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Archivio per luglio 24, 2018

Tempo Tempo, smarter faster better | Neural


[Letto su Neural]

Anche se non lo conosciamo o non lo notiamo, tutta la nostra società è il prodotto di metodologie introdotte all’inizio del XX secolo, principalmente il fordismo e il taylorismo, concepiti per ottimizzare la produzione industriale, aumentando scientificamente l’efficienza dei lavoratori. “Tempo Tempo” è un’installazione di Sanela Jahić, composta da un doppio canale video e da un oggetto cinetico. I due video si confrontano, fianco a fianco, con filmati d’archivio dei pionieristici studi sul tempo e sul movimento di Frank Bunker Gilbreth nella stessa epoca di Ford e Taylor, accanto a filmati moderni provenienti da una fabbrica in cui i lavoratori stanno riflettendo sulla robotizzazione della loro produzione, alternati a statistiche che confrontano i costi dei robot e dei lavoratori. L’oggetto cinetico è un metronomo che produce scintille, richiamando la luce usata nelle quantificazioni di Gilbreth. L’intero ritmo dell’installazione si unisce al concetto, dettando il tempo per essere vista il quale svela perfettamente anche la questione dello storico capitalismo.

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Al sole inumano


Affiorano oltre, in quell’altrove indefinito, le rimanenze di un’esistenza infiammata d’inutili valori, abbagli lasciati evaporare al sole inumano dei Grandi Antichi.

Jacques Rancière – The Groove of the Poem, reading Philippe Beck | Neural


[Letto su Neural]

Il rapporto tra il mondo della musica e quello della letteratura è stretto, grazie ai suoni condivisi, a qualche tipo di struttura, e soprattutto all’immaginario che entrambi hanno costruito per destare. La poesia in particolare può essere estremamente informativa sulla produzione di suoni con il proprio uso delle parole e del ritmo. Philippe Beck è un poeta francese, che ha collaborato con musicisti su varie opere tra cui musica contemporanea e acusmatica. Egli compone poesie che possono essere evocative, soprattutto se legate al suono. È quello che a un certo punto Rancière, scrivendo e curando questo libro, descrive come una “virtualità dell’incanto e dell’istruzione”. La capacità di Beck di creare un’immagine sonora nel suo uso delle parole risuona effettivamente nella nostra mente. Come per le opere d’arte concettuale che evocano l’arte che poi si forma nella nostra immaginazione, qui i suoni vengono trasmessi attraverso una sofisticata articolazione e poi suonati attraverso meccanismi che risiedono nella nostra mente. Si tratta di un dispositivo sofisticato, molto diverso dalla poesia sonora esplicita o astratta, che sono direttamente rivolti alle nostre orecchie. Nella sua “Musica”, per esempio, si descrive l’attraente potere istintivo della musica e l’azione di un’ascia è accoppiata con un’arpa eolica. Questa qualità, insieme alla struttura del suo lavoro, viene qui discussa attraverso analisi e conversazioni. Ma la sua poesia è un esempio di come possiamo immaginare la sound art usando il linguaggio come mezzo di trasmissione e la nostra mente come strumento di gioco e possibilmente anche di memorizzazione.

Affaticato


Affaticato nel definire le occorrenze surreale, assapori un lungo abisso di cera mobile lì dove le paratie divengono espanse, surreali ed eteree.

The Aerographer, spatial anxieties | Neural


[Letto su Neural]

Luiz Zanotello pensa che interpretare le differenze e stabilire i confini stia generando “ansie spaziali” soprattutto perché siamo inclini a una mediazione tecnologica che sta accentuando la nostra crescente incertezza. Egli interpreta poi questi sentimenti nella sua installazione “The Aerographer”, misurando il flusso d’aria in diversi punti all’interno di una stanza, le cui differenze causano il movimento di una serie di nodi di plastica bianca. Questi nodi possono muoversi su assi diversi, cambiando le connessioni tra le linee, diventando una visualizzazione dei cambiamenti nella topografia dell’aria. Si tratta di un display cinetico che agisce in modo autonomo attraverso anemometri che misurano le variazioni di temperatura, rilevando così la velocità dell’aria. Ciò che mostra alla vista è una metafora di un costante cambiamento e adattamento al resto del sistema. Che è quello che fanno tecnicamente le reti e che cosa fa di conseguenza la società, indotta da flussi invisibili ma presenti e influenti.

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