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Archivio per novembre 12, 2017

Flettersi


Lasciami confondere con le parole esauste delle segnalazioni, poi trovami mentre mi fletto nelle vicissitudini di ciò che non è ancora mio.

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Blade Runner 2049: gli androidi sognano ancora pecore elettriche? | Fantascienza.com


Sul numero 192 di Delos ci sono un po’ di articoli molto interessanti, che vertono soprattutto sul tema del nuovo BladeRunner. Per esempio, quest’articolo di Giovanni De Matteo verte sul mondo posteriore di trent’anni del primo film, di come la società si sia evoluta e, se possibile, in quest’evoluzione abbia coinvolto peggioramenti peculiari di esasperazioni derivate dall’impiego di androidi intelligenti. Uno stralcio delle constatazioni di Giovanni.

Trent’anni non sono passati invano. Il mondo del 2049 che ci viene presentato appare fin da subito come una credibile derivazione del 2019 impresso indelebilmente nella nostra memoria di spettatori e appassionati, ma è anche il prodotto di una netta discontinuità che, se vogliamo, riprende anche molti dei nostri attuali motivi di preoccupazione.

Il tempo trascorso dal 1982 ha infatti comportato un graduale slittamento della distopia di Ridley Scott nei territori dell’ucronia, o se vogliamo della discronia, aggiungendo straniamento a straniamento: il Giappone non ha soggiogato il mondo e nemmeno la West Coast e, anche se mancano meno di due anni alla data fatale, la robotica comincia sì a muovere i primi passi, così come il dibattito sull’intelligenza artificiale tiene banco sulle pagine dedicate a scienza e tecnologia, e magari la scalata alla frontiera spaziale inizia pure a essere tentata da imprese private disposte ad annunciare lo sbarco su Marte entro il prossimo decennio, ma non c’è purtroppo traccia dei replicanti “più umani dell’umano”, né di colonie spaziali pronte ad accogliere l’esodo dei terrestri in fuga da un pianeta al collasso. Non era insomma esente da rischi l’idea di sviluppare un mondo che in molti avrebbero potuto cogliere come già superato, o comunque contraddetto dai fatti. Ma né i produttori né Denis Villeneuve si sono lasciati scoraggiare e in qualche modo Blade Runner 2049 ha saputo costruire un nuovo futuro sulle fondazioni del vecchio futuro immaginato da Scott.

Il ritorno di Eymerich e la teoria degli psitroni | OggiScienza


Su OggiScienza si parla di Valerio Evangelisti e del mondo che ruota attorno a Eymerich, universo che noi connettivisti sappiamo bene quanto può aderire al vero, o al verosimile, o alle certezze quantiche. Un estratto della quasi recensione:

Diverse sfumature della letteratura fantastica si incontrano in queste storie, dalle suggestioni arcane tipiche di un certo low-fantasy alle svolte horror che accompagnano molte apparizioni sovrannaturali, dalla struttura classica della detective story fino alle atmosfere da fantascienza post-apocalittica.

L’aspetto interessante, soprattutto per noi di Stranimondi, è che il collante di tutti questi elementi è intriso di scienza. Evangelisti, infatti, costruisce una spiegazione razionale e il più verosimile possibile per tutti i fenomeni sovrannaturali che avvengono nel suo universo narrativo. Al centro di tutto ci sono gli psitroni, un tipo particolare di particelle subatomiche che permeano l’Universo e che, nello stato quantico, possono viaggiare più veloci della luce. Inoltre, l’attività delle sinapsi cerebrali può eccitarli, caricandoli così di informazioni. In sostanza, queste particelle consentono la trasmissione del pensiero, sia individuale sia collettivo, nel tempo e nello spazio. Un pensiero condiviso da molte persone può, grazie agli psitroni, assumere una sua forma definita. Così, nel mondo creato da Evangelisti, si spiegano i fenomeni sovrannaturali, fantasmi, mostri, demoni, fino ad arrivare alle divinità. Sono tutte creazioni dell’uomo, prodotti del suo immaginario collettivo che, tramite gli psitroni, prendono consistenza.

L’esistenza degli psitroni viene introdotta fin dal primo romanzo della saga – Nicolas Eymerich, Inquisitore (1994), vincitore del Premio Urania – tramite uno dei personaggi centrali della serie, il fisico Marcus Frullifer, e sebbene non vengano sempre citati nei romanzi successivi, essi rappresentano chiaramente l’ossatura su cui è costruito il mondo creato da Evangelisti.

Questa invenzione narrativa è strettamente legata alla visione materialistica che l’autore bolognese ha della storia. “Nulla di quanto avviene è dovuto a circostanze esterne, a un intervento divino od altre cose di questo tipo, bensì è frutto di rapporti materiali nelle diverse società”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a settembre. Il tutto si associa a una concezione, ispirata dalla scienza, del tempo come dimensione non necessariamente lineare, lungo la quale si svolge una successione di meccanismi di causa ed effetto.

Tutti questi temi ritornano in Eymerich risorge, dove si mescolano con il concetto di anima e di vita dopo la morte, creando così la base concettuale per un’avventura dell’inquisitore catalano che, dopo alcune storie poco convincenti, culminate proprio nel deludente Rex tremendae maiestatis, torna in grande forma, in un romanzo riuscito che non stona a confronto con i migliori della serie. In attesa del prossimo episodio.

Dracula’s Mandelbulbs


Le camere oscure si frattalizzano di nero a contatto.

Come le nubi


Mi sembra di essere in balia di un abbassamento psichico, le parole si mescolano alle emozioni e il magma è rosso fuoco lenticolare.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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