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Archivio per ottobre 30, 2018

Korchin, il pirata di Pulphagus® | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Korchin e l’odio, romanzo di Lukha B. Kremo ambientato nel medesimo universo sublunare che gli ha permesso di vincere il Premio Urania e non solo, e che ora gli ha consentito di essere finalista al Premio Odissea.

Vincitore del Premio Urania qualche anno fa con Pulphagus® Fango nei cieli, Lukha B. Kremo ha rischiato di vincere anche il Premio Odissea e di nuovo con un romanzo ambientato nello stesso universo: Korchin e l’odio. Poi alla fine le cose sono andate diversamente, ma il romanzo strameritava la pubblicazione, ed eccolo oggi nella collana Odissea Digital Fantascienza in versione ebook. Più in là uscirà, probabilmente, una versione stampata in tiratura limitata.

Dopo il romanzo Pulphagus® Fango dei cieli, vincitore del Premio Urania, e la serie Pulphagus® L’inferno dei cieli, Lukha B. Kremo torna nel pittoresco e incredibile universo con un’avventura ancora più appassionante. Tutto gira attorno a Korchin, pirata spaziale avvolto dal mistero e dalla leggenda, ex gringo di Pulphagus®, l’asteroide orbitante attorno alla luna usato per lo smaltimento dei rifiuti. Korchin ha un’unica missione, un’unica ragione di vita: costruire la sua vendetta nei confronti di coloro che hanno ucciso Arianna, la donna amata trasformata in Golem.

Fantastica cavalcata nella fantasia più sfrenata, eccellenza di una saga vasta e dal respiro epico; istantanee da un futuro probabile, terribilmente probabile.

Strani giorni


Nuova pubblicazione per Ettore Fobo, legata alla sua attività culturale sulla rivista romena multilingue Orizont literar contemporan. Si tratta della traduzione in spagnolo; qui sotto i dettagli della interessante opera.

Come detto in questo altro  post, un mio libro, “Musiche per l’oblio”, è stato tradotto fra il 2015 e il 2017 in romeno, francese e in  inglese. È appena uscita ora la traduzione in spagnolo, ”Musica para el olvido”,  per la cura di Monica e Diana Dragomirescu, arricchita da materiale iconografico a colori. Il libro, come tutti quelli di questa collana, è bilingue, italiano e spagnolo. Chi fosse interessato può contattarmi al mio indirizzo mail: strangiorniettorefobo@gmail.com.

Ancora complimenti, caro Ettore

Orson Hentschel – Facades | Neural


[Letto su Neural]

Una sinuosa voce femminile racconta qualcosa in lingua koreana. L’incedere della narrazione è piuttosto teatralizzato, avvolgente, caldo e un po’ inquietante. L’elettronica in sottofondo è dipanata in maniera accurata e con atmosfere tese e incalzanti. Orson Hentschel è un artista multimediale che non disdegna certo strutture musicali accuratamente sceneggiate, dove gli elementi audio e testuali concorrono nel definire multiformi ambientazioni e caratteri. Il confine tra quello che definiremmo una composizione autenticamente sperimentale oppure una progettualità certo contemporanea, ma fondamentalmente cinematica, è sempre mantenuto incerto: nella prima delle due facades con connotazioni fascinose, cyber e metropolitane, da introspezione onirica e flusso di coscienza, nell’altra in maniera poi non dissimile ma con sottofondi prima silenti, che crescono in maniera molto ipnotica e iterata, come a successive ondate. Il setting è predisposto non lesinando su tutto il futuribile, evolvendo in maniera alquanto rituale e catartica, dando spazio a sonorità sintetiche, che non sono solo uno stanco accompagnamento dell’insensato dialogo in una lingua che comunque non comprenderemmo – considerando oltre che il testo non segue nemmeno un canovaccio o un qualche preciso significato. La parola assume qui il valore di qualsiasi altro elemento musicale, è solo una delle tante componenti che riflettono lo sviluppo della opera. L’idea per questa uscita a marchio Denovali è nata in un periodo in cui Hentschel stava attraversando un preoccupante stato di blocco creativo e scrivere di nulla è sembrato allora l’unico modo onesto per esprimersi, mantenendo un ritmo misurato e abbinando la sua elettronica alla performance parlata di Danhee Joe che ha anche tradotto il tutto. Il contrappunto fra testi e musica deve aver smosso importanti ingranaggi, fornendo il giusto supporto a una creatività principalmente audiovisiva e combinatoria. L’energia è comunque fisicamente palpabile ed elettrizza all’ascolto nelle sue forme melodiche maggiormente evidenti e negli interstizi nascosti, nelle pause del declamare e in quello che è detto ma non capito. Alla fine ci si rende conto che, seppur meno astratta di altre uscite del genere, sempre di lavoro su elementi formali e di linguaggio si tratta: qualcosa si trasforma in qualcos’altro, strati sonori elettronici ripetitivi e minimali sono sovrapposti e l’ascoltatore è tenuto in bilico costante in una suspense di illusioni e allusioni alla quale è difficile opporsi.

Frammenti di uno sciamanesimo dimenticato: le Masche piemontesi – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un post molto particolareggiato sul legame tra sciamanesimo e stregoneria, del Piemonte peculiarmente, dove la masche – streghe – operavano.

Esistono al mondo ben poche aree geografiche interessate dal “fenomeno” della Stregoneria quanto l’Italia: dai processi inquisitori nel Settentrione, dalla Liguria al Trentino, ai culti estatico-agrari del Friuli analizzati da Carlo Ginzburg, dalle Janare del Meridione alle omonime Janas sarde, dalla Stregheria toscana studiata da Charles Godfrey Leland in Aradia, il Vangelo delle Streghe (1899) alle più antiche tradizioni in merito alle Sibille appenniniche e cumane, la penisola italica sembra aver conosciuto una diffusione a macchia d’olio delle pratiche cultuali in esame, diffusione che nemmeno l’avvento del cristianesimo ha saputo attenuare, se non dopo molti secoli e al prezzo di molteplici vite umane.

Persino i più antichi numi delle popolazioni italiche, d’altronde, erano detti essere divinità “selvagge”, proprie di un mondo pastorale e non ancora stanziale, come i latini Silvano e Fauno e l’etrusca Feronia: tradizione che ci fa pensare a un’epoca arcaica, probabilmente il Neolitico, in cui doveva essere diffuso nell’intera penisola un sistema cultuale di tipo sciamanico, che noi abbiamo già in altra sede proposto essere il substrato reale del revival (sempre se di revival poi devesi parlare, e non piuttosto di un fenomeno continuativo) del “fenomeno stregonesco”.

In questa sede vogliamo limitarci ad analizzare la tradizione piemontese, nel cui ambito culturale le adepte al culto stregonesco vengono denominate con l’appellativo di “masche”, termine derivante dal longobardo che compare per la prima volta in un testo scritto nell’Editto di Rotari (643 d.C.) col significato di “strega”: «Si quis eam strigam, quod est Masca, clamaverit»Ma il suo significato va ben oltre, come vedremo, alla semplice accezione utilizzata nell’Editto, assumendo all’occorrenza anche il significato di “spirito di un morto” e “demone maligno”.

Tuttavia, sebbene le testimonianze dell’era cristiana insistano particolarmente nel mettere in risalto i lati “sinistri” e “demoniaci” delle masche, nondimeno la tradizione popolare non le reputa del tutto malvagie: così come potevano maledire e avvelenare le loro vittime, esse erano anche in grado di guarirle, sia grazie alla conoscenza della scienza erboristica sia mediante pratiche “magiche”, o noi diremo piuttosto “para-sciamaniche”; così come scatenavano tempeste e guastavano i raccolti potevano anche allontanarle e favorire la fertilità dei terreni e l’abbondanza dei raccolti con operazioni rituali.

Dahlia’s Tear – Lost in the Crystalline Enigma


Estensioni di un paesaggio desolato alieno, mentre il sole tramonta…

Mareducata

Chi volete che io sia?

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

Tesla Afterburner and the Infinite Sadness

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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