HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per novembre 30, 2017

Bugie


Ricordo di essere sceso negli inferi e di averne riportato il sapore, l’odore, la sensazione di qualcosa d’incarnato. E di bugie ben dette, sistematiche, persistenti. Un vomito…

Annunci

Intervista per LucaniArt Magazine | MicheleNigro


Un’altra intervista a Michele “DottoreInNiente” Nigro, segnalata sul suo blog. Un estratto:

Una seconda cosa che mi incuriosisce è la mutazione nello stile, nel modo di scrivere e nelle tematiche affrontate. Ossia il tuo linguaggio si è fatto più scarno, senza tanti orpelli. Si è affilato come una lancia pronta a colpire. Chi vorresti colpire e come mai?

Sì, hai ragione e ti assicuro che vorrei scarnificarlo ancora di più, ma per ora va bene così. Come accennavo nella precedente risposta, e come tu m’insegni, il poeta non è un essere fortunato raggiunto sulla terra da un raggio di luce miracolistico in conseguenza del quale comincia a verseggiare, ma è il protagonista (nella maggior parte dei casi inconsapevole) della propria evoluzione neurolinguistica, frutto del tempo, delle esperienze, delle continue sollecitazioni genetiche e fenomeniche, delle letture, dell’addensarsi della conoscenza o, meglio, della non conoscenza… Protagonista umano, biologico, mortale, anche se nel fare poesia rivela il suo lato laicamente “divino”. Non so se ho trovato uno stile mio, o se un domani sarà lo stile a trovare me: di sicuro so che non cerco nulla, non desidero niente, non aderisco a un manifesto, non costringo la materia a una scuola o a una forma, non c’è uno sforzo logico (almeno nella fase preliminare, “sporca”, del poetare) ma aspetto, ascolto, soprattutto mi ascolto, annoto nel silenzio tutto quello che l’anima mi suggerisce di conservare perché sa che ne vale la pena. Quando il verso funziona e soddisfa il tuo ritmo interiore, lo senti; anche se in seguito non piacerà al lettore. Sono contento che si noti questa “affilatura” ma ti assicuro che, volendo fare un paragone tra le poesie della raccolta e quelle pubblicate successivamente sul mio blog “Nigricante”, trovo queste ultime molto più scarne e affilate, più aderenti al mio status neurolinguistico attuale: segno che l’evoluzione, verso un’affilatura che si assesti intorno a uno stile tutto mio, è in atto. Ma la strada è lunga…

Le tematiche sono quelle tipiche dell’esistenza: l’amore, la morte, la solitudine, la condizione sociale, la sensualità, il passato che spinge per farsi ricordare, la spiritualità, la natura, la musica… Come dice Brunori Sas in un suo brano: “… Canzoni che parlano d’amore / perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?…” E si parla d’amore anche quando non lo si nomina e sembra che il tema della poesia sia un altro. Amore in senso lato, sotto varie forme. Chi voglio colpire? Nessuno, te l’assicuro: spesso dietro un j’accuse o una sentenza disperata si nasconde l’esigenza di ricordare a se stessi le cose che contano e di confermare quella piccola sapienza privata creata da eventi non storici. Non pretendo di trascinare anime, di convincere, perché sono troppo occupato a salvare me stesso; però se un lettore si mette a riflettere dopo aver letto un mio verso, e me lo confessa, non posso non essere soddisfatto…”

Per leggere l’intera intervista: qui

Miskatonic University consiglia: “Le venti giornate di Torino” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del romanzo Le venti giornate di Torino, di Giorgio De Maria, libro però uscito quarant’anni fa e che ora rivive una sua visibilità. Tutto ciò grazie, è da dirlo, alla Miskatonic University di Reggio Emilia (e anche a Giovanni De Matteo).

Nel 1977 l’Italia vive uno dei periodi più bui e violenti della propria storia repubblicana. L’economia arranca come oggi e, esattamente come oggi, non sono certo tempi allegri. L’inflazione è arrivata al 20% e, con frequenza allarmante, si legge o si sente di morti ammazzati a causa del terrorismo “nero” o “rosso”. Come se non bastasse si registrano numerosi incidenti di piazza, scioperi, scontri tra polizia e manifestanti e situazioni in cui sempre più spesso si arriva a scambiarsi il piombo. Al centro di tutto questo putiferio c’è, in particolare, una città: Torino. Solo pochi mesi prima infatti, proprio nella città della FIAT già messa a dura prova da fortissimi contrasti sociali, si apre il famoso maxiprocesso ai capi storici delle BR, che gli estremisti fanno di tutto per interrompere, al ritmo quasi quotidiano di aggressioni, ferimenti e omicidi.

Their Mortal Remains, la Mostra floydiana, a Roma dal 19 gennaio | Repubblica.it


Come riportato da Repubblica, dal 19 gennaio sarà possibile visitare a Roma, presso la struttura M.A.C.Ro in via Nizza, la mostra Their Mortal Remains, dedicata ai Pink Floyd, già visitata a Londra da 4000mila persone. Al vernissage sarà presente Nick Mason e forse anche Roger Waters; presto altre news e qui un video della presentazione della Mostra avvenuta ieri 29 novembre presso il Campidoglio, presente Mason stesso.

Insanguinati e seminudi a Bologna #4: La sagra | VerdeRivista


Su VerdeRivista il reading di qualche settimana fa a Bologna, scritto e performato da Vinicio Motta. Lo trovate qui sotto.

Il paesello è in festa.
Lo si capisce dalle finestre buie, dai saloon chiusi e dal suono dei violini che si irraggia dalla piazza principale.
Smonto da cavallo e mi incammino verso i festeggiamenti, ho sete di birra. Mentre la musica comincia a stizzirsi, inganno il tempo leggendo i nomi delle vie. Mi fermo di colpo e mi sparo una sigaretta: una strada anonima ha attratto la mia curiosità.
Ha un nome, quella strada? E se sì, qual è?

«Se ci tieni alla pelle, sta lontano da quella via» mi dice, indicando la strada innominata, un pistolero disarmato e con un frisbee di legno nella mano destra. Getto la sigaretta mezza fumata e riprendo il cammino.
«Mi sparano, mi sparano» urla una voce maschile alle mie spalle, «aiutatemi!»
Mi giro e vedo un uomo seminudo e insanguinato correre scomposto nella direzione opposta alla mia.
Il pistolero scuote la testa e borbotta: «Non imparerà mai».
Faccio spallucce e raggiungo la festa.

La scenografia della piazza principale sprizza allegria… i volti dei presenti, invece, no, come se il paesello stesse smaltendo una recentissima tragedia collettiva.
Metto a fuoco l’orchestrina.
I violinisti suonano con foga.
Il loro entusiasmo, però, non sembra influenzare la pista da ballo, che rimane triste.
Mi avvicino al buffet e mi servo una birra, che trangugio d’un fiato.
Mentre mi accingo a riempire il boccale per un secondo giro, si palesa il pistolero disarmato, questa volta senza nemmeno il frisbee.
«Ehi» gli dico, «come butta?»
Risponde che si sta facendo tardi.
Sulla pista da ballo irrompe l’uomo seminudo e insanguinato di prima.

Il pistolero lo afferra per il collo e lo scaraventa a terra, sebbene con affanno. L’uomo si rialza e riprende subito la sua corsa, che poi termina, bruscamente, con la sua testa che sbatte contro uno degli stipiti che delimitano l’ingresso di un saloon. Non so come, ma mi ritrovo sull’uscio della strada innominata.
Nella mia mano destra, un frisbee di plastica.
La strada senza nome, improvvisamente, assume un’identità: Via Nicola Laurantoni.

«Tocca a te… cowboy» mi dice il pistolero. «Tra non molto» aggiunge, «l’uomo seminudo e insanguinato completerà il suo nuovo ciclo di devastazione. Sei pronto?»
«A fare cosa?» gli dico.
«Lo capirai».

Scorgo qualcosa, ma è nella mia testa… lo distinguo dalla realtà dei sensi – ho ancora tutte le mie facoltà mentali: il frisbee annuncia un’apocalisse semantica.
«Perfetto» mi dice il pistolero, per poi incamminarsi verso il mio cavallo.

L’uomo seminudo e insanguinato precipita ai miei piedi e mi chiede dove sia l’appartamento.
Non conosco la risposta che cerca…
Non sono tenuto a dargliela, in ogni caso.
La mia missione è fermarlo e basta, a tutti i costi.
Mi divincolo e lo colpisco con un calcio in faccia, stordendolo.
Lui mi guarda stralunato e inizia a scappare.
Mi preparo a lanciare il frisbee.
Prendo la mira…
Solo un po’ più a sinistra… Ecco!
Bye-bye, pezzo di merda.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Frullo

Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

Il Caos dentro

...che genera una stella danzante

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

PERDERSI TRA LE EMOZIONI DEI BORGHI ITALIANI

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

Storie della trazione popolare italiana

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

Evelyn 🇮🇹 27 y/o ♍

✏ Drawings are the window to the soul 📚 Book cover artist ♠ Edizioni Underground? ♠ Edizioni Open ♠ Panesi edizioni 👩🎨 Facebook / Twitter / Instagram: @EvelynArtworks

Sull'amaca blog

Un posto per stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Sabbiature Magazine

Società, costume, cultura

A X I S m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: