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Archivio per maggio 13, 2018

Civiltà “sotterranee” nel mito, nell’occultismo e nella “realtà alternativa” – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un post lungo e dettagliato su cosa significa indagare La tematica delle Civiltà Sotterranee nell’ambito della Letteratura di Fantascienza. Lì dove la SF opera su un substrato fantastico s’insinuano le remotissime leggende di cui l’uomo ha sempre avuto memoria, esseri arcaici, divinità, entità disincarnate e oscure che si muovono all’interno di sacche quantiche del reale, lì dove è meglio non cacciare il naso, come diceva Lovecraft.

Si può dare credito a (o anche solo prendere in considerazione) tutte le credenze tradizionali che veicolano l’esistenza di un mondo al di sotto del nostro, all’interno del globo terrestre o piuttosto in una dimensione altra difficilmente definibile secondo i criteri della fisica sperimentale? Questa idea che all’uomo contemporaneo può apparire folle ha d’altro canto, fin dall’alba dei tempi, esercitato un fascino inconsueto e continuo sull’umanità tutta, attraverso le varie ère: e ancora oggi, sebbene recepita sotto forme diverse, continua ad esercitarlo.

Nell’arco dei millenni ci sono giunte, praticamente da ogni tradizione del globo, leggende su civiltà ormai scomparse — o quantomeno scomparse dalla superficie, ovvero con riguardo al nostro piano dimensionale di esistenza — che si sarebbero rifugiate, per evitare l’annientamento definitivo, sottoterra o in un altro piano dimensionale, sovrapposto al nostro sebbene raggiungibile unicamente in condizioni particolari e straordinarie, nonché spesso del tutto casuali e non prevedibili.

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Lo sai, vero?


Cosa hai costruito in questo breve lasso di tempo eterno? L’infinito, dici? Lo sai che sono due concetti molto molto diversi, vero?

Arcane simbologie


Ti perfezioni in un abisso temporale di iati indifferenziati, poi le simbologie sono arcane estensioni del Male e tu non puoi fare altro che bissarti nella distesa energetica che sei.

Due spiccioli…


Il costo di una definitiva spersonalizzazione si misura con l’invasività delle multinazionali.

Guerra agli ulivi/3 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un’inchiesta a puntate di Alessandra Daniele sulle filiere biologiche sintetiche dietro cui si nascondono – nemmeno troppo – le multinazionali della rimappatura proprietaria della Natura, per arrivare a una società dove mangiare sia un diritto delle aziende mondiali, da pagare a caro prezzo. Non ci siamo così lontani…

In molti si sono già attrezzati per ‘il salto’:
Droni impollinatori vengono già commercializzati dalla Aermatica 3D, e l’anno scorso i Giapponesi dell’Aist di Tsukuba ne hanno brevettato uno piccolo come un colibrì.
Wallmart ha presentato un brevetto per api robotizzate autonome,  un drone più avanzato dotato sensori e telecamere per rilevare la localizzazione delle coltivazioni.
Ma il progetto più inquietante, tenuto a battesimo dalla US Defense Advanced Research Projects Agency e attualmente in via di sviluppo da parte di un team della Harvard University, è sicuramente il RoboBee, un robot volante di 3 cm con sensori di visione, utilizzabile per l’impollinazione artificiale ma anche per fini di sorveglianza.
Lo scenario profetizzato da Hated in the Nation non è poi così irrealistico.
Come non è poi tanto irrealistico prevedere che droni e robot impollinatori siano destinati alle coltivazioni dell’agroindustria, e non alle migliaia di piante spontanee la cui sopravvivenza non genera profitto.
Mi chiedo poi se debba considerarsi irrealistica la sostituzione con droni e robot anche degli uccelli, delle lucertole, degli anfibi, e di tutti gli animali che subiscono la contaminazione da Imidacloprid.

Fra questi gli uccelli sono colpiti in maniera particolare, visto che l’insetticida entra nella loro catena alimentare sia tramite i semi trattati che attraverso insetti contaminati.
Gli effetti dell’esposizione sono stati testati su uccelli migratori granivori, che hanno mostrato un calo significativo delle riserve di grasso e della massa corporea, e la perdita della capacità di orientamento nella migrazione.

Uno studio olandese ha approfondito le cause del declino della popolazione aviaria insettivora nelle aree dei Paesi Bassi dove è presente una maggiore contaminazione da Imidacloprid nelle acque. L’indagine ha registrato percentuali di diminuzione degli uccelli fino al 3,5% in media ogni anno, non solo a causa dell’alimentazione con insetti contaminati, ma per la penuria di cibo causata dalla forte riduzione del numero degli insetti stessi, uccisi dal pesticida.

È un fenomeno simile a quello osservato oggi in Francia, dove decine di specie aviarie insettivore hanno visto le loro popolazioni ridursi vertiginosamente negli ultimi 15 anni – in alcuni casi di due terzi – a causa della scomparsa degli insetti nelle aree caratterizzate da estese monocolture di grano e mais, pesantemente trattate con pesticidi.
Benoit Fontaine biologo del Muséum national d’Histoire naturelle e coautore dello studio francese, definisce la situazione catastrofica: “le nostre campagne stanno diventando un vero deserto.

Ed è questo forse il modello a cui ci stanno preparando: il deserto. Il deserto di un’agricoltura senza contadini né braccianti, priva del canto degli uccelli e del volo delle api, dove l’unica vita consentita sia quella brevettabile.

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