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Archivio per novembre 3, 2018

Korchin: romanzo sull’odio di un uomo costretto a fare il pirata


Pochi giorni fa avevo dato l’annuncio dell’uscita del romanzo finalista al Premio Odissea Korchin e l’odio, di Lukha B. Kremo per i tipi DelosDigital; un post della NazioneOscura, di cui Kremo è il presidente, affonda di più la conoscenza delle tematiche della storia che l’editore di KippleOfficinaLibraria ha prodotto.

Un pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel… chi vi ricorda? Capitan Harlock, e appunto a questo personaggio s’ispira il romanzo che approfondisce la psicologia di Korchin. Un romanzo che usa il pretesto della fantascienza per scavare nell’animo del capitano oscuro, con un vendetta che lo morde dall’interno.

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Essere partigiani, ieri e oggi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un bel post che prende lo spunto da un libro di Valerio Monteventi, Tosti e giusti, che indaga a fondo il significato di cosa significhi essere ancora, al giorno d’oggi, partigiani; su cosa significhi lottare contro ogni tipo di fascismo, ideologia strisciante che tende all’oppressione, e al dimenticatoio dei propri diritti. Un estratto:

Quando gli anni passano (come nel mio caso) è facile farsi prendere la mano nel raccontare le storie dei tempi che furono. Ma se, nel richiamo alla memoria, ci si imbatte in episodi di grande dignità esistenziale o in significative battaglie per il riscatto sociale diventa una doverosa incombenza tentare di trasmetterne il valore ai più giovani.

Oggi che il virus del fascismo è di nuovo in libera uscita, che sulla scena si riaffacciano gruppi ispirati al Ventennio e al nazismo, la memoria corta è un lusso che non possiamo permetterci.

Quando, facendo leva sulle peggiori pulsioni della popolazione, prendono spazio retoriche populiste fondate sulla xenofobia, sull’antisemitismo, sulla discriminazione delle minoranze etniche, religiose e sessuali, sulla guerra alla società multiculturale, sull’identità di razza e sul nazionalismo estremo, dobbiamo ricordare cosa furono le leggi razziali volute da Mussolini.

E ci sono anche altre cose impossibili da sopportare: quei processi di rimozione che mandano in frantumi la memoria e la storia. È da un po’ di anni che, periodicamente, rispuntano letture revisionistiche del passato tese a descrivere la guerra di Liberazione come un sanguinoso ma normale conflitto tra due fazioni politiche opposte (i partigiani e i “ragazzi di Salò”), con un numero imprecisato di vittime da entrambe le parti.

Hanno provato a inzupparci come biscotti nella cosiddetta “pacificazione”, come se la grande rivolta popolare che nel ’45 sconfisse gli invasori tedeschi e i loro reggicoda in camicia nera fosse stata una battaglia tra soldatini di piombo. L’hanno chiamata “memoria condivisa”, anche se nessuno ci ha spiegato chi è che dovrebbe condividerla.

Ci vorrebbero abituare all’idea della storia come una specie di dermatite – sì, un’infiammazione della pelle – conseguenza di un’irritazione o di un’allergia. Le sue cause possono essere svariate e può colpire tutti: chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi è stato attivo e chi indifferente. ci vorrebbero convincere che la storia è fatalità e dalla fatalità tutto e tutti possono rimanere tra volti… per cui vale la pena rimuovere.

Ma gli esercizi di rimozione della storia rinsecchiscono la nostra materia grigia e, di conseguenza, la nostra visione del futuro. Quindi, è bene scansarli.

Nel periodo politico e culturale che stiamo vivendo, l’immaginario collettivo viene soffocato da molteplici sentimenti di paura: è un immaginario poco libero, colonizzato, etero-costruito, arroccato nei confronti del diverso e dell’altro. La politica è precipitata in una parodia mediatica che lascia ben poco spazio a movimenti duraturi, a conquiste so- lide, a interventi che non siano solo di facciata. Perfino i sogni e i desideri vengono manipolati.

Dobbiamo fare i conti con tutto questo e uno dei modi per farlo, soprattutto per chi ha la mia età, è quello di lasciare piccole tracce di memoria storica. Può essere un’operazione impegnativa, ma questo “peso della storia” non ci dovrebbe spaventare e non andrebbe aggirato appiattendoci illusoriamente sul presente.

Togliere il fiato


Scendi lungo direttive euclidee e non ti accorgi che sei un’emanazione del vicolo cieco che è l’incarnazione, manca tutto il senso di trascendenza che ti toglie il fiato in una bellissima vertigine…

Violenze attuali


Mentre scavi nelle distese di sabbia psichica, trovi testimonianza di passato feroce, infestato dalle attuali violenze verbali in odor di fisico.

Chuckles


Estrusioni da incubo nel continuum di distorsione.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

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