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Archivio per marzo 6, 2018

Il Terrore Cosmico da Poe a Lovecraft – Parte quarta | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la quarta parte della lunga esposizione sul Terrore Cosmico da Poe a Lovecraft. Qui, qui e qui le tre puntate precedenti.

«La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.» Lovecraft con una sintetica e nota definizione suggerisce il profondo legame tra  gli abissi incomprensibili della realtà e il panico che emerge dall’impossibilità di reagire direttamente per dominare tali situazioni alterate. Il terrore che ne segue  provoca una paura psicologica legata a elementi terreni o metafisici  che sfuggono al controllo umano a causa di un “caos minaccioso” dove l’uomo viene concepito come un bambino che si è smarrito nel bosco: la sua sopravvivenza viene costantemente minacciata da una Natura sconosciuta e avversa agli occhi dell’uomo. In tale situazione di panico, l’improvviso ululato di un vento impetuoso provoca, nell’immaginario infantile del bambino, la paura di essere aggredito da dei fantasmi se non provvede subito a trovare un riparo. Di conseguenza, nella fantasia del fanciullo, sorgono, come istintiva reazione fobica, proprio quelle “creature mitiche” che si sostituiscono alle vere cause. Lovecraft, nel suo saggio, ci dà un esempio illuminante nell’esprimere la reale natura dell’orrore cosmico e scrive: «I bambini avranno sempre paura del buio, gli uomini il cui spirito sia sensibile agli stimoli  ereditari tremeranno sempre al pensiero di nascosti ed incommensurabili universi  pregni di strane forme di vita, le quali pulsano al di là del vortice celeste o premono minacciose alle porte del nostro mondo, abitando dimensioni spaventose che solo i morti o i folli lunatici possono riuscire a scorgere. Su tale base non fa certo meraviglia che esista una letteratura del terrore cosmico

Paul Kramer – Song Cycle (Vol.1) | Neural


[Letto su Neural]

Qual è il nostro personale e privato patrimonio musicale conservato nel nostro cervello? Noi collezioniamo canzoni da quando eravamo bambini ed esiste una memoria indefinita per loro. Alcune sembrano fisse, alcune le possiamo ricordare a piacimento, alcune riemergono nei sogni, o per qualche inspiegabile ragione, e alcune le possiamo ricordare quasi perfettamente non appena le si ascolta di nuovo, anche dopo molti anni. Il mistero dei nostri ricordi sulle canzoni sono interpretati in modo performativo da Paul Kramer, che risponde alla domanda iniziale, cantando e registrando tutte le canzoni che può ricordare in “sessioni” che sono associate a dettagli precisi sulle canzoni stesse. La dimensione privata, incredibilmente favorita dai social media (pensiamo solo a quanto siamo desiderosi di rapportarci con le celebrità), è quindi elevata all’essere sempre disponibile verso un pubblico. Kramer si basa su tutto quello detto sopra, esibendo il canto privato e libero come atto di lunga data, usando come mezzo la sua voce. Questo libro raccoglie le liste dettagliate di performance prese in oltre sessanta sessioni che coprono sette anni (2006-2013). Sono “introdotte” o spezzate da alcune citazioni, ma soprattutto dai commenti dell’autore, che rinforzano l’ingenuità del metodo, descrivendo, ad esempio le proprie regole e i dettagli di questa tecnica. Nell’insieme risulta un ritratto abbastanza intimo, una sorta di stampa-streaming della memoria sonora di una persona nel dettaglio, inclusa l’originale manifestazione dal vivo. Ma mettendolo in relazione a un servizio vocale basato su cloud, può essere considerato come una sarcastica sorveglianza di reverse engineering, in cui la memoria sonora viene distribuita sulla carta e cantata come se fosse l’ultima volta.

Rispondendo a qualche domanda di Roberta Canu… | N I G R I C A N T E


Sul blog di Michele Nigro è referenziata un’interessante intervista che gli è stata fatta recentemente; estrapolo un brano per far comprendere il tono della chiacchierata.

Come nascono le tue opere? Ovvero da dove prendi ispirazione.

Anche quando scrivo “fantasie”, quelle appartenenti alla cosiddetta letteratura non mimetica, la fonte principale d’ispirazione resta sempre “la vita” reale: quella personale, quella degli altri, quella passata e addirittura quella futura. In un racconto è più facile allestire una “struttura” capace di mantenere in piedi i vari elementi esistenziali che poi “spacciamo” per cose capitate ai personaggi. Nel mio ultimo racconto lungo, per esempio, in uscita su StreetLib Stores (sia in ebook che in cartaceo), pubblicato per le “edizioni nugae 2.0” e intitolato “Call Center – reloaded”, attingo a piene mani da passate esperienze lavorative personali anche se alla fine la storia prende una “piega fantasy” con timide sfumature noir. Nel Novecento era definito “realismo magico”…

Con la poesia non si può “barare”: anche se nel verso non scendi nei particolari, non descrivi, non fai nomi e non ti riferisci a fatti riconoscibili, sei genuinamente te stesso, sei più vero e concreto anche se tutto sembra più effimero e impalpabile; sei l’essenza del tuo stare al mondo. In realtà non siamo noi a prendere ispirazione; non decidiamo niente: è l’ispirazione che “sceglie” qual è il momento migliore per realizzarsi in noi. Quando non abbiamo ispirazione non è perché essa non c’è; è solo che in quel momento non teniamo aperti i canali giusti affinché si manifesti. Forzarla produce solo cose mediocri: è inutile stare ore davanti a un foglio o una tela; meglio uscire, fare altro, lasciarsi trovare dalla parola… (continua)

Resurrection – Dolorosa


L’istante di una complessa elegia fisica, orgasmica prestazione dell’essere surreale.

Miskatonic University consiglia: “I Signori della Notte, storie di vampiri italiani” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione, molto dettagliata, alle opere contenute in I Signori della Notte, storie di vampiri italiani, antologia di racconti vampireschi italiani. Eccone un estratto:

Il secondo paletto, sempre secondo noi, è il più appuntito di tutti: La forca deilamenti del maestro Danilo Arona è un vero e proprio incubo con la “I” maiuscola; un folle delirio con al centro una base NATO abbandonata in tutta fretta e in circostanze mai del tutto chiarite e un prode scrittore che viene incaricato dal cinico editore di turno di andare a visitarla con lo scopo di ricavarne materiale per un best seller. Ottimo anche La Sanguigna di un altro pezzo da novanta, quel Nicola Lombardi che da almeno trent’anni sforna capolavori e che in questo caso si prende una vacanza dalle sue nebbiose lande emiliano-romagnole per raccontarci, con uno stile carico di erotismo malato, di un’antica e terrificante creatura della tradizione dolomitica.

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… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

Istanze & Fantasmi

poesie seminate, di Martina Campi

Astro-Sirio

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The Twittering Machine

Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

ON THE ROAD

Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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