HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per febbraio, 2018

Non più semplice


Il resoconto della mia essenza si rivela estemporanea, ed estende la consapevolezza perché divento evanescente non più incarnato, non più semplice.

Creature fantastiche di Sicilia, in libreria | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della raccolta di racconti Creature fantastiche di Sicilia, curata da Rosario Battiato e Chiara Nott, in cui si fa un po’ una mappa delle leggende fantastiche della Trinacria. Proposta molto curiosa e intrigante.

Il libro contiene 30 storie illustrate e gli interventi di Nicola Lo Bianco e Daniele Barbieri. Creature fantastiche di Sicilia recupera dagli abissi della memoria popolare le creature, rigorosamente notturne, più strane e tipiche dell’Isola utilizzando spunti e citazioni di alcuni testi di autori siciliani scritti tra Otto e Novecento, da Giuseppe Pitrè a Gesualdo Bufalino, e le attualizza pescando nell’immaginario contemporaneo del fantastico americano e giapponese. Da qui si dipanano delle brevi storie illustrate, quasi delle schede di presentazione, che raccontano la vita delle creature alle quali sono accostate delle illustrazioni che ne interpretano l’essenza. Scopriremo così le vicende di anime condannate, impiccati, donne mostruose come la Bellina, folletti, diavoli di varia stirpe, fate e sirene, tutte tracciate dal tratto elegante, goticheggiante e timburtoniano di Chiara Nott. Il volume contiene in allegato la mappa della Sicilia disegnata da Chiara Nott con indicati gli avvistamenti delle creature fantastiche nell’isola.

Reso vivo


L’incarnazione degli abissi immateriali più oscuri, lovecrafitani. Come l’attuale culto del business, curato come se fosse un’entità viva resa fisica dai mantra finanziari: riti occulti, magia, negromanzia.

Pink Floyd – The WALL 1980 Video clips


Il delirio psichiatrico di Roger Waters lascia attoniti i suoi compagni. Ma, guardate di quale magnificenza erano però capaci i Floyd, all’apice del loro splendore cupissimo unitario. Ecco a voi un estratto da uno dei rari concerti di The Wall

Jim Haynes – Electrical Injuries | Neural


[Letto su Neural]

Fanno subito capolino frequenze sofferenti, volatili, eteree ma anche lancinanti, in questa uscita di Jim Haynes per la Aussenraum, Electrical Injuries, composizione divisa in sei distinte tracce e densa di texture intricate, atmosfere malsane e suoni corrotti. Queste concatenazioni auditive possono essere grezze oppure frutto di ben articolati interventi manipolativi: non fa molta differenza – ci sembra – in relazione a ciò a cui tiene l’autore. Quello che stavolta pare significativo per Haynes è esprimere l’intensità della corrosione del suono senza troppi filtri e abbellimenti formali, con cesure che rispetto al passato sembrano più decise, vibranti ed efferate. Haynes ha una maniera tutta sua di conquistare l’attenzione, senza eccedere, ma tenendo alto il climax della narrazione, dando vita a trasalimenti sempre ricomposti e quasi armoniche ripetizioni, che s’insinuano all’ascolto modulando onde vibrazionali ipnotiche e penetranti. L’ispirazione può contare su molti degli stilemi tipici delle culture industrial e noise, eppure l’impressione è che nulla sia “già sentito” e che le abrasive evoluzioni elettroniche, potenziali strumenti d’offesa, emanino un’accorata impellenza. Haynes – che è ancora attivo anche come multimedia installation artist e sta di base a San Francisco – tiene a ricordare che la sua passione nel manipolare le catture auditive lo porta spesso al punto di non ricordare i procedimenti di trasformazione di quegli stessi elementi. Naturalmente questo presuppone d’utilizzare un gran numero di tecniche ed artifici, che in Electrical Injuries hanno a che fare con l’elettricità e l’attrito, con la disintegrazione ed altre forme di consunzione, quali strappi, rotture, ossidazioni, raschi e decadimenti, parti ben organizzate che trovano una giusta e precisa collocazione nel continuum dell’album. Se nelle lesioni elettriche reali la persona diventa parte di un circuito e sono riconoscibili i punti di entrata e di uscita della corrente, qui la tensione è più modulata, sopportabile, continua e insistita, cela percorsi più subdoli nel colpire la sensibilità dell’ascoltatore, evocando infine un danno solo apparente, che rivela essere – invece – una nuova linfa per il nostro sistema percettivo, continuamente all’erta nella rimodulazione di nuovi dati e informazioni.

Poême Électronique Vol. 3 (a Roma) – Rassegna di poesia e musica


Il secondo appuntamento con la terza edizione di Poême électronique – Rassegna di poesia e musica elettronica curata da Ksenja Laginja si svolgerà venerdì 2 marzo alle ore 19.00, presso l’HulaHoop Club di Roma, Via L.F. De Magistris 91/93. Reading di Lucianna Argentino, Stefania Di Lino, e uno speciale momento con Bibbia d’asfalto – Poesia Urbana e Autostradale insieme ad Annamaria Giannini e Redent Enzo Lomanno. A unire queste voci ci sarà Stefano Bertoli con le sue sperimentazioni elettromusicali. Emanuela Risso sarà la testimone del bellissimo spazio genovese Kowalski, dove tre anni fa iniziò questa avventura di Poême électronique. Ci vediamo lì?

WiFi Tapestry, waves affecting objects’ nature | Neural


[Letto su Neural]

La visualizzazione di reti wi-fi è diventata un tema molto popolare per gli artisti di media art. Dalle ferite indotte di “Constraint City” di Gordan Savicic, alla luce generata in “Immaterials” di Timo Arnall, l’obiettivo è quello di rendere visibile qualcosa che come ogni altra onda elettromagnetica è invisibile. In particolare, l’onnipresenza di queste reti incoraggia la loro visibilità visto che i nostri corpi vengono attraversati da tali onde, che noi consideriamo essenziali per restare connessi. “WiFi Tapestry” di Richard Vijgen crea una visualizzazione diretta, attraverso sofisticati mezzi analogici. Utilizza un arazzo fatto di filati termocromici. I tredici canali dello spettro wifi vengono scansionati e quando viene rilevato un trasferimento, questo va ad influenzare i fili, facendoli cambiare colore da blu scuro a blu e viceversa, con pattern che prendono forma e si dissolvono. Questa visualizzazione influisce su un oggetto fisico ben noto, cambiando la sua natura nella stessa innaturale maniera in cui le onde agiscono sulle nostre vite.

Arte e neuroscienze | L’indiscreto


Su L’indiscreto un articolo che indaga il rapporto tra arte e neuroscienze, una continuazione eterna del dualismo scienza e umanesimo. Un estratto:

Nel 1959 C.P. Snow, il fisico molecolare che in seguito divenne romanziere, affermò che la vita intellettuale occidentale è divisa fra due culture: quella scientifica, che si occupa della natura fisica dell’Universo, e quella umanistica – letteratura e arte – che si è interessata alla natura dell’esperienza umana. Avendole vissute e sperimentate entrambe, Snow era giunto alla conclusione che questa divaricazione fosse sorta perché nessuna delle due culture comprendeva le metodologie o gli obiettivi dell’altra. Per far progredire la conoscenza umana ed essere di beneficio alla società, sosteneva, scienziati e umanisti devono trovare il modo di colmare lo iato tra le loro due culture. Da allora le osservazioni di Snow, fatte nel corso della prestigiosa Robert Rede Lecture all’Università di Cambridge, hanno dato vita a un notevole dibattito su come tale divario potrebbe essere colmato.
Il mio scopo è quello di illustrare un modo per farlo, concentrandomi su un punto comune in cui le due culture possono incontrarsi e influenzarsi a vicenda nelle neuroscienze e nell’arte contemporanea. Tanto le neuroscienze quanto l’arte astratta si pongono, in modo diretto e coinvolgente, domande e obiettivi che sono centrali per il pensiero umanistico. In questa ricerca condividono, in misura davvero sorprendente, alcune metodologie.

Il Terrore Cosmico da Poe a Lovecraft – Parte terza | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la terza puntata del Terrore cosmico, da Poe a Lovecraft. I confronti della visione lovecraftiani con quella di Nietzsche s’intrecciano e danno a origine a interessanti punti di vista. Qui e qui le puntate precedenti.

Lovecraft condivide con il filosofo tedesco non solo l’anticristianesimo pagano ma anche  la vuota inclinazione che ha l’uomo  verso l’esistenza umana, priva di una qualsiasi “verità”, perché costretta a una incessante e inevitabile lotta per la sopravvivenza, la quale si pone oltre i limiti morali di bene o di male in quanto noi  non  possiamo «discendere o salire ad alcun’ altra “realtà”, salvo appunto quella  dei nostri istinti…». Il dogma  del cristianesimo viene ridotto a essere visto solo come un ingenuo punto di vista dovuto all’inconsapevolezza degli uomini  o un’impostura religiosa. «L’obiezione generale mossa al cristianesimo è che esso ha soffocato la libera espressione artistica, calpestato benefici istinti e creato falsi e ingiusti modelli. Sulla base di questa convinzione, un mio amico, il signor Samuel Loveman, ha scritto una magnifica Ode a Satana.[…]La nozione di Dio è la logica conseguenza dell’ignoranza, perché la mentalità primitiva non concepisce alcuna azione che non sia il risultato di un atto di volontà di un determinato individuo.» In poche parole, per lo scrittore non esiste e non è mai esistita nessuna “retta via” ma più propriamente siamo e saremo sempre vittima di un profondo e intangibile dissidio cosmico, universalmente imparziale per tutti. «Ma non possiamo far predizione né determinare il futuro, perché non siamo nient’altro che creature condannate a un destino cieco.» È ovvio, quindi, che un siffatto sistema  non può assolutamente coabitare  con  degli “esseri umani” ma più naturalmente con delle “bestie” la cui natura selvaggia e stolta  vi convive  in perfetta  armonia e simbiosi. Ma Lovecraft, forse, sta parlando degli uomini? La sua arte macabra nasconde una drammatica denuncia all’infernale condizione umana resa difficile nella dura e brutale lotta per la sopravvivenza contro i suoi simili?

Melani de Luca – Post-Butt, The power of the image | Neural


[Letto su Neural]

Qual è il vero valore culturale e sociale dei glutei femminili nella nostra contemporaneità inflazionata dalle immagini? Quello che diamo per scontato essere attrazione sessuale o allusione ha più significati e sfumature nel suo uso pervasivo sui mass media e sui social media. La tesi dell’autore è che il fondoschiena è più contemporaneo di altre caratteristiche sessuali, ed è stato spinto soprattutto dalla viralità online. Il che è plausibile se pensiamo alla battaglia senza fine con i filtri automatici di Facebook contro la nudità, e a come i glutei sono di solito più facilmente consentiti o se pensiamo al termine “belfie” (selfie del fondoschiena), accettato nella lingua sia parlata che scritta. E nell’immensa vastità delle immagini erotiche online, che come l’autore evidenzia in maniera continua spostano la linea di confine fra “porno” e “non porno”, noi possiamo trovare molte immagini controverse con i glutei come elemento principale che sono considerate “non”. Con il primo scritto (stampato) sulla parte posteriore della biancheria intima femminile indossata, il libro fornisce sei capitoli visivamente ricchi. I testi sono interamente un’escursione intrigante sulla percezione e sulla tolleranza della società esposta ai fondoschiena, e al suo uso e significato strategico. L’iconografia è composta da estratti di account Instagram di persone celebri, screenshot di video hip-hop e pop, nonché da film classici e chirurgia implantare. Tutte le immagini sono stampate in bianco e nero, appianando la rispettiva estetica programmata e accentuando le ricorrenti somiglianze, illustrando lo studio in modo attento e coerente.

La Ragazza con la Valigia

Ironia e parodie, racconti di viaggio e di emozioni…dentro, fuori e tutt’intorno !!

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

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