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Archivio per novembre 9, 2017

Il Paradiso degli Orchi recensisce Carnivori, Premio Kipple di Franci Conforti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su Il Paradiso degli Orchi è comparsa una bella recensione, a opera di Giovanna Repetto, al romanzo vincitore del Premio Kipple di quest’anno: Carnivori, di Franci Conforti. Eccone un estratto:

A differenza di altre storie, che si accontentano di spingere alle estreme conseguenze le dinamiche già attuali nel nostro secolo, questo romanzo vincitore del Premio Kipple sboccia in una dirompente profusione di idee originali, fino a una conclusione che ricorda il gran finale degli spettacoli pirotecnici. La ricchezza dei temi potrebbe fornire materiale sufficiente per almeno altri due romanzi (non parlo di sequel, ma di storie diverse). In questa generosità dell’Autrice e nella conseguente “ubriacatura” del lettore sta forse, paradossalmente, il punto debole (debole per eccesso!) del romanzo.
Basta dire che i temi spaziano fra etica dell’alimentazione, equilibri mondiali, intelligenza artificiale, ibridi chimerici, contatti alieni, nuove dipendenze e nuove frontiere dell’evoluzione. Senza contare le problematiche profondamente radicate nella psiche umana, come il rapporto fra legge e trasgressione, e la presenza del male quale elemento di una dialettica necessaria.
Per ogni argomento l’Autrice ricerca il giusto linguaggio, arrivando a esplorare la soggettività di un’intelligenza artificiale in un brano di grande efficacia, in cui descrive metaforicamente la fusione fra due sistemi informatici.
Con uno stile asciutto e denso, sotteso da forti contenuti emotivi, l’Autrice tratteggia personaggi (fra cui l’indimenticabile, rude e simpaticissimo maggiore Cus) che si impongono con un’evidenza fisica quasi palpabile, caratterizzata fin nei minimi particolari. Il corpo è sempre in primo piano, espresso nella fisicità goliardica dei soldati, ma anche come termine di un pericoloso confronto ideologico che lo trasforma nel terreno di battaglia di una nuova frontiera. E qui (allarme spoiler!) devo fermarmi.

Squarci di un futuro incipiente e distopico balenano sullo sfondo di questo romanzo vincitore del Premio Kipple 2017. Franci Conforti, già vincitrice del Premio Odissea 2016, con Carnivori disegna a tinte rapide e decise un mondo in disgregazione, con l’esercito degli States che ancora è in grado di essere coeso ma è scosso dalla insubordinazione per il timore di cadere nella logica inumana delle IA o, peggio ancora, di una inespressa minaccia aliena.
Personaggio principale di questo romanzo è John Smith, soldatessa coriacea ma perfettamente femminile nelle sue debolezze antierotiche, che si trova ad affrontare un percorso di riabilitazione nell’esercito e per questo non esita a mettersi completamente in gioco e a correre rischi deleteri, in un rincorrersi di fatti che affondano la loro origine in esperimenti di sconvolgente innovazione aliena.
Quale futuro aspetta l’umanità, quindi? C’è ancora speranza per un futuro radioso e che sia libero, magari, dalla necessità di uccidere per nutrirsi? Come potrà essere contenuto o respinto l’inumano?
Nulla nella scrittura della Conforti si presta alla banalità: la soluzione dell’enigma proposto nel romanzo è ineccepibile, eppure risulta imprevista, l’unica fine possibile che non sia ascrivibile al dominio delle banalità o di facili sentimenti. È il romanzo del 2017: il Premio Kipple si conferma ancora una volta come un valido contest sperimentale ma, al contempo, concreto.

Franci Conforti | Carnivori
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria
Collana Avatar — Formato ePub e Mobi — Pag. 210 – € 2.95 — ISBN 978-88-98953-82-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 208 – € 14.99 — ISBN 978-88-98953-81-3

Link

Questi ascolti


Ti ascolto in questa rappresaglia dei sensi
come se tutto fosse una recrudescenza dell’incarnato
un movimento reazionario delle inutilità divenute ancora una volta vive
ma vive di quell’inutilità animale.

Il grido della sirena | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la segnalazione de Il grido della sirena, di Paul Halter, uscito per GialloMondadori. La sinossi è parecchio intrigante, vale la pena dell’acquisto:

Moretonbury, Cornovaglia, 1922. Alan Twist giunge in quest’angolo d’Inghilterra in un pomeriggio cupo, sotto un cielo carico di nubi. Specializzato nello studio delle scienze occulte e del paranormale, è noto per le indagini condotte su fenomeni insoliti e inspiegabili. E appunto per fare luce su un caso decisamente fuori dell’ordinario la sua esperienza è stata richiesta nello sperduto villaggio costiero, a picco sull’oceano. Il proprietario di un castello segnato da una storia di sciagure è perseguitato dalle apparizioni di una presenza fantasmatica. Ma questo è soltanto uno dei misteri che si manifestano al nuovo arrivato. Come i dubbi sull’identità stessa del suo cliente, sospettato di essere un impostore. O come la leggenda locale che narra di una sirena funesta, la Banshee, il cui grido spaventoso preconizza una morte imminente. Finché, una sera, risuona un lugubre pianto proveniente dal mare. Twist, che non ha mai udito nulla di simile, è percorso da un brivido di terrore. La sirena dai lunghi capelli ha appena annunciato il suo ritorno.

Ondrej Zajac – ICU | Neural


[Letto su Neural]

Con un non convenzionale artwork che associa la cassetta musicale di color rosso e l’interno della custodia in carta plastificata nera – elaborazione che insieme alla foto di copertina si deve a Mària Trnkovà – arriva quest’ultima fatica di Ondrej Zajac, sperimentatore slovacco e di base a Praga, chitarrista e musicista free form, fondatore ed head honcho della Météore, personale micro-label dalla vocazione handmade e dalle millesimate uscite. Nelle sequenze qui dipanate non si va tanto per il sottile: “non aspettatevi garbate melodie” dichiara lo stesso autore. Le sonorità di ICU s’imprimono graffianti, eclettiche ed irregolari, in particolare grazie a trattamenti parecchio digitali e urticanti, con ambientazioni futuribili, metalliche e un poco industriali. Ondrej Zajac continua ad esplorare la chitarra come un mezzo che produca rumore e dissonanze estetizzanti ma l’impostazione stavolta è più a tutto tondo e trascende comunque la sola sapienza strumentale, riuscendo a coinvolgere all’ascolto in maniera più astratta e totalizzante. Sono sei le composizioni presentate, tre per ognuno dei due lati della cassetta e i suoni magnificenti e impressivi subito ci trasportano con “Crucified Serpent” – prima traccia in scaletta – in direzione d’una emozionale partecipazione, alimentando un climax che poi viene mantenuto sempre alto anche nelle successive incisioni, assecondando traiettorie solo apparentemente grezze ma decisamente evocative, suscitando una reazione assai intensa, forse dolorosa e cupa per lo stesso artista. Ondrej Zajac aveva già abituato il suo specialissimo e selezionato pubblico a un approccio avanguardista e radicale, forte di tecnicismi e qualità improvvisative fuori dal comune. Perfino le scelte operate sulla sua etichetta testimoniano d’una coerenza musicale tenuta ben salda e focalizzata su quello che per lui è importante: un approccio diretto, onesto, che faccia i conti senza tanti fronzoli con le espressioni più viscerali, anche inclementi, della propria intima esistenza. Ondrej Zajac prima di ICU è stato sottoposto ad un non banale intervento chirurgico e questo progetto in qualche maniera cerca di rievocare la storia di quella esperienza. Si potrebbe dire che è la registrazione di quel dolore, della biofisica e biochimica di un preciso accadimento, una traccia mnemonica che è stata incisa nel sistema nervoso, una rete neurale o un frammento di memoria distribuita su aree sensorie, che l’artista questa volta efficacemente decodifica senza concettualismi e mediazioni di sorta.

What Does Temporary Life Mean? | Luca Cervini


Nuove sperimentazioni per l’indimenticato e bravo Luca Cervini, artista grafico tra i must dei connettivi. Ecco le sue nuove produzioni iconografiche:

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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