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Archivio per novembre 22, 2017

Flowers for Bodysnatchers – Red Ballerina Oksana’s Theme


Il suono del weird disincarnato…

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Piero Schiavo Campo e l’avventura intelligente di Odissea nel futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita per Delos Digital di Odissea nel futuro, del fresco bivincitore del Premio Urania, nonché persona eccelsa, Piero Schiavo Campo. Il romanzo non ha attinenza coi Premi Urania, ma appare godibilissimo nella sua sinossi:

La passione di Phil Scarlatti è scavare nel deep web, trovare pagine dimenticate navigando nel tempo in decenni di documenti elettronici. Finché un giorno questa curiosità non lo mette nei guai: legge qualcosa che non deve leggere e le autorità lo arrestano. Gli viene data una scelta: restare in galera o aderire al programma Toward the Future: essere ibernato per qualche decennio, e poi tornare libero. Phil aderisce: ma quando si risveglia capisce subito che qualcosa non è andato come doveva andare. Non è dove si aspettava. E soprattutto non è quando si aspettava. Cercando di tornare a casa, di città in città e di avventura in avventura, come un Ulisse del lontano futuro, Phil scoprirà che l’umanità è regredita, ma non del tutto: qualcosa della vecchia civiltà è sopravvissuto, e mette in pericolo il futuro del genere umano.

Mostruoso il lancio per questa pubblicazione: Odissea nel futuro è già preacquistabile in versione cartacea a 18 euro, ma per chi legge ebook è possibile approfittare dell’offerta lancio – che dura solo una settimana – a 0,99 euro.

The Führer and his Deputies | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine una segnalazione che è molto in relazione con i miei studi attuali, una Sincronicità che chiama e urla da tutte le parti, in questi giorni, come dimostra anche quest’articolo di Repubblica. Ecco comunque il dettaglio di SherlockMagazine:

La storia apocrifa s’intitola The Führer and his Deputies ed è aderente al canone di Shelock Holmes, ovviamente; si svolge nel maggio 1945. Il governo britannico deve decidere se mettere Rudolph Heβ, il deputato di Hitler, sotto processo per i crimini di guerra. Heβ volò in Gran Bretagna nel 1941 ma nessuno è stato capace di spiegare il perché di questo volo e perché non ha cercato asilo politico né ha portato proposte di pace. Holmes è incaricato di svolgere l’interrogatorio di Heβ. Ciò si traduce in una storia molto drammatica che rivela non solo la ragione totalmente inaspettata del volo Heβ, ma anche alcuni fatti completamente ignoti su Hitler. I documenti del dottor Watson su questo caso sono stati scoperti solo nell’estate del 2015 e questa è la prima volta che si può raccontare la vera storia.

Un posto tranquillo, il film più silenzioso del secolo | Fantascienza.com


Guardatevi il trailer, segnalato da Fantascienza.com e qui sotto riprodotto, e gustatevi l’intro che se ne fa nel post: davvero sublime.

All’inizio vi sembrerà di vedere un film di M. Night Shyamalan: atmosfere inquietanti e sospese, qualcosa di incomprensibile e terribile sempre in attesa di accadere.

Invece dietro la macchina da presa e parzialmente anche la sceneggiatura troviamo l’attore John Krasinski (13 hours, la prossima serie Tom Clancy’s Jack Ryan su Amazon) qui anche protagonista con Emily Blunt (Edge of Tomorrow) sua moglie nella vita e in questo film, dal titolo parecchio illusorio di Un posto tranquillo (A Quiet Place in originale).

Il trailer è un lungo silenzio carico di angoscia che va lentamente crescendo: vediamo una famiglia vivere in una fattoria abbandonata, ogni passo deve essere fatto sulla scia di quella che sembra sabbia o (in stile Lost) sale, ogni oggetto è stato imbottito per impedire di creare il più piccolo rumore, perfino le pedine del monopoli. Fuori, una lunga fila di lampadine spente che si agitano nella notte, dentro, sui muri, degli enormi graffi.

Ovviamente, la tranquillità non può durare in eterno e un banale incidente fa scattare le lampadine, che diventano rosse, mentre tutti i personaggi entrano in stato di allarme, fino al momento in cui sentiamo qualcosa di pesante camminare sul tetto della casa.

Yann Leguay – Headcrash | Neural


[Letto su Neural]

Con un accattivante e concettuale design che si deve allo stesso autore, Yann Leguay, coaudivato da Dimitri Runkkari, esibendo una custodia in carta lucida trasparente e con un inserto del progetto dell’edificio sede dell’art space HS63, trovato in una cantina a Zennestraat (Bruxelles), stampato su un foglio del medesimo materiale, all’interno della copertina, arriva a noi questa edizione limitata – 300 sono le copie pubblicate – che si deve alla Vlek Data, label belga attiva dal 2010, arrivata alla sua venticinquesima uscita. Headcrash è il risultato finale di una serie di performance-live denominate Quad Core, nelle quali il sound artista d’origine transalpina predispone dischi rigidi malfunzionanti, utilizzandoli poi in guisa di giradischi in miniatura, manipolando i suoni ottenuti tramite un software open source in combinazione con una scheda Arduino. Leguay non è nuovo a queste transfigurazioni del turntablism, che ricordiamo essere oggetto della sua ricerca nei progetti realizzati grazie al suo giradischi a tre bracci o con giradischi a movimenti invertiti, operando decostruzioni contraddittorie ma sempre feconde, in questo caso rese ancora più dense del solito, modulando disfunzioni ritmiche, salti e ronzii, trascinamenti e stranianti frequenze. I suoni e i loro contesti risultano un tutt’uno per Yann Leguay, che non a caso da molti – e non completamente a torto – è percepito più come un media saboteur piuttosto che come un musicista, un creatore in quella terra di confine che lambisce festival ed esibizioni d’arte, installazioni e performance. “Il suono è il mio mezzo di preferenza” dichiara l’artista “ma lo considero più un mezzo per analizzare o capire cosa sta succedendo attorno a noi”, una sorta di “materia prima” da utilizzare poi nell’elaborazione di contenuti dalle molte associazioni estetico-speculative, sperimentazioni dal sapore decisamente avant-garde e spesso auto-referenziali, che nelle loro formalizzazioni ultime – il prodotto editoriale – pure assumono lo status di oggetti d’arte, comunque a volte risonanti o associati a manifestazioni di carattere auditivo. La dissipazione, l’energia, il controllo infine d’aspetti decisamente infinitesimali o anche il non-controllo assoluto, sono tutti aspetti che costantemente ricorrono nella progettualità di Leguay, artista solo apparentemente ostico, capace di slanci interpretativi che possono coinvolgere anche audiences non specialistiche.

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percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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