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Archivio per settembre 23, 2017

Complessità implicite


Una complessità inedita si fa strade nei tuoi neuroni modificati e ne amplifica le potenzialità, fino a distruggere ogni richiamo implicito.

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Esercitazioni espanse


Racchiuse nelle politiche espanse del kernel animistico, i tuoi suoni si moltiplicano secondo sequenze alchemiche e divengono esercitazioni di qubit espansi.

I Figli delle Ombre, quando l’horror incontra lo steampunk | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di una pubblicazione per la brava Federica Leonardi, autrice che ha covinto il Premio ShortKipple 2017; parliamo di Figli delle Ombre, secondo capitolo del primo romanzo horror/weird dell’autrice, ovvero Il Signor W, pubblicato due anni fa e di cui riprende personaggi e cosmogonia. Il volume è illustrato da Laura Saddi.

I Figli delle Ombre riprende la sfida fra i due alchimisti Aloysius Carset e Noah Whateley in uno scenario differente e maggiormente legato alle contaminazioni a vapore dello steampunk e al weird. La storia è ambientata nella città di Vemana, dove si possono incontrare venditori ambulanti di coccinelle fritte e zucchero filato da grandi aracnidi. Qui si può anche assistere alle gare di cavallette al Celifodromo e si può viaggiare da un quartiere all’altro su carrozze trainate da grosse blatte color ardesia.

I personaggi di questo bizzarro mondo sono ambigui e con l’unica morale di vincere sul proprio avversario con ogni mezzo possibile, perfino i più crudeli. I Figli delle Ombre ha come modelli di riferimento i maestri del genere, in particolare Poe e Lovecraft. Tuttavia si tratta di un horror non convenzionale dai sapori onirici, grotteschi e costellato di piccoli e grandi orrori. Inoltre, il libro è arricchito dalle illustrazioni in bic su carta di Laura Saddi, artista dal segno inquieto e dalle influenze surrealiste e simboliste.

Table of Contents di Nuove Eteropie


A grande richiesta, ecco la “Table of Contents” di “Nuove Eterotopie” (Delos Digital, Odissea Fantascienza 70):

Sandro Battisti e Giovanni De Matteo – Introduzione – Uno, nessuno e centomila: di cosa parliamo quando parliamo di connettivismo
Simone Conti – Amiens, 1905
Giovanni De Matteo – Nell’occhio del Vortice, con gli spettri del tempo
Fernando Fazzari – Un battito di ciglia
Roberto Furlani – L’arca dell’Alleanza
Lukha B. Kremo – Senza titolo
Umberto Pace – I giocolieri
Umberto Bertani – Border
Marco Milani – In Nomine Patris
Francesca Fichera – Interno blu
Marco Moretti – Brani scelti dal “Catalogo delle Specie Extrasolari”, II edizione
Francesco Verso – Il livello dell’assassino
Alex Tonelli – Pensa a Phleba
Giovanni Agnoloni – Il sepolcro del nuovo incontro
Domenico Mastrapasqua – Osmosiac
Roberto Bommarito – Parole
Sandro Battisti – Daddy
Bruce Sterling – Robot tra le rose (traduzione di Marco Crosa)
Salvatore Proietti – Postfazione – Introduzione alla prossima fantascienza
Copertina di Ksenja Laginja

Acquistabile qui: delos.digital/9788825403244/nuove-eterotopie

“Cavalcare la tigre” come Dada-Pensiero – CRITICA IMPURA


Su CriticaImpura, Sonia Caporossi evidenzia alcuni passaggi di Vitaldo Conte che analizza Julius Evola in rapporto ai Dadaisti e ai Futuristi. Illuminati ed esaltante percepire le sfumature delle avanguardie di un secolo fa, che non è che siano poi così passate di moda e attualità, come magari si potrebbe pensare. Un estratto:

Le vicende e i transiti molto personali – fra Futurismo e Dada – costituiscono un aspetto rilevante, non certo marginale, della complessa e versatile personalità di Julius Evola. In questi “passaggi” inizia a formulare un procedimento-percorso di pensiero, attraversando le immagini (pittoriche e poetiche) di avanguardie radicali, come quelle futuriste e dadaiste, confrontandosi con il nichilismo e i limiti della ragione. Questi movimenti infatti sono protesi a “recidere”, con innocente crudeltà, i miti dell’arte (passata e presente), confrontandosi con la sua crisi, i suoi sistemi e la società: “Esprimere è uccidere”.

Ne Il cammino del cinabro termina lo scritto, dedicato al suo transito dadaista, con: “Non scrissi poesie né dipinsi più dopo la fine del 1921”. Nello stesso capitolo risultano significative le affermazioni di Tristan Tzara che egli stralcia: “Che ognuno gridi: vi è un gran lavoro distruttivo, negativo, da compiere.  Spazzar via, ripulire. La purezza dell’individuo si afferma dopo uno stato di follia, di follia aggressiva e completa, di un mondo lasciato fra le mani di banditi che si lacerano e distruggono i secoli. Senza scopo né disegno, senza organizzazione, la follia indomabile, la decomposizione”.

Julius Evola non rinnega la parentesi artistica, successivamente alla sua conclusione, anche se considera impersonalmente il suo autore “scomparso”. Ci ritorna, sporadicamente a distanza di tempo, con articoli e considerazioni, ma anche, negli ultimi decenni dell’esistenza, attraverso “copie” di ciò che aveva già dipinto. Il “ricopiare” un proprio quadro, realizzato in passato, risulta un sintomatico e ulteriore atto di “estraniamento” d’identità.

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

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Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

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