantascienza Dario Tonani nasce il model contest Rust. Gli artisti potranno partecipare con le proprie opere ispirate al microcosmo biomeccanico “PNEUMOSNODO” creato da Tonani, usando qualsiasi tipo di materiale, scala e forma. Il vincitore sarà decretato da una giuria d’eccezione presediata dallo stesso Tonani. Qui troverete ulteriori informazioni sul contest. Chi volesse invece approfondire la sua conoscenza di Mondo9, può visitare il sito di Tonani.

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Questo blog è il mio taccuino personale, lo uso infatti per appuntare poesie che poi modificherò immancabilmente. Quindi siete avvertiti: quel che leggete oggi domani potrebbe essere diverso, o non esserci affatto.

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