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Archivio per novembre 19, 2017

Via Lattea


Le macchie di visibilità stellare si ritrovano dense come le galassie che ora vedo, sullo sfondo della notte, la fantastica sensazione di essere nella Via Lattea.

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Algernon Blackwood: La valle perduta – Dagon Press | VerSacrum


Su VerSacrum la recensione a La valle perduta, racconto del maestro Algernon Blackwood che è stato fortunatamente riesumato dall’oblio da Dagon Press. Ecco uno stralcio della rece:

Si tratta di una storia intensa e pregna di quel “terrore spirituale” che è forse una delle caratteristiche principali del maestro inglese: anche in quest’occasione la “natura” incontaminata e selvaggia –  come nel racconto capolavoro I salici – fa da sfondo a questa cupa vicenda ambientata nel Giura nella Francia meridionale. I protagonisti sono 2 gemelli – Stephen e Mark –  che vivono praticamente in simbiosi: ognuno è partecipe emotivamente della vita dell’altro ed quasi come se fossero una persona sola. C’è forse qualcosa di morboso in questo rapporto che sembra solidissimo. I due viaggiano molto – anche Blackwood d’altra parte è stato un grande viaggiatore traendone ispirazione per i suoi racconti – e giungono infine nel Giura, isolandosi in uno chalet in mezzo alla natura incontaminata. Passano le giornate facendo escursioni riportando scrupolosamente le loro impressioni. Qualcosa però all’improvviso si rompe: una fantomatica ed esotica presenza femminile distrugge il loro equilibrio. La loro vita ne sarà sconvolta e i due verranno infine drammaticamente divisi. Blackwood conferma di essere un artista dell’atmosfera perturbante: la descrizione della cosiddetta “valle perduta”, un non luogo in cui trovano riparo tutti gli spiriti invisi alle religioni tradizionali – sorta di limbo infernale carico di un’atmosfera tenebrosa appartenente ad un’altra dimensione del tempo e dello spazio – è qualcosa che rimane impresso e non che non lascerà indifferenti gli amanti del “weird”.

In appendice c’è un interessante articolo dello stesso Blackwood intitolato La psicologia dei luoghi molto attinente alla storia presentata oltre a un accurata bibliografia italiana comprensiva di illustrazioni di vecchie e storiche edizioni.

Onore alla Dagon Press per aver disseppellito questa gemma nascosta di un grande autore come Algernon Blackwood: l’auspicio è che magari, in futuro, vengano pubblicati anche altre inediti: parte della sua produzione è infatti ancora purtroppo inedita in Italia ed è un peccato in quanto si tratta di materiale di sicuro interesse come l’importante romanzo The Centaur (1911). Il volume è disponibile sullo store online della Dagon Press al seguente link: http://www.lulu.com/spotlight/DagonPress oppure scrivendo a studilovecraft@yahoo.it.

PINK FLOYD, DALÌ & DISNEY | PinkFloydItalia


Ho già parlato del video di Salvador Dalì e Walt Disney su cui Time dei Floyd si adatta perfettamente; segnalo ora il post di PinkFloydItalia che posta lo stesso video e che, però, aggiunge altre note e considerazioni. Concordo davvero su ogni cosa detta, mi pare che la creatività surreale ed empatica dei Floyd sia qualcosa di davvero eccezionale e unico nel panorama musicale mondiale.

…si adatta perfettamente alle atmosfere create ben 28 anni prima dell’uscita del brano. Le “connessioni” con il mondo “Pinkfloydiano” sono molteplici: orologi (Time), piramidi (Dark Side..), facce contrapposte (The Division Bell), e questo video conferma una volta di più come la musica dei Pink Floyd sia facilmente adattabile a molti video, senza dimenticarsi delle ormai famose connessioni tra The Dark Side Of The Moon ed Il Mago di Oz e Echoes con 2001: Odissea nello Spazio. A questo link invece c’è la versione originale, con la musica scritta per la versione del 1945 dal compositore messicano Armando Dominguez ed interpretata da Dora Luz.

Le poesie di Alda Merini più emozionanti da leggere | BooksBlog


Su BooksBlog un post che fa un po’ di biografia di Alda Merini e pubblica tre sue splendide poesie. Ne allego una, semplicemente interiore, intensa, bella.

Non ho bisogno di denaro

Non ho bisogno di denaro,
Ho bisogno di sentimenti.
Di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori, detti pensieri,
di rose, dette presenze,
di sogni, che abitino gli alberi,
di canzoni che faccian danzar le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia le pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Un’intervista per RecensioneLibro.it | Nigricante


Sul blog di Michele Nigro c’è la segnalazione a una sua intervista realizzata per esplorare il mondo della sua silloge, Nessuno nasce pulito. L’intera chiacchierata è qui.

… Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Purtroppo, leggendo alcune recensioni, ho notato che stanno passando soprattutto le idee di un disagio critico nei confronti della società e di una malinconica revisione del passato personale da parte di un autore per certi versi “sconfitto”, e che non può fare altro che registrare le varie forme sotto cui si manifesta tale sconfitta. Evidentemente, a una lettura superficiale, questo è il mood prevalente che ne esce fuori, creato dalle parole che ho scelto di usare, e me ne assumo tutta la responsabilità. In realtà “Nessuno nasce pulito” vuole essere una dichiarazione di guerra, un voler fissare dei confini assertivi, oltre i quali poter urlare al mondo: “Da qui non mi muovo! Queste sono le mie conquiste umane, le mie esperienze e queste parole sono la mia terra!”. Non pretendo di lasciare segni: se un solo verso di una mia poesia induce alla riflessione e trasporta il lettore, anche per pochi istanti, in una dimensione altra, ho già raggiunto il mio obiettivo. Come ho scritto in Aspirazione, una poesia che non fa parte della raccolta, vorrei che i miei versi fossero: “… parentesi tra gli orrori del mondo / oasi di riflessione per cuore di donna / silenzio pulsante di senso…”…

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Remember! Once warmth was without fire.

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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