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Archivio per febbraio 2, 2019

Recensione ai Tarocchi Quantistici (Libro+ 64 Carte) – Leggi della Magia | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su LeggiDellaMagia è uscita una bella segnalazione/recensione ai Tarocchi Quantistici, di Lukha B. Kremo, opera edita da KippleOfficinaLibraria. Un estratto della valutazione:

Cosa succede quando i Tarocchi classici incontrano la Fisica quantistica? Nascono i Tarocchi Quantistici. Una visione alternativa ed innovativa dei Classici Tarocchi rivisitata alla luce delle leggi della Fisica Quantistica.

La domanda sorge spontanea: “Come si può unire qualcosa di così classico e tradizionale, magico e divinatorio con le moderne e avanguardistiche concezioni della fisica quantistica?”. Lukha B. Kremo, pseudonimo di Gianluca Cremoni Baroncini, artista a 360°, scrittore, musicista e fondatore della Kipple Officina Libraria, fornisce la sua risposta con i Tarocchi Quantistici.

i Tarocchi Quantistici rispettano gli archetipi dei Tarocchi classici agganciandoli alla Meccanica Quantistica. Per operare questa unione bisognava come prima cosa sostituire il sistema decimale posto alla base dei tarocchi classici e sostituirlo con un sistema binario, più vicino all’essenza dell’Universo.

Il risultato è stato la divisione del mazzo in 32 Arcani Maggiori e 32 Arcani Minori, per un totale di 64 carte.

Un superamento della concezione gerarchica degli Arcani Maggiori sugli Arcani Minori in favore di una democratica suddivisione in due parti uguali. Quindi:

  • i 32 Arcani Maggiori Quantistici: seguono l’ordine tradizionale dei Tarocchi di Marsiglia, solo che ad alcuni Arcani Maggiori tradizionali sono associati a 2 o 3 Arcani Maggiori Quantistici. Inoltre le ultime due carte, il “Giudizio” e il “Mondo” sono invertite.
  • i 32 Arcani Minori Quantistici: sono in quattro semi da 8 carte ciascuno: Spazio, Tempo, Massa, Energia anziché Coppe, Denari, Bastoni, Spade; le figure di corte Re, Regina, Cavaliere, Fante, sono sostituiti da Bambino, Bambina, Signora, Signore, Saggio, Saggia. In più ci sono lo “Zero” e l’“Unità fondamentale”.

Insomma alcune differenze ci sono ma ha lo scopo di aprire una nuova finestra su un mondo già conosciuto così da fornire una nuova visione.

La quarta

Questo manuale affonda le sue origini nel tempo immemore dei secoli andati, ha in sé un metodo antico d’indagine del reale che, come l’ourobros, si unisce all’estremo futuro postulato dalle attuali misure della realtà, che sono basate sulle inesattezze scientifiche non garantite dalle discipline caotiche e quantistiche, baluardi dell’insondabile grazie a teoremi che fanno dell’indeterminazione la propria bandiera.
Ovviamente, di quelle scienze esatte e quindi immaginarie qui non c’è nulla, e quale metodo migliore esiste per comprendere cosa siamo se non quello di coniugare l’estremo antico e l’estremo futuro in un cortocircuito che annulla il tempo stesso, lasciando così trasparire l’inesistenza delle dimensioni in cui galleggia soltanto l’energia, cioè noi stessi, ciò che siamo e quello che ci accade, per lasciarci interpretare istintivamente, come se fossimo indefinite particelle quantiche, la nostra stessa esistenza e ciò che ci è intorno?

L’autore

Lukha B. Kremo è autore di fantascienza, insegnante, mail-artista e musicista non professionista, ha vinto il Premio Urania con Pulphagus®, pubblicato nel 2016 con Mondadori.

La collana eXoth

eXoth è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata agli studi del mondo esoterico e dell’occulto. Un contenitore di eccellenze filosofiche e medianiche, di esperimenti e astrazioni che spostano continuamente il confine del Reale e del Possibile. È l’altro lato delle nuove scienze Fisiche applicate alle antichissime scuole mistiche, in cui ogni aspetto della vita assume sembianze trascendenti e inumane.

Lukha B. Kremo, I Tarocchi Quantistici
Postfazione di Sandro Battisti

Kipple Officina Libraria
Collana eXoth — Formato Digitale — Pag. 103 — 3,99€ – ISBN 978-88-98953-88-2
Collana eXoth — Formato Cartaceo con Tarocchi — Pag. 160 — 25,52€ – ISBN 978-88-98953-89-9

Link:

 

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Il tutto


Simbologie espanse da un richiamo inumano, pregno di ogni cosa inimmaginabile e non costituita nel nostro ecosistema dimensionale.

Olosistemico


Rabbiosi, in un circolo di eventi rispondono con una posa istintiva e non mediata, eppure sono istanti asciutti, in un’ordalia di sensi che giustifica il tutto.

Non giungono mai


Subdoli richiami alla notizia interiore delle trascendenze, infine arrivano, infine scompaiono, infine non sono proprio qui, infine non sembrano esserci mai state. L’infinito mito dell’attesa, qualcosa che sembra sempre lì, pronto ad arrivare, ma che invece non giungono. Mai.

Guai ai poveri – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine un resoconto di eventi vissuti in ProntoSoccorso che sfociano, però, nelle considerazioni sociali di un mondo, di un sistema economico mondiale che opera per prosciugare ogni residuo di umanità donando così ricchezza, e potenza, a un nuovo sistema inumano: quello dei numeri, impossibili, inesistenti, irraggiungibili da un ecosistema incarnato. C’è di che incazzarsi.

È necessario interrogarsi bene su cosa è successo negli ultimi 20 anni, in questo paese, perché questa è una nazione senza memoria collettiva, un grande malato d’Alzheimer facile da interdire. E allora ricordiamoci che l’Italia è da molti lunghi anni in avanzo primario. Avanzo primario. Non è un dettaglio macroeconomico. Vuol dire concretamente che la società ha prodotto più ricchezza, fiscalmente prelevata, delle equivalenti prestazioni sociali di cui ha goduto. E questo anno dopo anno. Poi il debito cresceva lo stesso, perché sfortunatamente le leggi reali dell’economia sono testardamente irriducibili alla teologia dogmatica impartita alla Luiss o alla Bocconi. Ma di fatto, la società italiana, virtuosamente, dava più di quello che prendeva. A questa materialissima realtà fatta di numeri e segni meno, corrispondeva una pesante operazione ideologica mirante a farci sentire parassiti e cicale. Troppo welfare, troppi sprechi, troppa generosità – e anche se la spesa sociale procapite era in calo costante, tra le più basse dell’area Ocse, le siringhe costavano sempre troppo, con la diagnostica si esagerava, per non parlare poi dei baby pensionati, delle assunzioni abusive, dei furbetti del cartellino… Insomma: un popolo di formiche abbacchiate, veniva descritto come dedito a pantagrueliche crapule collettive, beoni e mangiatori folli, dissipatori dei beni comuni. La costruzione dell’ethos dell’”uomo indebitato” è stata necessaria a tenere in piedi questa colossale bugia sociale e di classe. La creazione della colpa – anonima, collettiva, come una mannaia (poveri neonati, che nascono con 30.000 euro di debiti!) – doveva servire a tenerci bassi, morigerati e disciplinati. Tra parentesi, è più o meno il medesimo approccio che stanno usando sul tema del reddito: la povertà è una colpa, devi emendarti con un adeguato stile di vita, il reddito garantito sarà una provvisoria e parzialissima sospensione della pena a patto che il Tribunale di Sorveglianza (i centri per l’Impiego) certifichi la tua disponibilità a redimerti dalla colpa originaria.

Ideologie colpevolizzanti, aziendalizzazione e tagli selvaggi

Ecco perché i pronto soccorso sono strapieni di lettighe cariche di vecchi abbandonati. E’ perché abbiamo creduto alle loro ignobili bugie, alle loro statistiche farlocche, abbiamo creduto alle favole sulla scarsità delle risorse pubbliche nell’epoca di massima esplosione della ricchezza privata. Abbiamo creduto alla leggenda di un popolo di dissipatori non meritevoli neanche di morire in un letto di ospedale.

Presentare la realtà così com’è: eccole qui, le cicale dell’indebitamento italiano, ecco le Caterine, le Carmele e le Marie, con le calze nere e le gambe storte, con al braccio un sacchetto della spesa e una bottiglietta d’acqua, e a fianco una barella con un marito ultraottantenne che piange, cateterizzato, con l’ossigeno e qualche piaga sporca; eccole lì che cercano con lo sguardo implorante un sanitario e pregano Padre Pio che si liberi un posto, un posto qualsiasi che le tolga da quel camerone di pronto soccorso – un cesso per 50 malati -, cercando mentalmente di enumerare amici e conoscenti, per ricordare se hanno un qualche santo in paradiso che può agevolare l’uscita dal purgatorio. E dopo qualche giorno così odi tutti – odi gli stranieri, odi gli irraggiungibili ricchi, odi quelli più poveri di te che sono tuoi competitori – e tutto questo odio non trova sbocco, diventa livore sordo, invettiva contro il destino umano, e invece è solo il risultato di una colossale ritirata degli investimenti pubblici in questo paese, iniziata quando gli illuminati gestori della transizione post-prima repubblica, ci consegnarono tutti, noi, le nostre vite e il bilancio dello Stato, alle delizie del mercato globale.

Abbiate il coraggio di guardare, quei pronto soccorso strapieni di un’umanità sconfitta. Tra i lamenti dei malati, e oltre, nelle periferie gomorizzate, nelle campagne della malamodernizzazione del nostro sud, nei “paesi dell’osso” dell’appennino svuotato e senza anima, lungo l’asse di un paio di generazioni senza reddito e senza futuro, si avverte in sottofondo, minaccioso, l’urlo belluino della modernità: Guai ai poveri! Guai a voi.

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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