HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per gennaio 10, 2018

La Comune di Roma – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione de La Repubblica Romana, di Roberto Carocci, excursus storico sui momenti repubblicani di Roma attorno alla metà dell’800. Eccone un tratto estratto dall’articolo:

La società romana prerivoluzionaria era caratterizzata da un’economia stagnante e antiquata, con pochi centri produttivi, alti indici di disoccupazione e pauperismo. L’attività capitalistica era confinata nelle commesse pubbliche e la borghesia era stata costretta a riversarsi in alcune attività professionali emarginate dalla casta clericale saldamente arroccata a presidio della pubblica amministrazione. Le classi subalterne sopravvivevano con redditi insufficienti, la criminalità era diffusa e le controversie si risolvevano comunemente con lo “zaccagno”, il coltello da tasca. Delazioni e torture erano all’ordine del giorno e farsi crescere la barba poteva bastare per finire nelle liste nere della repressione papalina.

Eletto al soglio pontificio nel 1846 Giovanni Maria Mastai Ferretti inaugurò alcune timide riforme liberali che, lungi dal risolvere i problemi di fondo della formazione economico-sociale romana, consentirono il dispiegarsi di una soggettività popolare e plebea basata sull’alleanza tra artigiani e i ceti professionali. Nel giro di qualche anno, mentre in Europa dilagavano i moti rivoluzionari del 1848, i cortei e le manifestazioni passarono dai plausi alle riforme a rivendicazioni sempre più pressanti, fino a trasformarsi in assalti alle proprietà dei ricchi e in cortei armati cui partecipavano gli stessi che li avrebbero dovuti reprimere, cioè i carabinieri.
Dopo il punto di non ritorno costituito dall’allocuzione con la quale il papa rinunciava alla causa dell’unità italiana, gli eventi precipitarono: il 16 novembre 1848 a piazza del Popolo manifestanti e soldati fraternizzarono riunendosi poi in assemblea a piazza della Cancelleria, dove si approvò un programma di riforme democratiche e il proseguimento della lotta per l’unità nazionale. Il papa, protetto dalle guardie svizzere, dichiarò di non volersi piegare alla forza. Di notte si mise in testa un cappello tondo da semplice prete e sul naso un paio di occhiali verdi. Camuffato in questo modo fuggì a Gaeta da dove scomunicò gli insorti e chiese aiuto alle potenze straniere.
A Roma si svolsero elezioni a suffragio “universale” maschile, fu eletta un’assemblea costituente e dichiarata la repubblica con a capo un triumvirato esecutivo. Ne erano membri Giuseppe Mazzini, il repubblicano Aurelio Saffi e il più moderato Carlo Armellini. Nell’Urbe dilagò la fes, il carnevale repubblicano fu più allegro e colorato del solito, anche se gli aristocratici evitarono di farsi vedere. A sostegno della tesi della correlazione tra l’emergere della soggettività di classe e di genere, la giornalista statunitense Margaret Full notò invece “Parecchie donne piacenti, vestite tutte di bianco, che portavano irriverenti il berretto rosso della libertà”.

Spettri digitali: storie dal lato oscuro del web – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuaderniAltriTempi una recensione di Giovanni De Matteo a La Vita Segreta, di Andrew O’Hagan. Un romanzo di profonda realtà che si nutre del fantastico insito nei luoghi virtuali che viviamo ogni giorno, fino alle profondità più recondite di esso.

Ci sarebbero quindi stati modi anche molto diversi per raccontare l’effetto di internet sulle nostre vite, ma O’Hagan ha scelto queste che, senza alcuna pretesa di universalità ma presentando delle caratteristiche comuni, alimentano una riflessione organica su temi come il potere, il controllo, la trasparenza e la manipolazione dell’identità e allo stesso tempo ritraggono persone (forse sarebbe più appropriato definirli, come fa l’autore a un certo punto, “digividui”) che sono al contempo padroni e vittime di internet. Tre storie di fantasmi dei nostri tempi, quindi. Niente di più lontano dai pirati della consolle in qualche modo mitizzati dalla letteratura cyberpunk ed entrati nel nostro immaginario: in un ribaltamento spietato degli stereotipi, le storie di Julian, Satoshi e Ronnie finiscono per annullare l’epopea degli eroi della frontiera di internet partoriti dall’immaginazione di William Gibson e soci. E sanciscono il superamento di un altro topos a cui la fantascienza ha dato molto, da Philip K. Dick a Ghost in the Shell, passando per Blade Runner (e Blade Runner 2049): ci siamo ormai addentrati in un’epoca in cui l’artificialità è prerogativa dell’essere umano.
Anche senza arrivare ai livelli patologici di un Assange o un Craig Wright, il presunto creatore della blockchain e dei bitcoin nascosto dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, la nostra presenza in rete è veicolata da creazioni fittizie, ri-costruzioni di noi stessi, in parte simulacri e in parte riflessi della nostra vera personalità, a seconda di una lunga serie di fattori derivati da predisposizione, circostanze, opportunità, intenzioni o, più banalmente, capricci.

Da Roberto Bolaño un romanzo che non è di fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione de Lo spirito della fantascienza, di Roberto Bolaño, romanzo atipico non di fantascienza che viene, però, citata nel titolo. In realtà, si tratta di un romanzo sul Fantastico in senso lato, come si evince dalla quarta:

In questo libro – che è in sé stesso un rito di iniziazione, e un ritratto dell’autore da giovane – la scrittura di un Bolaño non ancora trentenne è letteralmente sfrenata: un fuoco d’artificio di effetti speciali, apparizioni, visioni, allucinazioni, sogni psichedelici e scene surreali – quasi una scrittura «in acido». I lettori di Bolaño l’hanno capito da tempo: l’universo narrativo di questo autore (oggetto di un culto fervido quanto ormai diffusissimo) è simile a una ragnatela, a un labirinto, alla mappa di un’isola misteriosa, a una galleria degli specchi come quella della Signora di Shanghai, a una scacchiera, a un campo gravitazionale – o a un complesso organismo vivente. In ogni suo libro, infatti, quasi in ogni sua pagina, vi sono tracce, indizi, sintomi che rimandano ad altro, a qualcosa che era già – o che sarebbe poi stato – presente in altri libri. Qui, sullo sfondo di una Città del Messico concretissima e fantasmatica al tempo stesso, assistiamo all’iniziazione alla vita e all’amore di «un goffo poeta di ventun anni», «un nuovo arrivato piuttosto pretenzioso», il quale divide una stanza sul tetto con un giovanissimo scrittore che non esce mai di casa, vede topi mutanti sul soffitto e scrive lettere liriche e deliranti ad autori nordamericani di fantascienza. Un filo narrativo al quale (come sempre in Bolaño) se ne intrecciano altri: le lezioni radiotrasmesse del responsabile dell’Accademia della Patata di Santa Bárbara, scene della seconda guerra mondiale, aneddoti su altri scrittori… In questo libro – che è in sé stesso un rito di iniziazione, e un ritratto dell’autore da giovane – la scrittura di un Bolaño non ancora trentenne è letteralmente sfrenata: un fuoco d’artificio di effetti speciali, apparizioni, visioni, allucinazioni, sogni psichedelici e scene surreali – quasi una scrittura «in acido». E invece gli appunti che troviamo in appendice al volume rendono conto dell’intenso e meditato lavoro di messa a punto dell’architettura del romanzo.

Graeme Truslove – Intuited Architectures | Neural


[Letto su Neural]

Tocca al glasgowiano Graeme Truslove di essere sotto i riflettori per la Crónica Electrónica e lo fa con un album, Intuited Architectures, diviso in sei distinte tracce, tutte imperniate su elementi elettroacustici ed improvvisativi. Il limite e l’integrazione fra questi due differenti approcci sono alla base della ricerca dell’autore, avvezzo anche a composizioni audio-visual e che non disdegna – con il suo laptop – partecipazioni in differenti progetti collaborativi. In tutte le composizioni presentate, costante è l’attenzione per la successione di un dato numero di suoni, timbri sintetici che in una doppia azione performativa-algoritmica sono integrati in passaggi temporali più complessi e sostenuti. Altrettanto importanti, oltre alle scale tonali, sono anche gli intervalli, i momenti di vuoto, le pastosità granulari di molti trattamenti, i risucchi e le riprese, i cigolii e i tramestii, le spigolosità più sintetiche e i sibili: tutto l’armamentario elettroacustico, insomma, comprensivo anche di tappeti sonori digitali e lirismi ultra-contemporanei e space. L’andamento è piuttosto dinamico e l’utilizzo puntuale di svariate sorgenti sonore rende ariose e gradevoli all’ascolto la totalità delle composizioni presentate, non del tutto inedite per chi segue l’attività dello scozzese in manifestazioni, concorsi e festival experimental. Le dissonanze, i suoni organici ed elettronici, le modulazioni abrasive e tutto il bagaglio di processi manipolativi agiti in tempo reale hanno dato origine a una serie di possibilità espressive e combinazioni in principio non esattamente previste, mentre il meticoloso posizionamento dei singoli impulsi sonori pure è partecipe della successione continua, delle ambientazioni agite e della congruenza delle trame. Queste Intuited Architectures rappresentano per Truslove una specie di quadratura del cerchio, il rincorrersi di due estremi, che ad esempio in “Strata”, pezzo finale nonché più lungo ed interessante di tutto l’LP, vedono aggiungere anche lo stridere delicato ma nervoso delle corde di una chitarra – strumento del quale è specialista il maestro – e i cui suoni sono dispensati poi in sequenze mobilissime e liquide, che non mancano d’energetica passione nella corrispondenza d’elementi ben codificati e stile performativo.

Clark Ashton Smith: Atlantide e i mondi perduti – Ver Sacrum


Su VerSacrum la recensione ad Atlantide e i mondi perduti , raccolta di Clark Ashton Smith edita da Hypnos. Cose mooolto weird.

Sicuramente siamo di fronte ad uno scrittore particolare: il suo punto di vista è cosmico e antiantropocentrico, è dotato di una genuina vena poetica, di un tocco macabro e decadente ed è in possesso di un monumentale e bizzarro vocabolario. Può essere considerato come uno degli ultimi esponenti di un fantastico “outré”: la sua prosa decadente, barocca e “visionaria” trasporta la mente del lettore in un’altra dimensione in reami al di fuori del tempo e dello spazio. È stato una delle colonne del fantastico americano degli inizi del secolo scorso assieme a H.P. Lovecraft e R.E. Howard. Lyon Sprague De Camp lo definì uno dei “Tre Moschettieri” della celeberima rivista pulp Weird Tales diretta all’epoca da Farnsworth Wright.

La sua carriera letteraria, in realtà, incomincia nell’ambito della poesia e non è poi trascurabile anche la sua attività di scultore con cui raffigurava le malefiche divinità “evocate” nei suoi scritti.

Nel 1922 fu determinante la conoscenza con H.P.Lovecraft. Lo scambio epistolare fra i due scrittori si rivelò fondamentale tanto che Clark Ashton Smith, sulla falsariga del “solitario di Providence”, inventò nuove divinità (fra cui Tsattogua e Ubo-Sathla) e “Il libro di Eibon”, un cosiddetto “pseudobiblium” come il famigerato Necronomicon.

Fra il 1928 e il 1935 apparvero sulla rivista Weird Tales i suoi leggendari racconti. La fervida immaginazione dello scrittore californiano non aveva limiti: nacquero in questo modo gli indimenticabili cicli di racconti ambientati nei continenti immaginari di Atlantide, Hyperborea e Zothique.

Atlantide è il primo ciclo di questo volume ed è basato sul concetto di “mondi perduti” e, nello specifico, si riferisce al mitico e mitologico continente di Atlantide di cui parlò Platone. Sono racconti che ci trasportano in ere dimenticate e in continenti sepolti in cui si pratica ancora l’arte della negromanzia come nell’affascinante “La morte di Malygris”. Da segnalare “La doppia ombra” una storia di orrore cosmico che piaceva molto a Lovecraft. Un altro affascinante ciclo di racconti che abbiamo modo di leggere in Atlantide e mondi perduti è “Averoigne”, ambientato nel Medioevo nell’antica regione francese di Averoigne dominata da oscure leggende e potenti magie. Si tratta di racconti non privi di un certo fascino gotico, erotico e grottesco che ne fanno un ciclo di culto fra gli appassionati del fantastico. Si viene immersi, in racconti come “Il colosso di Ylourgne”, “La bestia dell’Averoigne” o “La fine della storia”, in un’atmosfera arcaica medievaleggiante ricca di echi fantastici e mitici in cui abbondano figure tipiche della letteratura del terrore come vampiri e demoni assieme ad elementi dei “Miti di Cthulhu”.

Il ciclo di “Zothique”, ambientato in un futuro remotissimo (come nell’incredibile romanzo di William Hope Hodgson, La terra dell’eterna notte da cui forse ha tratto ispirazione) in cui il sole si è oscurato e sono rinate le antiche arti della negromanzia, è considerato il suo capolavoro e viene qui presentato in un’edizione integrale. I racconti di questo ciclo costituiscono forse l’essenza della sua scrittura lussureggiante influenzata da BaudelaireVerlaine: una prosa caratterizzata dall’uso di vocaboli ricercati che creano un’atmosfera di estetizzante decadentismo come nello splendido racconto “L’impero dei Negromanti”. La chiusura è affidata al breve ciclo di “Xiccarph”: in quest’ultimo emerge la sua attitudine verso una fantascienza nera e apocalittica.

Le traduzioni di Giuseppe Lippi sono nuove e sono basate sull’edizione in 6 volumi pubblicata da Night Shades Books fra il 2007 e il 2011. Si tratta in pratica della prima edizione italiana integrale in quanto sono stati integrati diversi tagli che gli erano stati richiesti all’epoca dalle riviste. Il volume è inoltre corredato da una dettagliata bibliografia, da 4 cartine disegnate da Greta Grendel e dalle immagini raffiguranti 6 sculture dell’autore.

La Nuova Verde

protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

PostScripts

Il Blog di Francesca Sabatini

Rosa Frullo

Rosa Frullo. Ua poetessa ,tra Spleen, Horror e Masochismo

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

VOCI DAI BORGHI

Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

Duplex Ride

electronic music & video

di Ruderi e di Scrittura

il blog di Gaetano Barreca

ORME SVELATE

la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

Flavio Torba

Scrittore horror (per non dire orrido scribacchino)

francesca del moro

La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

Astra inclinant non necessitant

The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: