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NeXT Hyper Obscure

Archivio per settembre 25, 2018

Libagioni


Profonde libagioni dettate dalle empatie storte date del continuum: vedere ciò che è abissale non modifica nulla delle idiosincrasie isteriche, cibo degli integralisti del Positivismo.

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Galleria del Cembalo, nuova stagione 2018/2019 | Daniele Cascone


Sul sito di Daniele Cascone la segnalazione di una sua partecipazione a una Mostra a Roma. Ecco il dettaglio, ci vediamo lì?

La Galleria del Cembalo riaprirà venerdì 21 settembre con una selezione di opere di Antonio Biasiucci, Christopher Broadbent, Daniele Cascone, Davide Monteleone, Paolo Pellegrin, Malick Sidibé, Paolo Ventura.

Ingresso libero
Venerdì 21 settembre 2018 dalle ore 18:00 alle 20:00
Galleria del Cembalo
Largo della Fontanella di Borghese 19, 00186 Roma
www.galleriadelcembalo.it

Orari di apertura
da martedì a venerdì: 15:30-19:00
sabato orario continuato 11:00-19:00
oppure su appuntamento.

I festival Psytrance come forma d’arte | L’indiscreto


Su L’indiscreto un bell’articolo sulla musica Goa, una sorta di tribalismo psichedelico ed elettronico, molto ritmato anche se in modo cadenzato, ipnotico. Un estratto:

Qualcuno (forse io, forse altri) è andato a un festival di musica goa immerso nella natura e lì ha esperito quello che a suo parere era il più alto tipo di impressione artistica che sia dato provare nella vita. Non dimentichiamo che il cuore di queste occasioni è una serie di set di musica elettronica, ideati per essere vissuti a pieno in un particolare stato di alterazione mentale, stato che si raggiunge preminentemente tramite l’assunzione di sostanze psichedeliche. La tesi che voglio sostenere è che tali festival, allestiti d’estate nei più impensati e disabitati recessi naturali d’Europa e del mondo, sprigionino un’impressione estetica che non ha nulla da invidiare alle più elevate forme d’arte. Non dico che chi organizza i festival, monta gli stand, le tensostrutture sorrette da cattedrali di tiranti in canna di bambù, i teli colorati con motivi geometrici (non di rado immagini sincretiche e kitsch) che le coprono per decorarle in un tripudio di frattali di notte e fornire un po’ d’ombra di giorno, chi suona la musica, chi impila le casse in modo che emanino potenza, bassi profondissimi e un suono tridimensionale, sia il manipolo di più grandi artisti viventi. Né al contrario intendo sostenere che per ammirare l’arte sia preferibile una condizione di alterazione percettiva (tutt’altro, ci tornerò più avanti); ma che durante questi particolari happening, la cui organizzazione si è raffinata nel corso di decenni e in cui anche dettagli apparentemente insignificanti concorrono all’impensabile apoteosi estetica notturna, si può provare un sentimento estatico che l’arte è di rado in grado di sprigionare, e per una durata certamente non paragonabile a quella degli altri tipi di contemplazione artistica (anche quando questi avvengano a un livello perfetto di comprensione culturale e comunione con le opere). Fuori da un festival può capitare (raramente) di trovarsi nella condizione di delizioso privilegio estetico di godere di una sindrome di Stendhal, durante una di queste serate si è ragionevolmente certi di viverne almeno una ventina. Ecco di cosa sto parlando. E anche se l’obiettivo dell’arte non è necessariamente quello di innescare l’estasi, è anche vero che quando l’estasi si manifesta si è certi di essere in presenza di opere di grande impatto. Seguendo questo ragionamento, un particolare tipo di eventi che riesca a ottenere certamente tale risultato, che posto avrebbe tra le espressioni artistiche? Non saprei dirlo, ma sono sicuro che almeno un posto, tra le arti, lo meriterebbe.

Futuro invisibile, la rivolta contro il sistema non sarà come te la aspetti | Fantascienza.com


Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, un’epoca in cui la tecnologia è sempre più pervasiva e la nostra identità, la nostra vita, sempre meno private. Entriamo in un negozio e dopo qualche minuto Facebook ci propone pubblicità dei prodotti che erano in vendita in quel negozio. Ci tracciano, ci ascoltano, sanno tutto di noi e noi diciamo loro tutto, tramite i social, tramite le nostre tracce elettroniche. Allora forse la vera rivolta, il vero sovvertimento del sistema non sarà opporsi alla globalizzazione, opporsi alla finanza, opporsi all’autorità, ma semplicemente sparire. Diventare invisibili al sistema, non lasciare più tracce, costruirsi una vita non solo fuori dagli schemi, ma proprio del tutto fuori dal sistema.

È un po’ l’idea alla base del romanzo Futuro invisibile, di Emanuele Boccianti e Luca Persiani, un testo ricco di idee, di spunti sociali e filosofici, di teorie, in parte mutuate da fonti reali e in parte originali, che esce oggi in versione ebook (arriverà la versione cartacea in tempo per Stranimondi, dove il libro sarà presentato sabato 6 ottobre) e che ha vinto la nona edizione del Premio Odissea.

C’è da aggiungere altro? Io sono intrigato in un modo spaventoso. La news è su Fantascienza.com.

Lucrecia Dalt – Anticlines | Neural


[Letto su Neural]

Teoria e suono poetico possono combinarsi allo scopo di contemplare i loro stessi seminali nuclei e su Anticlines la corrispondenza che Lucrecia Dalt cerca di mettere in gioco sembra sposare proprio questa ambivalenza, dando vita ad uno spazio sonoro di sintesi speculativa e parola parlata. Sulla scia di quello che artisti come Laurie Anderson, Robert Ashley e Annea Lockwood hanno già fatto in passato, viene blandito un linguaggio alto ma in definitiva sempre accessibile, sia per chi segue con interesse certe scene ma anche per il grande pubblico, che è poco avvezzo nell’esplorare latitudini musicali non convenzionali. Abbiamo iniziato gli ascolti con “Edge”, dove i testi prendono le mosse dal mito di El Boraro, una creatura umanoide del folklore colombiano, non poi dissimile dal personaggio fantastico, un mostro amazzonico, protagonista del premiatissimo The Shape of Water di Guillermo del Toro. “Tar”, subito dopo, in maniera indiretta, pone impellenti questioni sullo stato del pianeta, declamando di lande terrestri dove inspirare potrebbe essere come respirare il catrame, con la voce lontana e notturna della sperimentatrice che racconta di un incontro a due nelle forme di “un tocco di atmosfere”. La versione LP/CD del progetto – che vede la luce per le edizioni RVNG Intl – è accompagnata da un booklet con i testi che documentano il lavoro collaborativo della Dalt con Regina de Miguel ed Henry Andersen, mentre sul retro dell’art cover si segnala che una parte dei proventi delle vendite sarà devoluta a Tierra Digna, un’organizzazione dedita alla difesa delle comunità colombiane colpite da politiche economiche che violano i diritti umani e devastano l’ambiente. “Analogue Mountains” è ispirato invece ai resti marziani trovati in Antartide, al meteorite ALH84001 e alle possibili forme di vita evocate da quel ritrovamento, mentre in “Concentric Nothings” sono esperiti esercizi lirici altrettanto densi, scuri ed efficaci, lasciando che il tocco dell’artista “sia indistinto e istintivo”, come una configurazione ininterrotta, una sorta di lezione alienata, che mira a “gesti che creano tensioni con oggetti inesistenti”. È nelle forme di un surrealismo un po’ introverso e concettualizzato che Lucrecia Dalt confeziona il tutto, con un approccio multidisciplinare e ispirato, piegando la narrazione lirica fra differenti estremi, ma comunque liberando una gran dose di sensibilità ed energia vitale.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

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"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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