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Archivio per maggio 2, 2019

A proposito di pecore elettriche, ratti neri e rifiuti tossici – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la chiamata per sostenere il caffè letterario La Pecora Elettrica, a Centocelle, Roma, che è stato avvolto dalle fiamme tra il 24 e il 25 aprile. I presupposti sembrano convergere verso il dolo, ma in ogni caso, visto che non si può rimanere senza un centro di aggregazione del genere, ecco l’appello di Sandro Moiso.

Fuori dalle serrande divelte, già dal giorno della liberazione, si è creato un viavai di gente, di solidarietà e di supporto, qualcosa che è necessario ma non così scontato. Sono tanti e tante che si sono affacciati per farsi vedere vicini alla Pecora Elettrica, per dare il proprio contributo.
Una rete spontanea si è già attivata per mettere su una campagna di raccolta fondi e di iniziative solidali; Centocelle si è stretta attorno ai suoi figli, si difende e non cede all’intimidazione, ha tirato fuori la parte migliore di sé e mostrato che, a dispetto di quanto si dica, è ancora terra dal cuore grande e dalle mani forti.

Conscia del fatto che ormai, sia a livello locale che nazionale, malavita organizzata, mafie, formazioni di estrema destra che si spacciano per populiste, razzismo, mala politica e forze politiche istituzionali condividono interessi ed obiettivi talmente intrecciati tra di loro da impedirne qualsiasi significativa differenziazione all’interno dei diversi ruoli e delle differenti attività svolte. Tutte concorrono a impedire qualsiasi forma di riorganizzazione dei movimenti dal basso e a svolgere un ruolo di controrivoluzione preventiva nei confronti dello scontento delle classi meno abbienti, così come aveva già intuito nel 1921 Luigi Fabbri a proposito dell’allora nascente fascismo mussoliniano.

Così ancora oggi, dopo un secolo dalla prima guerra civile del 1919-1922 e a settant’anni dalla seconda che vide il fascismo cadere soltanto per continuare a vivere nelle strutture repressive autoritarie del “nuovo” Stato repubblicano, la funzione strumentale delle bande fasciste è rimasta la stessa. Aggravata però dal fatto che coloro che si sforzano di sventolare la bandiera antifascista in chiave puramente elettorale altro non fanno che indebolire una reale e ferma opposizione all’azione combinata delle mafie politiche e finanziarie e del loro secondo braccio armato, essendo il primo costituito dagli apparati militari e repressivi dello Stato stesso.

Capitale e fascismo sono una cosa sola e se è possibile, in certi periodi, vederli come entità distinte lo è soltanto in grazia delle lotte e degli apparati organizzativi che la classe degli sfruttati sa darsi ed animare, mentre oggi è inevitabile cogliere come tra le scorrerie delle bande fasciste, l’affermarsi di un risorgente nazionalismo aggressivo e gli interessi di una classe imprenditoriale e politica ormai giunta nell’era del suo tramonto storico vi sia più di un punto di comune interesse.

Difendere la Patria, sventolare le bandiere della Famiglia e della Razza, esaltare l’imprenditorialità e la proprietà privata e il lavoro come elementi non conflittuali tra di loro ma uniti dall’azione comune dello Stato e dei sindacati confederali all’interno di un sempre risorgente Patto del Lavoro, costituiscono ideali rozzi e ormai superati dallo svolgersi della Storia che, come nell’immagine suggerita a suo tempo da Engels, avanza col suo carro, portatore di morte e distruzione, senza curarsi dei cadaveri che lascia per strada.

Oggi i cadaveri sono quelli dei confini degli stati nazionali, delle costituzioni di carta sorte tutte indifferentemente secondo vari gradi di compromesso, dell’unità delle classi all’ombra dell’idea di Nazione, della Famiglia autoritaria e patriarcale che ha fondato fin dalle origini la proprietà privata dei mezzi di produzione e la loro trasmissione ereditaria, della Religione rivelata, in tutte le sue diverse e omicide declinazioni, e dei Partiti politici destinati a rappresentare in maniere univoca la volontà, infinitamente varia, espressa dalla specie e dalla comunità umana.

Fascism, wherever it appears, it is the enemy. (A Talk With Philip K. Dick, 1977)

* * *

Il 30 maggio si sarebbe dovuta tenere presso la libreria di Centocelle la presentazione del libro La guerra che viene. Probabilmente l’evento si terrà ancora, ma non sarebbe una cattiva idea che altri saggisti e scrittori militanti aderissero all’iniziativa per parlare del proprio lavoro e allo stesso tempo dare il proprio contributo personale alla battaglia antifascista che occorre oggi condurre anche a partire dalla reazione ad episodi come questo.

Tutti coloro che, infine, volessero dare il loro contributo solidale alla rinascita della libreria potranno farlo qui.

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Guido Morselli | NAZIONE OSCURA CAOTICA


La NazioneOscura tributa un giusto riconoscimento a Guido Morselli e alla sua immaginazione e sensibilità sociopolitica. Ecco il post:

Un autore rimasto sconosciuto fino alla propria (violenta) morte, ma riscoperto e considerato uno dei grandi maestri della distopia (o ucronia, o allostoria) italiana della seconda metà del XX secolo è certamente Guido Morselli. Nato a Bologna nel 1912, visse a Varese fino al 1973, anno in cui si suicidò con la sua rivoltella (che lui stesso chiamava “La ragazza dall’occhio nero”). Fino a quel momento non aveva praticamente pubblicato nulla a causa dell’accoglienza sfavorevole delle case editrici. Dopo quell’evento sconvolgente Adelphi comincia a pubblicare i suoi romanzi. Escono nel 1974 Roma senza Papa, in cui s’immagina il futuro della Chiesa in crisi con un trasferimento della sua sede, nel 1975 Contro-passato prossimo, nel quale immagina che la Prima Guerra mondiale sia stata vinta dagli Imperi centrali, e nel 1977 Dissipatio H. G., dove immagina un mondo improvvisamente senza uomini. Tre romanzi che hanno un’importanza basilare nel ridefinire il ruolo della letteratura fantastica, fantascientifica e utopica in Italia e il loro cattivo rapporto con la letteratura “alta” (in Italia più che in altri Paesi), a causa della presunta superiorità del “realismo”, prima con una lettura “realista” di Manzoni, e successivamente con l’esaltazione del verismo di Verga e Capuana (esaltazione avvenuta durante il neorealismo cinematografico), quando in realtà tutti gli autori citati trattarono la letteratura realista e quella fantastica alla stessa stregua e considerandole di pari valore.

Debbi (la strana) e le avventure oltranziste nel ventre della balena Ginger | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione a Debbi (la strana) e le avventure oltranziste nel ventre della balena Ginger, ultimo romanzo di Paolo Di Orazio ed edito da Cut-Up Publishing. Un estratto significativo:

Seguito del precedente Debbi (la strana) e le avventure bipolari del coniglietto Ribes, ma auto conclusivo e perfettamente comprensibile anche per chi si è perso la prima parte, questo imperdibile volume è scritto con una maestria che incanta. La tortuosa e per niente banale trama parla di Debbi, prostituta borderline dall’esistenza tormentata da un’inesauribile serie di violenze.

A darle la caccia per alcuni delitti di cui è ritenuta responsabile troviamo il commissario Vanacura, figura importante per la buona resa del libro che, essendo il personaggio più comune, e avendo una vena ironica, fa riprendere fiato al lettore, tra un bagno di sangue e l’altro. Debbi, invece, non è una persona normale. Ci racconta della sua esistenza attraverso un profondo acume intellettuale, partendo da prima della nascita, da quando era ancora nel corpo di sua mamma Stella. Rivela aggressioni impensabili, cattiverie di ogni tipo che le vengono perpetrate per anni sia dal patrigno che dalla crudele madre.

Per scappare al troppo orrore il subconscio di Debbi crea il coniglio bianco Ribes, che la trascinerà lontano, in un onirico mondo parallelo. Ad aiutarla c’è anche uno strano prete, Padre Sebastiano, una figura inquietante, cupa, che però non mancherà di starle accanto. Sono i nemici della nostra protagonista a essere le figure più assurde e perverse che troverete in queste pagine.

Splendida anche la copertina che propone un’opera intitolata Ginger, acrilico su carta, dell’artista Gerlanda Di Francia.

Tra stragi di bambini massacrati, pedofilia, necrofilia siamo di fronte allo splatterpunk duro e crudo: Debbi la strana soddisferà i gusti degli amanti dell’horror più estremo. Se siete alla ricerca di una lettura che possa sconvolgervi e lasciarvi a bocca aperta, ora sapere di averla trovarla!

Troppo umano, ancora


Essenzialità di un profondo dissenso, esibito in faccia alla tua devastante emotività: sei ancora troppo umano.

Nell’epica di Gilgamesh, essere umani significa abbandonare lo stato animale | L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto la segnalazione della scoperta di un ulteriore frammento mesopotamico dell’epopea di Gilgamesh, il primo libro fantastico della storia umana, redatto un po’ di millenni nella Mezzaluna Fertile. Un estratto dall’articolo, che sembra dare dignità all’uomo che si sente realizzato attraverso la trascendenza dell’amore, delle esperienze umane, della pienezza spirituale di sé:

L’ultima scoperta è un piccolo frammento trascurato nell’archivio del museo della Cornell University di New York, identificato da Alexandra Kleinerman e Alhena Gadotti e pubblicato da Andrew George nel 2018. All’inizio il frammento non sembra un granché: sedici linee spezzate, la maggior parte delle quali già note. Ma lavorando sul testo, George notò qualcosa di strano. La tavoletta sembrava conservare parti sia della versione Babilonese Antica che della versione Babilonese standard, ma in una sequenza che non si adattava alla struttura della storia come era stata compresa fino ad allora.

Il frammento proviene dalla scena in cui Shamhat seduce Enkidu e fa sesso con lui per una settimana. Prima del 2018, gli studiosi credevano che la scena esistesse sia in una versione Babilonese Antica che in una versione Babilonese standard, che dava resoconti leggermente diversi dello stesso episodio: Shamhat seduce Enkidu, fanno sesso per una settimana e Shamhat invita Enkidu a Uruk. Le due scene non sono identiche, ma le differenze potrebbero essere spiegate come il risultato dei cambiamenti dovuti alla traduzione dal Babilonese Antico al Babilonese standard. Tuttavia, il nuovo frammento sfida questa interpretazione. Un lato della tavoletta si sovrappone alla versione standard, l’altro alla versione in babilonese antico. In breve, le due scene non possono essere versioni diverse dello stesso episodio: la storia comprendeva due episodi molto simili, uno dopo l’altro.

Secondo George, sia la versione in Babilonese Antico che quella in babilonese standard funzionavano così: Shamhat seduce Enkidu, fanno sesso per una settimana, e Shamhat invita Enkidu a venire a Uruk. I due parlano poi di Gilgamesh e dei suoi sogni profetici. Poi fanno sesso per un’altra settimana, e Shamhat invita di nuovo Enkidu a Uruk. Leggi il seguito di questo post »

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