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Archivio per settembre 12, 2017

Ogni profugo è un re in esilio | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo che dovrebbero leggere quanti pensano che l’italianità sia offuscata dalle orde di migranti, anche perché le nostre radici etniche non sono del tutto autoctone. E poi, che senso ha parlare di nazionalità quando essa si poggia su cose che, in fondo in fondo, non sono locali, non tengono conto del fatto che l’umanità è nata proprio in Africa?

Come notava George Steiner, i migliori critici sono davvero gli scrittori. Non perché questi notino questioni e scelte che i filologi e i professori ignorino, ma perché niente penetra davvero in un’opera d’arte come un’altra creazione. Per questo nessuno forse ha capito davvero Virgilio come Dante, Tasso e McCarthy. La Strada non riecheggia o cita Enea, Julo e il sacro fuoco di Vesta, sottratto alla catastrofe di Troia. Ci espone alla stessa dinamica, ci getta, per dirla con Montale, nella stessa verità.

Virgilio sta al crocevia della cultura occidentale. Sintesi e maturità del mondo antico (T. S. Eliot), fino al pieno ‘800 il suo peso superava di gran lunga quello di Omero. È praticamente onnipresente, dalle lacrime con cui lo leggeva Agostino a Dante, Petrarca e l’intero Rinascimento. Alla parziale caduta in disgrazia sotto i Romantici (e il loro culto del “primitivo” Omero) segue la grande riscoperta-rilettura del ‘900, tanto che H. Broch ne farà l’emblema dello strazio dell’artista davanti all’inesorabile incompiutezza dell’opera d’arte.

Sotto il fascismo, Virgilio ha patito la stessa sorte di Nietzsche in Germania. Ci si è riempiti la bocca di omaggi formali e sontuosi, che ne distorcevano in modo miserabile lo sguardo e il pensiero. Anche oggi, fascisti e tradizionalisti d’ogni risma si riempiono la bocca con le glorie della classicità col culto dei padri e degli avi, con la missione civilizzatrice di Roma, contrapposta alle minacce dell’invasione razziale e ideologica, alla degnazione dei costumi e alla resa all’Oriente. Come notava Lewis, raramente i cosiddetti neopagani conoscono una parola di greco. Questo pezzo ha dunque una sua occasione immediata, e ideologica, direbbe Pasolini: mostrare come Virgilio e l’Eneide stiano esplicitamente da tutt’altra parte della barricata, e con una intensità e chiarezza che strappano persino un sorriso beffardo. Come nei gialli classici, l’arma del delitto è così in bella vista, che spesso non la si nota nemmeno. Quel Italiam fato profugus (Esule in Italia per destino) che campeggia nel secondo-terzo verso del proemio dell’Eneide, quasi a condensarne il cuore in tre semplici parole. Esatto. “Abbiamo lo stesso sangue di Enea”, blateravano sui social i fascisti di Forza Nuova. E qualcuno ha semplicemente ribattuto “Cioè, Turco?”.

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Torna Lanfranco Fabriani, e tornano gli agenti dell’UCCI Mariani e Savoldi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’uscita editoriale per Lanfranco Fabriani che compendia ben diciannove racconti e che integra i suoi due Premi Urania, editi nuovamente, anch’essi, da Delos Books. Complimenti, Lanfranco, per questa nuova riedizione!

Tra le non numerosissime “serie” che sono state prodotte nella narrativa di fantascienza italiana, quella dell’«UCCI» è una tra le più riuscite. Probabilmente perché riesce a coniugare uno stile narrativo estremamente dinamico, trascinante, divertente, come si può trovare negli scrittori americani, con situazioni del tutto italiane: la burocrazia, il carrierismo, l’indolenza. Due i romanzi che compongono il ciclo fino a oggi, Lungo i vicoli del tempo e Nelle nebbie del tempo, entrambi vincitori del Premio Urania ed entrambi attualmente editi da Delos Digital. Ma ci sono anche alcuni racconti, due dei quali inclusi in questa antologia. Che però comprende molto altro: in tutto i racconti sono ben diciannove, e si possono apprezzare tutte le sfaccettature di questo scrittore.

George R.R. Martin, I romanzi di Le cronache del ghiaccio e del fuoco e quel che c’è intorno | Fantascienza.com


Su FantasyMagazine un bell’articolo che descrive tutta la saga di George R. R. Martin nota come Le cronache del ghiaccio e del fuoco, che all’estero è composta da sette tomi, alcuni splittati in due, e in Italia da dodici (12) volumi. Il traduttore è stato Sergio Altieri, permettetemi questo colpo al cuore…

Quando Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono arrivate in Italia, alla fine del 1999, il genere fantasy era ritenuto ancor più di nicchia di quanto non sia ora. L’esplosione del fenomeno Harry Potter o il rilancio di Il signore degli anelli grazie alla trilogia filmica di Peter Jackson non c’erano ancora stati, perciò Mondadori poteva solo sperare in un successo dell’opera che si accingeva a pubblicare ma senza avere alcuna certezza. Per questo la casa editrice ha optato per una divisione dei romanzi originali in due volumi, in tre nel caso dei romanzi più lunghi (terzo e quinto). Con questo tipo di divisione i libri italiani sono diventati dodici. Va detto che molti editori stranieri hanno adottato una simile strategia di suddivisione dei romanzi originali in più volumi, anche perché i singoli mercati nazionali sono molto più piccoli di quello in lingua inglese.

I titoli italiani, che solo in alcuni casi rispecchiano quelli originali, sono stati scelti dal traduttore della saga, Sergio Altieri. Sulla copertina di ogni libro, più in piccolo rispetto al resto, compare il nome della saga, Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Dopo circa un anno dalla pubblicazione nell’edizione rilegata i libri sono stati ripubblicati in edizione tascabile nella collana “Oscar bestsellers”, mantenendo la stessa suddivisione e gli stessi titoli adottati in precedenza. In questo caso il nome della saga compare solo all’interno dei volumi e non sulla loro copertina. Quanto ai rilegati, sono usciti di commercio qualche tempo dopo la pubblicazione in versione tascabile, prassi assolutamente normale per quegli editori che pubblicano edizioni diverse degli stessi titoli.

Nel 2016 Mondadori ha iniziato a riproporre il suo intero catalogo tascabile spostando di collana alcuni titoli, creando collane nuove e in molti casi cambiando la grafica. Per Martin l’editore ha optato sia per un passaggio di collana, con i volumi ripubblicati nella neonata collana “Oscar fantastica”, sia per un cambio di grafica. I vecchi titoli scelti da Altieri sono stati mantenuti, ma in questo caso sono stati scritti con caratteri più piccoli rispetto al nome della saga, stampato nuovamente in copertina e diventato Il trono di spade per fornire ai lettori una più immediata identificazione con la serie televisiva. Poiché l’edizione in “Oscar fantastica” ha preso il posto di “Oscar bestsellers”, chi possiede i volumi più vecchi si troverà a dover comprare libri dall’aspetto esterno diverso nel momento in cui potrà andare avanti con gli acquisti. Anche nelle edizioni più vecchie comunque c’erano stati cambiamenti di grafica, con i primi due volumi in edizione rilegata notevolmente diversi dagli altri, e un ulteriore cambiamento dal decimo volume in poi.

Il ritorno di Algernon Blackwood | Edizioni Hypnos


La Edizioni Hypnos annuncia una ricca uscita editoriale, imperdibile: il romanzo breve (di cui, devo ammettere, ne ignoravo l’esistenza) Discesa in Egitto, scritto nel 1914 da uno dei più grandi maestri del weird e dell’horror: Algernon Blackwood. Il libro è disponibile in Italia sia in digitale che in cartaceo. Ecco la quarta:

George Isley, animo errabondo e inquieto, viaggia sino in Egitto alla ricerca di memorie sepolte. Davanti agli occhi del narratore, inizia la discesa nell’oceano di sabbia e nei suoi sbalorditivi e terrificanti ricordi. E l’anima di una civiltà perduta riprende vita, stringendo i protagonisti nelle proprie spire.

Ringrazio Hypnos per questa stupenda sorpresa, so che non Blackwood non mi deluderà.

Su “Il cittadino” esce un racconto di Lukha B. Kremo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul quotidiano “Il cittadino”, testata cartacea che copre l’area del Sudmilanese e del Lodigiano, oggi 12 settembre uscirà il racconto di fantascienza Ultimo Continente, del nostro editore e vincitore del Premio Urania 2015, Lukha B. Kremo, che chiuderà la serie settimanale inaugurata a inizio estate da Dario Tonani (fonte NazioneOscura‘s blog).

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