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Archivio per settembre 4, 2018

L’informatica del dominio e la profilazione dell’immaginario – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione di Gioacchino Toni a L’informatica del dominio e la profilazione dell’immaginario, saggio del collettivo Ippolita. Un estratto:

Parlare di Open Source Economy è ben altra cosa, nonostante le apparenze, rispetto a parlare delle libertà su cui si è fondato il movimento Free Software, sottolinea il gruppo Ippolita. Premesso ciò, nel volume si passa a spiegare  come, nonostante le promesse  di “verità oggettive” e di poter gestire l’intero universo delle conoscenze presenti in internet, dietro a Google si celino in realtà sofisticate strategie di marketing e di propaganda al fine di produrre e propinare pubblicità personalizzate in base alla profilazione degli utenti. In altre parole «lo sfruttamento ad ogni livello dell’economia relazionale messa in moto nei confronti degli utenti» (p. 173).

Proponendo agli utenti il materiale che essi stessi hanno fornito alla rete, Google è davvero una macchina che si costruisce sfruttando l’utilizzo che ne fanno gli utenti. «I dati degli utenti sono diventati un enorme patrimonio economico, sociale e umano. Soprattutto sono rilevanti i metadati, ciò che descrive i dati e ne consente l’interrelazione. Ciò che sta attorno ai contenuti, ovvero le relazioni dei contenuti con altri contenuti, il luogo in cui sono stati generati, il tipo di dispositivo e così via» (p. 174).

Dietro alla narrazione esaltante la molteplicità dell’offerta volta alla personalizzazione dei servizi non è difficile individuare l’intenzione di «diffondere una forma di consumismo adatta all’economia internazionale: la personalizzazione di massa delle pubblicità e dei prodotti. Il capitalismo dell’abbondanza di Google procede a un’accurata schedatura dell’immaginario dei produttori-consumatori (prosumer), a tutti i livelli. Infatti gli utenti forniscono gratuitamente i propri dati personali, ma anche suggerimenti e impressioni d’uso dei servizi; gli sviluppatori collaborano all’affermazione degli strumenti “aperti” messi a disposizione per diffondere gli standard di Google, che rimangono sotto il vigile controllo di Mountain View; i dipendenti di Googleplex e degli altri datacenter si riconoscono pienamente nella filosofia aziendale dell’eccellenza. La profilazione dell’immaginario non è che l’ultima tappa del processo di colonizzazione capitalistica delle Reti che abbiamo chiamato onanismo tecnologico. La mentalità del profilo si ammanta di dichiarazioni a favore della “libera espressione degli individui”, salvo poi sfruttare quelle “espressioni” per vendere luccicanti e inutili prodotti personalizzati» (pp. 174-175).

Certo, ricorda il collettivo Ippolita, i social network hanno avuto un ruolo importante anche in alcune sollevazioni nordafricane, arabe, asiatiche e in fenomeni come Occupy Wall Street ma, nonostante le mitizzazioni che individuavano nei social network incredibili potenzialità democratiche capaci di produrre e sedimentare confronti orizzontali, occorre constatare che, oltre all’indubbio ruolo avuto nel chiamare a raccolta nelle piazze, le piattaforme sociali commerciali, in tutti questi casi, non sembrano aver sedimentato dibattito e attivismo duraturi.

Se insomma il mondo di Google – e dintorni – appare come un’abile macchina di profitto basata su abilità comunicative e tecnologiche (spesso derivate dalle ricerche open source), per invasività nulla è forse paragonabile a Facebook, tanto da meritare da parte di Ippolita l’appellativo di «fuoriclasse del controllo sociale». A tutto ciò il gruppo Ippolita non risponde invocando azioni di boicottaggio nei confronti di Google o dei vari social network presenti sulla rete, ma proponendo percorsi di autoformazione per un uso critico delle fonti e delle tecnologie imperanti in internet; la consapevolezza come prerequisito utile a sottrarsi dal dominio tecnocratico.

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Salem, tutti assolti | La misura delle cose


Sul blog LaMisuraDelleCose un post molto dettagliato su cosa è stato Salem, la caccia alle streghe, il Puritanesimo e la conseguente fanatica adesione alla religione. Un vero e proprio atto di fascismo ante litteram e, di conseguenza, l’estremizzazione del concetto di bigotto. Un estratto:

Il processo alle “streghe” di Salem, colonia inglese del New England, ha inizio il 2 giugno 1692. Un crescendo di accuse si scatena nella piccola comunità di fede puritana a partire dagli strani comportamenti di due giovanissime, le quali iniziano a tessere una rete di sospetti virali fino all’istituzione di un tribunale ad hoc il 27 maggio 1692. La vita nella colonia era regolata da codici ferrei. Chiunque manifestasse comportamenti stravaganti o non comuni era ritenuto colpevole di scatenare l’ira del Signore e durante tutto il XVII secolo chi non frequentava regolarmente la chiesa era considerato un reietto o tabù. La presenza del diavolo era ritenuta una verità assoluta, Satana stesso un’entità reale.

La cieca paura giocò un ruolo determinante nelle vicende di Salem. Dopo l’abolizione del tribunale, molti esponenti della comunità sentirono di dover esprimere scuse pubbliche, tra questi Samuel Sewall, unico giudice della corte a manifestare rimorso per la morte di vittime innocenti. Negli anni successivi furono adottate delle misure giuridiche per evitare che tali ingiustizie si verificassero ancora: nel 1702 i processi di Salem furono considerati illegittimi e nel 1711 la colonia approvò una legge che ristabiliva il buon nome degli accusati, il Reversal of Attainder (Atto di revoca della perdita dei diritti civili), mentre nel 1957 lo Stato del Massachusetts ha emesso delle scuse formali per gli eventi del 1692-93.

Le prove “spettrali”

Tra gli uomini scelti a sovrintendere ai processi c’era John Hathorne, il quale assumeva che tutti gli accusati fossero colpevoli incoraggiandoli non solo a “confessare”, ma anche, per salvare la vita e l’anima, ad accusare altri presunti implicati. Tra le “prove” ritenute valide dai giudici rientrava la presenza di segni insoliti sul corpo come macchie della pelle, voglie, cicatrici. Le prove più comuni e accettate erano quelle cosiddette “dello spettro”, cioè la testimonianza da parte delle vittime di avere visto gli spettri o i fantasmi delle “streghe” in sogno o visione. Un’altra prova, fortemente criticata per la sua scarsa validità, consisteva nel condurre l’accusato bendato nella stanza dove era il suo accusatore; se toccando l’afflitto l’attacco si fosse fermato, l’accusato era ritenuto colpevole. Si opposero a queste tecniche molti ministri di culto tra cui Cotton Mather, e anche grazie alle sue insistenze il tribunale fu sciolto dal governatore Phips nell’ottobre 1693, e l’uso delle prove spettrali respinto.

[Vampires] – Rituals – la bellezza dell’oricalco – GeNeTiC SinapSyS v3.1


Mauro “Oblio” torna con un post in cui riconosco tanti bellissimi concept che sento miei. Vi riporto integralmente qui sotto le sue fantastiche suggestioni.

‘Vale ben meglio un’oncia di buon sangue | che tutta la saggezza sonnolenta.’ (Guido Gozzano)

La fragilità è ben descritta dall’infrastruttura che supporta il dolore quotidiano nelle nostre costrizioni, nei passaggi a vuoto, nelle vie impervie senza sbocco d’uscita.
Pompanti muscolari definitivamente destinati all’interruzione del servizio e fluidi che s’arrestano in lunghezze d’onda luminose. Quasi ad essere evidenziati di luce radioattiva.
Blu venoso, ossidato nell’anidride carbonica sottopelle, senza pace scorre in reticoli preconformati da DNA ereditario. Siamo il prodotto di Spettri vissuti nei secoli; piccoli spermatozoi attraverso il Tempo delle Guerre, risultato d’alterne fortune e casualità senza progettazione finale. Il fato è un vascello tra le Leggi dei Grandi Numeri.
Rosso arterioso ricorrente/scorrente come malevolo alleato. Prosciuga l’energia in spasmodici movimenti: incessanti e decrescenti di nervi ad attivazione elettrica. Funzionalità basilari in batterie proteiche… scorre senza essere visto. Celato alla mente, celato alla coscienza, celato alla consapevolezza. Perché l’umano è un esperimento fallato. La cognizione del costrutto è informazione non necessaria al normale svolgersi delle funzioni. Un’ablazione priva d’obbligo se non la ricaduta non ritmica dell’organico. Necessario esperimento in cateteri sovradimensionati.
Ne vuoi ancora?

Sono rituali espressi nel buio tra luci e sciami d’insetti annegati nella ceralacca. Piccoli parassiti che s’annidano in ronzii non udibili tra gambe e vagine colanti, attirati da umori speziati nello spurgo nero. Sangue? Ne dicevamo poco fa. Rileggi la conformazione chimica. Nel mentre la mosca umana volteggia agganciata al metallo, in sublimi e barocchi matrimoni liberatori. Essa sopravvive in bolla priva di gravità annegata solo nel dolore che si protrae balsamico dalla mente e s’annida laggiù nel profondo delle viscere.

Dispiegherò le mie ali di seta tra l’acciaio ed il ferro come angelo caduto; passeggerò tra i riflessi al neon delle pozzanghere urbane assetato come lupo anelante il riempimento del Vuoto.
Verrò, per tutti voi, cantando nel sangue.
Viaggiatore oltre la luce dal 1801.

‘Lucien, ricordi il tramonto oltre la Senna?’

Humans Are Such Easy Prey

Filmhorror.com – Prima clip per “Suspiria”!


Come segnala FilmHorror, è disponibile un clip in lingua inglese per il nuovo Suspiria, di Luca Guadagnino. Giudicate voi, ma a me sembra imperdibile!

Strani giorni: Premio “I colori dell’anima” 2018


Ettore Fobo continua a mietere successi poetici. È bravo, lo merita davvero, ed è sempre un piacere segnalarlo.

Ho vinto il Premio “I colori dell’anima” nella sezione poesia singola. La premiazione si terrà ad Alassio, in provincia di Savona, sabato 29 settembre. Fornirò maggiori dettagli in prossimità dell’evento.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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