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Archivio per marzo 1, 2019

“Tutti gli esseri umani sono imprenditori” – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine considerazioni sull’imprenditoria di ritorno dallo sfruttamento, che sfrutta a sua volta gli imprenditori affinché vinca soltanto il Profitto, il Business, questo sistema inumano di sopraffazione planetaria, di cui nemmeno un incarnato ne otterrà definitivo giovamento.

Imprenditore o precario? Sono questi i termini di una dissonanza cognitiva che fa apparire tutto come una mastodontica startup. Silvio Lorusso ci guida alla scoperta dell’“imprendicariato”, un universo fatto di strumenti per la produttività, di poster motivazionali e di tecniche di auto-aiuto per risultare ottimisti. Un mix di ideologia imprenditoriale e precarietà diffusa che regola social media, mercati online per il lavoro autonomo e piattaforme di crowdfunding.

La figura dell’imprenditore precario, autentico ossimoro fattosi carne attraverso una spericolata e sfacciata operazione di restyling dell’ideologia capitalista basata sull’esaltazione del lavoro, è posta al centro di un’analisi acuta che, suddivisa in tre parti ben distinte (Core Values, Assets e Platforms), affronta nella prima la definizione di cosa è un imprenditore e cosa significa l’esser precario.
Nella seconda la trasformazione antropologica e culturale che nel corso degli ultimi decenni, e in particolare dopo la crisi del 2008, ha portato il lavoratore, specialmente quello che un tempo si sarebbe detto “intellettuale”, ad essere più che occupato in un lavoro regolare ad essere busy (indaffarato) per la maggior parte del suo tempo di vita.
E, infine, nella terza lo sviluppo di alcune piattaforme molto diffuse nell’uso dei social network (come LinkedIn e Fiverr), destinate a costituire, in forme diverse, un’autentica “piazza” mondiale su cui porre in vendita, a costi sempre più ridotti, servizi e competenze prodotti da una forza lavoro disgregata e costantemente posta in competizione con tutti gli altri membri della stessa categoria.
Spesso riferibile a quella dei cosiddetti “creativi”, ma non solo.

Un’autentica corsa al ribasso e alla svalutazione di ogni competenza cognitiva e lavorativa travestita da concorrenza imprenditoriale che scarica sull’individuo solo, isolato e privo di “alleati”, il costo economico e psicologico di una crisi di valorizzazione dl capitale che soltanto dall’intensificazione dello sfruttamento del lavoro svolto dagli esseri umani e dalla sua contemporanea svalutazione economica (sempre più lavoro da svolger in tempi sempre più ridotti per retribuzioni sempre più contenute) può trarre momentaneo sollievo.

Entreprecariat parla quindi di imprenditorialità, ma non è un manuale di auto-aiuto per «farcela». E anche se sullo sfondo rimangono le immagini degli imprenditori di successo, oggi divenute autentiche icone anche della cultura di massa attraverso la diffusione di produzioni cinematografiche e televisive che ne esaltano le “imprese” e l’individuale capacità di affrontare le difficoltà, non si tratta nemmeno della solita agiografia di “visionari” del business come Steve Jobs o self-made man come Flavio Briatore. Al contrario, il libro descrive la realtà che circonda i cosiddetti «imprenditori di se stessi»: freelancer, disoccupati spinti o costretti a sviluppare una mentalità imprenditoriale per non soccombere alla precarietà crescente che coinvolge l’ambito professionale, quello economico nonché quello esistenziale.

L’illusione perfetta


Relegato nelle stanze proficue laggiù in fondo al corridoio, in quel percorso che sembra una rapida scorciatoia verso il cortocircuito dimensionale, dal tuo posto di comando assurgi ogni perfezione illusoria, ti mostri esattamente per ciò che non si evince dal tuo profilo cellulare.

Fascismo siderale


Nei segni di riconversione è la complessità del costrutto tutto, una incontrovertibile tendenza a complicare ciò che è altro rende ogni dispersione cognitiva un rivolo sfruttato dalle confederazioni fasciste del sistema siderale.

Cadrai…


Nelle fosche attitudini ti muovi, relegato a un passo di condensa psichica che ti regala visioni e vasti orizzonti, e invece sono soltanto pochi appigli vacui offerti per non farti precipitare giù – dopo poco, cadrai comunque…

Edizioni Il Foglio presenta “Magniverne” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione della riedizione di Magniverne, la raccolta di racconti di Maurizio Cometto.

Magniverne è un paesino sperduto fra le montagne di un Piemonte cupo dove i bambini giocano nei prati accanto a incubi che attendono nelle profondità dei fiumi e si nascondono nel ventre buio delle foreste. Magniverne è un luogo di predestinati, di memorie, di sdoppiamenti. Magniverne e i suoi confini che sono luoghi del passaggio verso l’età adulta, il suo cuore di fiaba fantasiosa e terribile, i suoi esorcismi e le sue avventure. Magniverne è il versante gelido, in ombra della provincia italiana: le case stregate non si contano e i luoghi innominabili sono invasi dai rovi, e ogni pietra nasconde una storia dimenticata. Magniverne è l’immaginario paese protagonista di questa antologia, il fulcro del realismo magico di Maurizio Cometto che ci conduce per mano nei meandri dell’oscurità per svelarcene i segreti.

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

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Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

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“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

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Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

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“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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