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Archivio per novembre 27, 2018

L’anno del FantaRock | PostHuman


Su PostHuman la segnalazione di una prossima, monumentale uscita, un’opera che vede protagonisti Mario Gazzola ed Ernesto Assante che insieme – e in collaborazione con una manciata di altri redattori, tra cui io – definiscono le coordinate delle interazioni tra Rock e SF. Il volume, infatti, si chiama FantaRock, stranezze spaziali e suoni da mondi fantastici, e dal 6 dicembre sarà in libreria, edito da Arcana. Ne riparleremo, di quest’opera, man mano che la Rete si accorgerà di essa; nel frattempo, ecco alcuni tratti dal post di presentazione.

FantaRock esplora tutte le connessioni fra musica rock e immaginario di fantascienza, partendo dalle origini negli anni ’50 e risalendone il corso fino al 2018: un capitolo a decennio, tranne la fase del mitico ’68 che occupa un capitolo a sé, uno per questi primi 18 anni dal fatidico 2000, uno sulla multiforme carriera del sopra evocato David Bowie, il quale ha declinato le sue articolate passioni fanta in numerosi dischi e progetti cine-teatrali, fortunati e meno.

Ecumenicamente, il saggio affronta tutti gli stili musicali che si sono abbeverati alle sorgenti del fantastico avvicendandosi nel corso di questi 60 e rotti anni, senza snobismi critici: dal r’n’r primordiale al folk fino ai cantautori italiani, dal jazz alla psichedelia, dal prog alle avanguardie più esoteriche; e poi hard&heavy, punk e new wave, ma anche importanti colonne sonore orchestrali o elettroniche, disco music ed electro pop, hip e trip hop, jungle e techno, fino alle più recenti contaminazioni a 360 gradi delle Björk o dei Gorillaz, degli Unkle o dei Flying Lotus. E ancora, gli storici concept album degli anni ’70 con le loro fantastiche copertine apribili a libro, fino ai loro epigoni nel moderno progressive metal.
Sonda le ispirazioni letterarie e cinematografiche dei musicisti, le connessioni con il mondo del fumetto, oggi del videogioco e delle serie tv. Fino ai cantanti divenuti attori (Bowie, Jagger, Iggy Pop, Alice Cooper etc.) e – in qualche caso – anche registi (Rob Zombie) o autori letterari/fumettistici, o quantomeno ispiratori a loro volta di personaggi del fantastico come Sandman (Robert Smith), Constantine (Sting), il Corvo (Peter Murphy).

Analizzando in profondità, in effetti i percorsi che collegano la nostra musica alla narrativa dallo sguardo proteso verso gli spazi infiniti, o l’immaginazione di possibili futuri, sono pressoché infiniti: anche perché quella musica ha appunto sempre avuto nel proprio dna l’ambizione di essere in un certo senso la “colonna sonora del futuro”, ovvero l’astronave per conquistarli quegli spazi. A volte, anche (ri)scoprendone versanti inesplorati, come ha sottolineato Sandro Battisti (che ha curato le schede su Pink Floyd e Fields of the Nephilim): “descrivere minuziosamente l’universo dei Fields of the Nephilim e, soprattutto, dei Pink Floyd, relazionarli col fantastico e con la s/f in particolare, è stato come pitturare nuovamente una tela che conosci a menadito, ma mai così doviziosamente. Narrare di quei mondi ha il sapore sapido di un gusto mai troppo appagante, mai troppo esplorato, mai davvero stancante”.

FantaRock esce in libreria il 6 dicembre, occupa ben 460 pagine (con numerose illustrazioni in b/n) e costa 26,50€.

Desiderii Marginis: The sweet hereafter


Le surrealtà del proprio Io sono architetture da far scalare alla propria psiche.

epinephrine


Vedi anche tu le connessioni neurali col sistema connettivo del continuum?

Yann Novak – The Future is a Forward Escape Into the Past | Neural


[Letto su Neural]

Da Yann Novak, artista, compositore e curatore che abbiamo più volte segnalato su etichette quali Murmur, Hibernate ed Estuary – fra quelle che ci sovvengono – e che in passato ha pubblicato anche per la sua Dragon’s Eye Recordings, per la Infrequency, la Line e Farmacia901, arriva adesso per Touch un interessantissimo album, il suo secondo su questa prestigiosa casa discografica. The Future is a Forward Escape Into the Past, un progetto in particolare incentrato sulle relazioni tra la memoria, il tempo e il contesto stesso delle composizioni. L’etnobotanico, filosofo e psicologo statunitense Terence McKenna, una delle personalità più significative nell’onda lunga del movimento psichedelico internazionale, afferma che “quando una cultura diventa disfunzionale tenta di tornare a un momento più sano nella propria storia”. Yann Novak sembra molto impressionato da questo assunto – che a dire il vero è stato già il grimaldello teorico del neo-primitivismo anni novanta e di tutto un ritorno a una presunta età innocente. Non c’è mai stata un’età innocente nella storia dell’umanità e tutte le forme sociali-culturali sono a loro modo disfunzionali. Per fortuna fra i solchi non sembra far capolino nessuna forma di particolare nostalghia e le progressioni quasi silenti, gli sparuti cinguettii e le diradate armonie, nella prima delle quattro tracce, a nostro avviso non possono essere ricondotte a un conformista e melenso retour a l’ordre. Nello status primigenio che un po’ ingenuamente oggi s’invoca, cinquanta, sessanta, cento anni fa, non v’era certo posto per simili sperimentazioni, seppure nella macchina del tempo della nostra percezione ogni cosa può essere rivoltata in entrambi i sensi, subire piccole o grandi mutazioni ad ogni passaggio di cancello epocale, sia che questo si presenti nelle forme d’una esperienza diretta o mediata da un approccio di tipo teorico. Quello che è imprescindibile per l’opera è invece la cura dei dettagli, la delicatezza e la coerenza delle microemergenze auditive, l’equilibrio delle parti e la continuità ipnotica delle catture sonore, le loro armonie e le interferenze. L’inevitabile progressione del tempo, la nostra relazione con il passato e la nostra personale distorsione di ciò che è stato attraverso le imperfezioni della memoria, creano a loro volta nuove realtà, the future, una differente sintonia che sembra finalmente avere un nuovo spazio mentale per progredire e diffondersi.

Sul lago di Mandelbrot, vent’anni dopo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’uscita (riedizione, in realtà) DelosDigital per Franco Ricciardiello, un suo vecchio racconto lungo intitolato Sul lago di Mandelbrot. Eccovi la quarta:

Preoccupato per la salute di sua moglie, Matthei chiede all’hacker Lele Muriatico di rubarne la cartella clinica. Quest’ultima rivela un più ampio e inquietante enigma legato al Ministero del Benessere, che va a infittirsi tra messaggi cifrati, steganografie e immagini frattali. Sullo sfondo suggestivo del Golfo di Napoli, Matthei dovrà destreggiarsi tra hacker e polizia per salvarsi la vita. Futuro Presente ripropone un classico della fantascienza italiana, apparso per la prima volta nella storica antologia Cyberpunk di Stampalternativa (1996).

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per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

Be Different...Be Free !!

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

My Mad Dreams

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La porta su un'altra dimensione

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Ri Orientarsi, alla ricerca del nostro baricentro interiore

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Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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