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Archivio per dicembre 5, 2017

ROGER WATERS: A LUGLIO IL TOUR OUTDOOR “US+THEM” A LUCCA E ROMA! | PINK FLOYD ITALIA


Su PinkFloydItalia l’annuncio di altre due date per Roger Waters, in Italia, outdoor; ecco il post:

A seguito dell’enorme successo delle date indoor, Roger Waters porta in Italia le -per ora- due uniche date europee all’aperto oltre alla data di Hyde Park del suo monumentale tour, US+THEM!

11 Luglio | Lucca Summer Festival | Mura Storiche
14 Luglio | Rock in Roma | Circo Massimo

Le prevendite partiranno Giovedì 14 Dicembre sul sito di TicketOne e su quello di D’Alessandro & Galli.

Gli ascoltatori di Virgin Radio avranno la possibilità di accedere a una pre-sale dalle 9 di lunedì 11 dicembre. Considerando la rapidità con cui sono andate sold out le sei date di aprile occorrerà arrivare puntuali all’appuntamento con il «click day».

Qui i dettagli delle due date da “ilsole24ore“:

Prima tappa al «Lucca Summer Festival», nell’area adiacente alle Mura Storiche, dove a settembre scorso si sono esibiti i Rolling Stones, non senza qualche polemica. Stavolta, da quanto si apprede, la capienza dovrebbe essere di circa 45mila persone, contro le 55mila del concerto di Jagger e soci. Quella della location toscana non è stata affatto una scelta casuale: c’è un indirizzo preciso da parte di Waters, affascinato dal collegamento tra le Mura cinquecentenarie che avrà al fianco del palcoscenico e The Wall, la sua opera meglio conosciuta, i cui brani avranno una parte fondamentale nella scaletta di questo show che vedrà il musicista inglese interpretare tutti i grandi classici del repertorio floydiano assieme ai brani del nuovo album Is This The Life We Really Want?, nel Bel Paese al centro di un curioso caso giudiziario per accuse di presunto plagio da parte dell’artista Emilio Igrò.

Anche la location del Circo Massimo ha precedenti importanti con il rock, considerando che ci hanno suonato di recente ancora i Rolling Stones e Bruce Springsteen. La data segnerà il ritorno di Waters a Roma a cinque anni di distanza dalla rappresentazione di The Wall allo Stadio Olimpico. In questo caso gli spettatori ammessi saranno 50mila.
Il format live del Desert Trip, portato in Italia da D’Alessandro & Galli, prevede elementi di altissima spettacolarità, a partire da un palco innovativo che riproduce la Battersea Power Station di Londra che evoca la storica copertina di Animals, capolavoro dell’ultima fase floydiana dell’artista. Agli effetti speciali che vedono, tra le altre cose, il leggendario maiale volare sopra tutto il pubblico e un aereo da guerra schiantarsi contro il palcoscenico, si aggiunge un sistema di amplificazione avanguardistico che regalerà al pubblico un’esperienza impattante.

Il diavolo nel formicaio | CarmillaOnLine


Su CarmillaOnLine un articolo – che è introduzione a un romanzo sul femminicidio – di Valerio Evangelisti, che enumera alcuni tra i più eclatanti atti di femminicidio storico, svoltisi nell’ambito della Caccia alle streghe di cristiana memoria. Buona lettura…

In un’epoca in cui è diventato tristemente di uso comune il neologismo “femminicidio”, pare opportuno ricordare quel femminicidio di massa che fu la cosiddetta caccia alle streghe, tragedia spaventosa che ebbe luogo tra il XV e il XVIII secolo. Un fenomeno tanto più orrendo in quanto scatenato da chiese (quella cattolica romana, cui si accodarono le protestanti) che asserivano di ispirarsi all’insegnamento caritatevole di Gesù Cristo e dei Vangeli.

Nessuno è riuscito a calcolare quante furono le vittime dell’eccidio. Tanti registri e verbali sono andati persi, spesso distrutti volontariamente da inquisitori e giudici via via che la rivoluzione francese e le sue idee dilagavano e spazzavano dalla storia europea l’oscurantismo. Sta di fatto che decine di migliaia di donne, o forse centinaia di migliaia, furono incarcerate, e sovente martirizzate e uccise, per un crimine che oggi sappiamo inesistente, e dunque per un’imputazione imbecille.

Opere accurate, talora di dimensione enciclopedica (per esempio Pinuccia Di Gesaro, Streghe, Bolzano, 1988; Guy Bechtel, La sorcière et l’Occident, Parigi, 1997), hanno provato a indagare le ragioni di questa follia sanguinaria. Una risposta univoca non è ancora stata data. Certamente pesò il giudizio sprezzante, sul sesso femminile in genere, ereditato dall’ebraismo e iniettato nel cristianesimo da Tertulliano, Agostino, Tommaso d’Aquino e una congerie di padri della Chiesa e teologi di pari o inferiore prestigio. Contarono i timori per la crescita di un edificio ecclesiastico ancora fragile, che aborriva il riaffacciarsi, dietro la moltiplicazione delle eresie, di un paganesimo mai completamente debellato. Giocò l’antica scissione, di origini largamente pre-cristiane, tra corpo, involucro di miseria e peccato, e anima e spirito. Corpo di cui la donna era padrona e (per gli indagatori) succube, più dell’uomo.

Tutti questi fattori, uniti a necessità politiche e di controllo sociale contingenti, condussero i presunti seguaci di Cristo all’omicidio di massa. In forme ancor più feroci quando, stabilito da Paolo II nel 1468 che la stregoneria era crimen exceptum, il compito di sradicarla cessò di essere prerogativa dell’Inquisizione e fu esteso ai tribunali civili. Lì non esisteva più il divieto di versare sangue imposto ai religiosi. Ci si sbizzarrì, in alcune zone d’Europa, nell’inventare congegni di tortura complicati e crudeli, a volte espressamente modellati sulla fisiologia femminile. Mentre i capi d’accusa, indimostrabili, restavano affidati ai torbidi manuali di ecclesiastici (Heinrich Kramer / Institoris, Antoine Martin Del Rio, Francesco Maria Guaccio) e di giuristi cattolici (Nicolas Rémy) che scambiavano per fatti accertati bizzarre fantasie popolari.

Che fare delle opere d’arte dei cattivi? | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo di Francesco D’Isa, che sviscera i motivi etici che non dovrebbero (o forse sì) farci fruire le opere d’arte di artisti malati, malvagi, immorali che non rispettano l’etica corrente. Un argomento spinoso…

Domandarsi se si debba considerare degno di essere ammirato un quadro di Caravaggio anche se Caravaggio era un uomo cattivo, è un po’ come ridipingere la facciata di casa propria se si scopre che l’operaio che ha dato la vernice è uno stronzo. A saperlo prima era lecito non affidargli il lavoro, perché una cosa è apprezzare e un’altra boicottare, ed è comprensibile non voler avvantaggiare delle persone a nostro parere immorali, ma questo non implica un giudizio di valore sulla loro opera. Boicottaggio a parte, dunque, non c’è alcun motivo per sentirsi in colpa nell’ammirare l’opera d’arte di un mostro morale. Quando questo accade, è la manifestazione di un proprio limite, umanamente lecito e comprensibile, ma dal punto di vista critico poco più interessante del famoso “gusto personale”, dove si arena qualunque analisi estetica.

Those Who Walk Away – The Infected Mass | Neural


[Letto su Neural]

Il sound-artista canadese Matthew Patton, aka Those Who Walk Away, non ha scelto per caso un simile moniker, e a giudicare dalla maestosa e cupa seriosità delle armonie dipanate in The Infected Mass il riferimento non ha nemmeno a che fare con qualcosa d’ironico o particolarmente leggero. Quello che immediatamente ci colpisce è infatti un respiro sordo ­– non sappiamo se ricostruito ad arte o frutto di field recording – come di un aereo in volo, al quale sono aggiunti trattamenti polifonici in strati sovrapposti, dipanati in arie classiche da quintetto d’archi, in un continuum chiesastico ed elegiaco ma anche inquietante, irrisolto e senza speranza. Si tratta in realtà – lo scopriamo solo successivamente – d’un lutto di famiglia e allo stesso tempo d’un incidente aereo, della tragedia insomma che ha coinvolto un’intera comunità. A rafforzare questo contorto storytelling fa capolino nell’artwork, in maniera altrettanto sinistra, una sezione orizzontale di un aereo, proprio quello dell’incidente, con la precisa indicazione dei posti a sedere e dell’effetto dell’impatto che ha causato più linee di rottura nella carlinga. Non è finita: nella traccia numero tre dell’album, “First Partially Recollected Conversation” è la voce del pilota stesso, estrapolata dalla scatola nera, ad essere oggetto di raggelanti trattamenti sonori, voci che poi ricompaiono in registrazioni differenti anche nella traccia numero cinque. Ammette anche Patton – e non saremo certo noi a voler giudicare l’adeguatezza d’un simile approccio poetico – che “c’è qualcosa di molto genuino e allo stesso tempo molto sbagliato” in quello che lui ha messo insieme, un’opera che per lo stesso autore è profondamente disturbante, una musica piena di fantasmi e di ossessione, che straborda auditivamente per eccesso di saturazione e senso d’angoscia. Dei melodici ed aspri passaggi questa volta non sottolineeremmo il minimalismo e nemmeno l’appartenenza a stilemi contemporary classical, perché nella concezione dell’opera non sembra l’appartenenza a una qualche enclave di genere a guidare l’ispirazione. Sembra una necessità piuttosto, svincolata da effetti precisi, a costringere all’espressione di un simile e così manifesto dolore che infetta ogni cosa ma dà vita a una composizione di lancinante crudezza. Patton ricorda in tale maniera il fratello deceduto e a noi non resta che chinare il capo.

In Lavanderia c’è chi lavora anche a Natale | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita Delos Digital per Charlie Stross, col suo ciclo della Lavanderia: Straordinari. Ecco la sinossi:

Straordinari. È un aggettivo adatto per descrivere gli agenti della Lavanderia, l’organizzazione governativa britannica (segreta, naturalmente) nata per difendere il Regno (e il mondo) dalle minacce aliene e occulte. Ma, ahimè,“straordinari” sono anche le ore di lavoro che tocca svolgere quando si sarebbe dovuti essere a casa, tranquilli, a rilassarsi davanti a un cenone natalizio. E questo capita ovviamente con inquietante regolarità. Perché quale momento è migliore, per mettere in pericolo il mondo, del Natale stesso?

Cavallette neanche tanto Criptiche

http://waitforthericochet.blogspot.com/

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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Scrittore. In realtà, sono solo un personaggio di fantasia, ma di quale fantasia non ricordo più

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