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Archivio per gennaio 29, 2019

Suspiria – Clip: You’re in a Company Now | Amazon Studios


Avere brividi nel rivedere le scene del film; anche questa, di scena…

Il Demiurgo e la possibilità positiva: plasmazione – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo ma interessantissimo trattato sui demoni, sui nephilim, sul concetto di demiurgo, le trasversali associazioni e atti creativi tra quest’entità. Un estratto:

Come ebbe modo di notare anche Ugo Bianchi, nel Mito il riferimento a “Zeus” molto spesso è del tutto generico e quindi può riguardare accadimenti anteriori al suo effettivo avvento; ciò, riteniamo, secondo una trasposizione analoga a quella dei “Figli di Dio”, che nel Genesi appaiono appena nel sesto capitolo, ma purtuttavia, come abbiamo visto, potrebbero rappresentare (anche) fatti ben precedenti. Mircea Eliade ricorda anche altri miti, di origine mesopotamica, nei quali la materia prima della quale sarà poi costituito l’uomo è, pure qui, di natura demoniaca: è il caso del sangue di Kingu, che anticamente era stato uno dei primi Dei celesti ma poi era divenuto il capo della fazione dei Demoni, e la cui analogia alla figura del Lucifero caduto ci sembra quindi piuttosto chiara.

Ora però il Demiurgo estrinseca l’aspetto “positivo” e pienamente conforme al Principio, apparendo come un suo mero strumento per la creazione antropo-cosmica: in tale visuale corrisponde a Ruach, il soffio divino (assimilabile anche all’indù Hamsa, mitico cigno-veicolo di Brahma e sul quale torneremo più avanti) che, agendo sulla materia primordiale, costruisce l’Adam Ha-Rishon immortale, “principio” di quello che più tardi sarà l’uomo sensibile. Ma la presenza dell’anzidetto elemento materiale, pone ora l’intervento demiurgico al livello della manifestazione che, per utilizzare le categorie guénoniane, è quello “formale” o “individuale”, ancorché secondo noi, ancora “sottile” e non grossolano: prendendo a modello l’Androgine bisessuato, viene quindi plasmato il sottostante Adamo del secondo capitolo del Genesi, il quale, non a caso, Leopold Ziegler ricorda essere ancora «unico della sua specie e non accoppiato».

Per Titus Burckhardt questo «soffio vitale», esso stesso costituito di materia sottile, appartiene al mondo intermedio posto tra Cielo e Terra, “vento” che – associato anche al Mercurio – nel proprio ventre porta il “germe” spirituale: rispetto al Principio trascendente ricopre quindi una funzione passiva e ricettiva, esattamente come riceve ed “assume” l’immagine androginica. In tale prospettiva, Evola segnala come in ambito gnostico il mondo del Demiurgo rivesta infatti carattere femminile (più sopra avevamo accennato alle caratteristiche di Sofia-Zoe) di cui la “mercurialità” è senz’altro un carattere distintivo. Ma il mondo animico – “serpentino” – può assumere, a seconda del punto di vista dal quale lo si considera, gli attributi dell’Essenza o quelli della Sostanza il che, come ricorda Guénon, gli conferisce una parvenza di “duplice natura”; e, quindi, la potenza demiurgica appare anche, nello stesso momento, attiva e formatrice in rapporto al complesso della sottostante manifestazione formale in tutte le sue estensioni.

Tale concetto, in merito al particolare caso dell’antropogenesi, è probabilmente riassunto dall’idea, sempre originante dalle correnti gnostiche, che il Demiurgo creò sia il corpo umano, sia la sua forma sottile, indicata come Psyché. Quindi, per questa sua posizione intermedia e per quel complesso gioco di rifrazioni e sovrapposizioni funzionali già accennato, è il Demiurgo stesso in qualche modo a rappresentare l’Anima del ternario composto dalla sovrastante immagine archetipica androginica, che simboleggia lo “Spirito”, e dal sottostante Adamo terrestre che ne è il “Corpo”; come dicevamo, però, questo “corpo” consta di un elemento sostanziale che nell’Adam Ha-Rishon viene definito “polvere” sottile e che non può ancora corrispondere a quello attuale e solidificato.

Il primo Re | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione al film, di prossima uscita, Il primo Re (stesso titolo del romanzo di Forte e Anselmi, ma con cui non ha attinenze se non il soggetto della storia: la fondazione di Roma). Ecco un estratto dalla rece:

Il primo Re abbandona la prospettiva mitologica a cui siamo tradizionalmente legati, si immerge in una ricostruzione moderatamente verosimile del passato, bilanciandosi timorosamente sulla sottile linea che determina i limiti della sospensione dell’incredulità. I reperti archeologici dell’VIII secolo avanti Cristo ci svelano sicuramente qualche dettaglio su come poteva essere la quotidianità delle tribù abitanti il Lazio, ma il resto si basa perlopiù su ipotesi o fantasie difficilmente verificabili.

Che sia per l’idioma professato o per il linguaggio corporeo messo in scena, l’enfatizzazione del film rischia di essere intesa da alcuni come cartoonesca; non tutti saranno in grado di apprezzare i ritmi e le alchimie ambiziosamente suggeriti, ma il tentativo di Matteo Rovere di muoversi tra cinema “alto” e commerciale non può evitare di accattivarsi anche qualche feroce detrattore. Il primo Re è in ogni caso un film che ambisce a essere mastodontico, è fatto per essere visto sul grande schermo e difficilmente la sua potenza sarà trasmessa adeguatamente da uno schermo del computer o dal televisore del salotto. Se pensate possa interessarvi cogliete l’occasione e andatelo a appena arriva nelle sale, prima che sia troppo tardi.

Übermensch, il nuovo straordinario romanzo di Davide Del Popolo Riolo | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo romanzo di Davide Del Popolo Riolo: Übermensch. Tematiche diverse, questa volta, per Davide, che affronta l’oscuro prendendolo per la gola.

La Germania nazista ha vinto la Seconda guerra mondiale. Un’ipotesi che si può ormai definire “classica” per il genere della Storia alternativa, a partire dal capolavoro di Philip K. Dick, The Man in the High Castle. Ma nel mondo descritto da Davide Del Popolo Riolo gli eventi hanno preso una strada diversa per una ragione molto particolare; l’inserimento nell’equazione della storia di una variabile inattesa, l’Eroe Ariano, che ha spazzato via i nemici di Hitler.

Narrato su diverse linee narrative, intrecciate con le cronache calcistiche e i rapporti militari tedeschi, il romanzo di Davide Del Popolo Riolo fonde storia e mito con una forza straordinaria, affascinando il lettore a ogni pagina. Fino alla conclusione in quell'”Alto castello” che assumerà tutto un altro significato.

Arriva in libreria Romolo – Il primo Re, il romanzo di Franco Forte e Guido Anselmi che racconta la fondazione di Roma


Su FantasyMagazine viene presentato il romanzo Romolo – Il primo Re, scritto da Franco Forte e da Guido Anselmi, cui – sempre su FantasyMagazine – viene fatta una bella intervista. Ma di cosa tratta il romanzo?

Racconta in modo crudo e disincantato la straordinaria storia della fondazione di Roma, che in bilico fra realtà, mito e leggenda, ci riporta nell’epoca primitiva che ha visto la lotta fra due gemelli per la nascita di una stirpe che avrebbe segnato l’inizio di una delle più importanti civiltà della Storia.

In una terra selvaggia e primordiale, ammantata di storia e superstizione, un vomere traccia il solco di una città: nessuno immagina che è appena nata Roma, la Città Eterna. La storia dietro quell’attimo fatale è però molto diversa dalla leggenda che tutti conosciamo, perché avviene in un tempo di fame, freddo e carestie, dove la sopravvivenza è spesso sinonimo di sopraffazione. E la lupa non è affatto quella che i miti ci hanno tramandato. Perché la fondazione di Roma è un’avventura cruda e disperata, un’epopea di resilienza, un solco di sangue tracciato nel nostro passato che racconta la sfida primordiale fra due gemelli consacrati dagli dèi, e il suo doloroso esito, che ne ha proclamato il vincitore: Romolo, il bambino sopravvissuto alla morte, il ragazzo che ha combattuto nel fango e nel dolore, l’uomo che per realizzare il suo sogno ha piegato un mondo ostile, brutale e dominato dalla violenza, dando così inizio alla più gloriosa potenza antica che la Storia ricordi. Romolo, il primo re.

Su ThrillerMagazine è possibile leggere l’incipit del romanzo.

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