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Archivio per novembre 11, 2018

Il SensoriumTour approda alla Miskatonic University, a Reggio Emilia il 17 novembre


Il SensoriumTour prosegue il suo cammino e approda alla Miskatonic University di Reggio Emilia, in via Squadroni 10/A; sabato 17 novembre, alle ore 17.00, con Ksenja Laginja come illustratrice e Giovanni De Matteo come moderatore, presenteremo il progetto di sesso quantico Sensorium, raccolta di miei racconti a tema edita da Delos Digital tramite la sua collana cartacea TukTuk. Qui l’evento FaceBook.

Ci vediamo lì?

Sette voli senza rete nel mondo dell’eros del futuro, del transumanesimo, del postumanesimo, dell’eterotopia connettivista. Dove il godimento si alterna all’acuto dolore puro e dilaga tormentosamente in ogni vibrazione quantistica dell’essere. Il sesso quantico: un piacere che risuona nel continuum.

Dal vincitore del Premio Urania Sandro Battisti, il più lirico tra gli autori del movimento Connettivista, una collezione di brevi racconti erotico-fantastici.

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Yoshio Machida + Constantin Papageorgiadis – Music from the SYNTHI 100 | Neural


[Letto su Neural]

Utilizzando il SYNTHI 100 dell’Institute for Psychoacoustics and Electronic Music dell’Università di Ghent, Yoshio Machida, uno sperimentatore piuttosto prolifico e ben conosciuto anche nelle enclave free form, presenta un interessante progetto con il belga Constantin Papageorgiadis, musicista ed ingegnere del suono pure appassionato di strumentazioni analogiche vintage. Il sintetizzatore fa parte di una serie ideata e realizzata negli Electronic Music Studios Ltd. (EMS) a partire dal 1974, una produzione di sole 30 unità, preziose console che in passato sono state impiegate anche da assoluti mostri sacri della composizione contemporanea, quali per esempio Karlheinz Stockhausen (in Sirius), Eduard Artemyev (che ne ha utilizzato uno per la colonna sonora di Stalker, film distopico e visionario di Andrej Tarkovskij), o per la BBC in svariate serie sci-fi (Doctor Who, Blake’s 7 e Guida galattica per autostoppisti), oltre che da technoheads postmoderne quali Aphex Twin e Jack Dangers dei Meat Beat Manifesto. Alle gioie e dolori di una imponente apparecchiatura di tal fatta – è di oltre due metri la lunghezza complessiva dei suoi moduli – si piegano adesso i due specialisti, realizzando un album senza nessuna aggiunta ulteriore né effettuando editing alcuno. Un SYNTHI 100, tuttavia, è uno strumento che permette infinite modulazioni, grazie ai suoi molti parametri, comprensivi di 12 oscillatori e 8 filtri, che utilizzati nelle forme piuttosto stringate e concettuali del duo, liberano appieno le potenzialità di trame decisamente sintetiche, space e generative. È come un ipnotico testing alieno quello che arriva a noi, soprattutto denso del fascino di un’applicazione scrupolosa e di siderali iterazioni, una prova comunque imbevuta da un’anima anche fortemente musicale, ricca di un’obliqua narrazione poetica, che prescinde dall’estrema manipolazione e dalla smodata ripetizione di loop. Le sequenze espresse non sembrano infatti funzionare secondo le logiche d’un audioabuso astratto, né assecondando i trend d’un esotismo retro-future. Qui il focus sembra essere quello d’un utilizzo quanto più completo e a sé stante, nel quale ogni traccia brilla di singoli elementi ed intuizioni, trasalimenti ed analisi, una sorta di scrittura scenica elettronica, frammentaria ed elusiva ma ricca di una sostanza che deve avere in sé e non in qualcos’altro il principio della sua stessa intelligibilità.

I molti mostri dei Molti Mondi | L’indiscreto


Su L’Indiscreto una disquisizione speculativa sugli impatti che i mondi quantici avrebbero sul nostro reale e sulle nostre percezioni sensoriali nonché dimensionali.

Nessuna notizia sulle sue origini. Ma possiamo speculare: la fisica quantistica emergente ebbe un suo ruolo nel fomentare le paure cosmiche di Lovecraft, perciò non è del tutto campato in aria immaginare che Azathoth possa aver avuto una genesi “improbabilistica”. Immaginare che il mondo raccontato da Lovecraft sia uno dei peggiori possibili tra i Molti Mondi, uno in cui in qualche modo le ossimoriche leggi del caso hanno finito per generare il “Caos Definitivo, al cui centro si avvolge il dio cieco e idiota Azathoth, Signore del Tutto” (L’abitatore del buio). Come è potuto accadere?

Ho accennato in precedenza al mondo in cui appare un gatto viola in mezzo alla stanza. Ebbene, la storia della fisica ci regala un altro oggetto che appare all’improvviso destando sconcerto (soprattutto a se stesso): un cervello. Non appare in una stanza, ma nel buio dello spazio profondo: è il cosiddetto cervello di Boltzmann, che prende nome da Ludwig Boltzmann, lo scienziato che lo ideò. La sua origine è connessa ai paradossi della termodinamica e dell’entropia con cui ebbe a confrontarsi la fisica ottocentesca. In particolare, ragionò Boltzmann, le condizioni di partenza che hanno prodotto, col tempo, esattamente questo universo sono così incredibilmente, fantasticamente improbabili (cioè a bassa entropia) che fra le due ipotesi: (a) io in questo momento sono seduto in salotto a scrivere un articolo, ovvero tutta la storia dell’universo cospira a generare proprio questo esatto speciale momento; (b) io in questo momento sono un cervello che galleggia nello spazio, generatosi casualmente dal cozzare erratico di particelle che si creano nel ribollire del vuoto cosmico, e sto allucinando di essere seduto in salotto a scrivere un articolo; la seconda finisce per risultare più probabile – perché non c’è niente di speciale nell’essere un povero cervello allucinato alla deriva nello spazio interstellare.

Cosa accadrebbe se molti di questi cervelli apparissero d’un tratto nelle vicinanze gli uni degli altri? Molti miliardi di miliardi di cervelli. Si troverebbero a orbitare, uno sciame di cervelli ognuno perso nelle sue allucinazioni. Se i cervelli continuassero ad apparire ed ammassarsi, si troverebbero stretti gli uni agli altri dalla gravità, fondendosi tra di loro e finendo per collassare in un buco nero. In quel luogo inimmaginabile è possibile, perché no?, che comincerebbero a udire flauti striduli e tamburi incessanti. E se è possibile, e credi (o ti diverti a credere per qualche minuto) ai Molti Mondi, allora ce n’è uno, di mondi, in cui questa cosa accade, c’è un mondo in cui Azathoth è un buco nero fatto di cervelli di Boltzmann. Devi poi sperare che non sia proprio il tuo.

Filmhorror.com – In uscita “Lost Tales Andromeda” numero 2!


Su FilmHorror la segnalazione dell’uscita del secondo numero di Lost Tales Andromeda, rivista fantastica che vede con gli occhi di Asimov l’occulto e il soprannaturale. Eccellenti scrittori e saggisti coinvolti, vi lascio alle note della quarta:

Occulto e soprannaturale visti con gli occhi di Asimov a cura di Tea C.Blanc
– Un nuovo appuntamento con lo speciale Kaiju a cura di Omar Serafini
I pulp: Storia di una rivoluzione cartacea a cura di Zeno Saracino
– l’articolo vincitore del Premio Italia: Octavia Butler, l’allegoria dell’empatia, una visione necessaria a cura di Giulia Abbate.

Come al solito vi proponiamo anche ottimi racconti (Tutti illustrati dall’immancabile Gino Carosini e Michela De Domenico):

Breve manuale di conversazione con i morti di Davide Del Popolo Riolo (Racconto vincitore del premio Viviani)
Inserti di Giovanna Repetto
La sfera Metidrica di Ezio Amadini e Gino Carosini
Odiazon di Graziano Delorda
Kafka Reloaded di Stefano Spataro
Palladio di Claudio Secci

All’interno anche illustrazioni di Alex Reale e Pietro Rotelli. La bellissima copertina è opera di Tiziano Cremonini.

Dietro la coscienza


Ricevo la tua definizione di ricordi, ne estraggo le perfezioni e ne depuro le impurità; poi, goloso, ne assaggio un’oncia, solo per capire se l’attesa è stata premiata, e il più delle volte mi accorgo del cantare di infiniti altri universi dietro la coscienza della mia percezione.

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

multa paucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

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Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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Il fumetto quotidiano di Michele Nuzzi. Poche parole... solo per le opere per cui vale la pena spenderle... Sponsored by CSBNO

Il Caos dentro

...che genera una stella danzante

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And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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