HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per giugno 29, 2018

Interpol – Lights


La sottile inquietudine di un clip erotico, disturbante, racchiuso in un latex surreale postmoderno da sottomissione. [Via Morfea].

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[Estate 2018] Intervista a Gianfranco Nerozzi | nonquelmarlowe


Dal fantastico Lucius Etruscus una bella intervista a Gianfranco Nerozzi, re dell’horror_psycho_thriller,oscuro nostrano, la cui gran capacità di scrivere è un faro scurissimo nel giorno malamente illuminato della nostra realtà. Un estratto:

Per chi non ti conoscesse, chi è Gianfranco Nerozzi?

Io sono un camaleonte, un cantore dell’alfa e dell’omega, un uomo che si aggira… Chi ha visitato il mio sito sa cosa intendo: The man comes around di Johnny Cash è la soundtrack che accompagna la mia biografia, perfetta a dir poco: voce scura e rauca, dolce e profonda, malinconica e dura. Grande tenerezza e forza. Esatto emblema della mia poetica e del mio stile di scrittura. Concettualmente io sono un investigatore della paura, un combattente della parola. Qualcuno mi ha definito: il più romantico degli scrittori horror, e il più sanguinario e violento degli scrittori noir. Opposti estremismi, quindi, che si confrontano in modo dolce e selvaggio. Sono cintura nera di karatè e di Ninjutsu. E ho fatto anche il musicista e il pittore. Ho vinto qualche premio letterario importante. E tanti invece non li ho vinti. Qualche giornalista in vena di scherzare mi ha definito lo Stephen King italiano, che se non ci paragoniamo agli stranieri noi italiani non siamo contenti, e comunque sia, non lo sono certo nel conto in Banca, ma che diavolo! Sono fondamentalmente uno scrittore disperato, erotico, ma mai stomp (non mi piace ballare, o pestare i piedi a vanvera – in quanto si sa: che i duri non ballano!) Con più di una trentina di romanzi pubblicati, e innumerevoli racconti, ho spaziato nelle diverse tipologie del thriller. Ho scritto anche romanzi per ragazzi e molte spy story (anche se queste in realtà le produce il mio alter ego Jo Lancaster Reno).

 

Incapacità di riconoscere i visi – ORME SVELATE


Credo di soffrirne. Prosopagnosia. Da Orme svelate.

Immagina di dover incontrare dei colleghi per cena, ma non riesci a ricordare come sono i loro volti. Per alcuni, questa è una realtà, poiché le persone con cecità facciale o prosopagnosia (DP) evolutiva hanno gravi difficoltà nel riconoscere volti, compresi quelli di familiari e amici, nonostante non abbiano riportato danni cerebrali (ad es. Traumi cerebrali, lesioni alla testa). Uno studio di Dartmouth, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, rileva che la prosopagnosia evolutiva si verifica spesso a causa di un problema neurobiologico nel cervello, che influenza ampiamente il riconoscimento visivo. Questi risultati indicano che le anomalie neurali in molte persone con DP sono più diffuse di quanto suggerito in studi precedenti. Per la ricerca, il team di Dartmouth ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per misurare le risposte del cervello ai video clip che mostrano volti, oggetti, oggetti criptati, scene e corpi. Hanno poi confrontato queste risposte in 22 persone con prosopagnosia evolutiva e 25 partecipanti di controllo per determinare quali regioni del sistema di elaborazione facciale possono essere anormali e se le regioni che rispondono preferenzialmente a scene, corpi o oggetti rispondono in modo anomalo nei prosopagnosici. Questo è il primo studio di DP che utilizza video di facce commoventi ed è più in linea con il modo in cui si sperimenta il mondo, rispetto ad immagini statiche di volti. È anche il primo studio fMRI nel suo genere a indagare l’attività nelle aree di scena e del corpo. I ricercatori hanno esaminato 12 aree selettive del viso in tutto il cervello (sei aree selettive del viso in ciascun emisfero). Queste sono diverse parti del cervello che sono interconnesse e formano la rete di elaborazione del volto. I risultati hanno mostrato che le DP avevano risposte ridotte ai volti ma risposte normali a oggetti, scene e corpi in tutte le 12 aree selettive del viso. Lo studio ha anche esaminato il modo in cui i DP hanno risposto alle categorie visive, come le aree di scena, le aree del corpo e le aree dell’oggetto. Una volta individuate delle aree selettive rispetto ad una categoria, i ricercatori hanno valutato quanto fortemente sintonizzata era una particolare area corticale rispetto ad una specifica categoria; se la corteccia non si sviluppa correttamente, ne conseguono deficit comportamentali. Rispetto ai controlli, i PS avevano riduzioni pronunciate nelle loro risposte alle scene e riduzioni marginali nelle loro risposte ai corpi. Tuttavia, le risposte dei DP agli oggetti nelle aree degli oggetti erano normali e identiche a quelle dei controlli. I partecipanti allo studio con prosopagnosia evolutiva hanno ridotto le risposte non solo alle aree del viso ma anche alle aree di scena e alle aree del corpo. Questi risultati suggeriscono che la maggior parte dei casi di prosopagnosia evolutiva non è causata dalla mancanza di esperienza con i volti durante lo sviluppo, ma da una più ampia causa neurobiologica che interessa tutti e tre i tipi di aree. Inoltre indicano che il deficit tra aree del viso, aree di scena e aree del corpo può essere dovuto a un’ampia regione di corteccia che non si è sviluppata correttamente. In altre parole, queste aree non sono state cablate correttamente durante lo sviluppo. La ricerca precedente sui disturbi del riconoscimento visivo si è concentrata quasi interamente sulla prosopagnosia; tuttavia, i risultati indicano che molti DP hanno deficit che si estendono oltre le aree del viso e sembra probabile che le anormalità nelle aree di scena e del corpo causeranno problemi con la percezione della scena e del corpo.

Futuro in bilico, storia della distopia | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Il futuro in bilico, storia della distopia tracciata da Elisabetta Di Minico. Intrigante, no?

Il futuro in bilico riflette sulla distopia nell’orizzonte della finzione letteraria, fumettistica e cinematografica, quanto nei percorsi storici e socio-politici degli ultimi 150 anni.

Attraverso lo studio di opere fondamentali come 1984, Il mondo nuovo, Fahrenheit 451, Kallocaina, Il racconto dell’ancella e V per Vendetta, il testo parte dall’immaginario distopico e fantascientifico per svelare provocatoriamente i sistemi di violenza e controllo e i processi di manipolazione e repressione che caratterizzano la società contemporanea, sia in contesti totalitari/autoritari, sia in realtà democratiche. L’analisi comprende un’indagine sulle ragioni della violenza psicofisica a cui l’autorità distopica sottopone i suoi cittadini, sull’uso del linguaggio, della cultura e dell’informazione come strumento di condizionamento, sui processi di sacralizzazione della politica e sulla trasformazione dello spazio in un mezzo di propaganda o intimidazione.Il saggio è accompagnato dalle tavole di alcuni illustratori di fama nazionale e internazionale (Bryan Talbot, Gary Erskine, David Tallarico ecc.).

 

Chris Drange – Relics | Neural


[Letto su Neural]

Instagram come fenomeno visivo e sociale, con i suoi settecento milioni di utenti in tutto il mondo, dovrebbe essere uno degli argomenti e degli spazi virtuali preferiti per le tesi di laurea. E a quanto pare lo è se uno di questi studenti ha suscitato l’interesse di un importante editore d’arte (Hatje Cantz) per pubblicare la sua tesi. Il lavoro di Drange è semplice ed efficace. Egli ha accoppiato i post di Instagram di una donna celebre con il commento di un’altra donna. Sono stampati su pagine nere, ne esaltano il formato e il colore e spesso si presentano come un dialogo reale, assurdo, ovviamente inesistente. Nella sua breve introduzione, scrive di una “nuova forma di culto” in cui gli smartphone diventano “shrine device”, e il contenuto selezionato non fa che rafforzare questo concetto. Le celebrità sono le più seguite su Instagram: Miley Cyrus, Selena Gomez, Ariana Grande, Gigi Hadid, Kendall Jenner, Kylie Jenner e Kim Kardashian. L’illusione di un rapporto diretto con loro è il santo Graal per ogni fan serio. L’ambiente lo permette formalmente, con milioni di canali di comunicazione diretta aperti tra le celebrità e i fan. Il registro formale visivo utilizzato da Drange è impressionante, con un confronto schietto fianco a fianco, pagina dopo pagina, tra l’eccitato culto del fan e la star ufficiale in una posa iconica. Infine, possiamo considerare Relics non troppo distante da un classico libro d’artista, che campiona cinicamente la cultura pop digitale e induce il gusto inquieto della modernità.

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

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Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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