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Archivio per luglio 30, 2019

Il mio ultimo post per il blog di Kipple | KippleBlog


Roberto Bommarito scrive l’ultimo post per KippleBlog. È un momento di tristezza, di necessità che non si vogliono nemmeno mai pensare, ma il futuro può riservare tutto ciò che è lecito pensare. Grazie Bob, sei stato un eccellente redattore le tue interviste e lampi di acutezza fantastica e culturale hanno lasciato il segno; Kipple rimane la tua casa, per noi lo sei sempre.

In questi anni ho avuto la fortuna di essere parte della trasformazione e crescita di Kipple Officina Libraria. Tanti autori – anche internazionali – registi, fotografi, artisti sono stati ospiti sulle pagine virtuali del blog.

Una bella esperienza che mi ha permesso soprattutto di conoscere sia virtualmente che nella vita reale persone meravigliose come Lukha B. Kremo, Sandro Zoon Battisti, Ksenja Laginja e tanti altri. Ma con questo ultimo post arriva per me il momento di salutarvi.

E quindi un grazie di cuore a Kremo e Sandro per aver creduto in me. E grazie di cuore a voi tutti che in questi anni avete seguito i miei post sul blog (che comunque non chiuderà).

Un grazie e un ciao a tutti!

Roberto

Una Tomba per gli alieni: La trasmissione dei fantasmi


Sul blog di Uduvicio Atanagi un suo brano che racconta una possessione occulta, molto ben dettagliata. I brividi, per chi sa…

Ci nutriamo di fantasmi, o forse sono loro a nutrirsi di noi.
I fantasmi originali, la forma zero potrebbero essere forme esterne, strutture cognitive che si muovono svuotate al di fuori di noi, o forse incluse, parte integrante della nostra struttura.
I fantasmi non sono eterni, alcuni di loro muoiono nel corso del tempo, la loro forza si spegne, si logora. Alcuni sono morti subito, mentre nascevano, alcuni ci trasformano in cimiteri viventi, condannati a portarne le carcasse svuotate, altri vivono fino a che trovano un organismo ospite, una cultura, una lingua dove abitare come gusci psichici.
Chi legge un fantasma gli permette di prendere forma, radicarsi nella sua struttura biologica, innestarsi nella sua struttura energetica.
Alcuni organismi ospite assumono il ruolo riproduttivo. Sono i medium, i sensitivi, coloro che cercano senza sporcare lo stampo, attenti a riportare tutto il possibile, attenti a non romperlo col loro ego.
Questi individui replicano il fantasma donandogli nuove incarnazioni, esponenziali possibilità di mutazione e riproduzione.
Boy, Pedro, Sebastian, Lucio, i nomi che gli diamo, non sono altro che involucri che li contengono. Un mezzo di trasmissione che gli permette l’innesto, e eventualmente la riproduzione.
Forse la nostra funzione è quella di servirli, forse loro vivono per noi e noi per loro. Forse senza di loro non saremmo niente. Finiamo per amarli più della nostra vita, la loro realtà scende come una nebbia, si addensa, si incastra alla nostra.
Ci dormono accanto, ci seguono per mano nei sogni.
Li definiamo e siamo a nostra volta definiti dalle loro forme spettrali, l’apparizione di un volto notturno, l’emergere di un pallore bendato dall’oscurità primordiale che abita il sonno, il dormiveglia, la paralisi, l’oobe.

Fantasie che mordono. Carmillafest 2019 – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la segnalazione del prossimo Carmillafest 2019, che si svolgerà a Bologna il 19 e 20 ottobre prossimo. Di cosa si parla? Ecco qui la descrizione dell’evento; da esserci assolutamente, è un atto di Resistenza!

L’immaginario d’opposizione, che quotidianamente si manifesta su questa webzine, il 19 e il 20 ottobre prossimo attraverserà la porta interdimesionale e prenderà corpo a Bologna in una due giorni di dibattiti, musica, proiezioni e gastronomia popolare, ospitata dal Vag61 – Spazio libero autogestito (via Paolo Fabbri 110).
Possiamo riassumere il focus di questa iniziativa con una citazione tratta dal libro Immaginari alterati al quale hanno partecipato alcuni redattori di “Carmilla”: «L’immaginario è un dispositivo di gestione del potere e parimenti di esercizio dell’opposizione. Vampiri, fantasmi e zombie non costituiscono mere maschere di un escapismo pilotato, ma sono metafore potenti incorporate in teorie critiche e in pratiche antagoniste.»

Pubblicheremo il programma completo a settembre, ma possiamo già anticipare la presenza di Valerio Evangelisti che presenterà, insieme ad Alberto Sebastiani, la raccolta critica in tre volumi del ciclo di Eymerich. Saranno inoltre dibattuti con i rispettivi autori le seguenti opere di recente pubblicazione:

Immaginari alterati. Politico, fantastico e filosofia critica come territori dell’immaginario di Luca Cangianti, Alessandra Daniele, Sandro Moiso, Franco Pezzini, Gioacchino Toni (Mimesis, 2018);
La guerra che viene. Crisi, nazionalismi, guerra e mutazioni dell’immaginario politico
di Sandro Moiso (Mimesis, 2019);
L’Alfasuin di Giovanni Iozzoli (Sensibili alle Foglie, 2018);
Il vampiro, il mostro, il folle. Tre incontri con l’Altro in Herzog, Lynch, Tarkovskij di Paolo Lago (Clinamen, 2019);
Il Conte Incubo. Tutto Dracula di Franco Pezzini (Odoya, 2019);
I morti siete voi di Luca Cangianti (Diarkos, 2019);
El Diablo di Mauro Baldrati (Fanucci, 2018);
Guida ai narratori italiani del fantastico. Scrittori di fantascienza, fantasy e horror made in Italy di Walter Catalano, Gian Filippo Pizzo, Andrea Vaccaro (Odoya, 2018);
Guida alla letteratura noir di Walter Catalano (Odoya, 2018).

Note sulla quarta dimensione | L’INDISCRETO


Su L’indiscreto un bell’articolo che indaga le implicazioni della quarta dimensione; un estratto:

Durante il periodo che ora chiamiamo “fin de siècle”, cioè fine del secolo, due mondi si sono scontrati. Le idee morivano tanto facilmente quanto venivano al mondo. E in una sorta di logica hegeliana di tesi/antitesi/sintesi, le idee più interessanti sono nate da genitori diametralmente diversi. In particolare, l’ultimo soffio di spiritualità vittoriana ha infuso la scienza di un certo misticismo. La teosofia era portavoce di tutta la rabbia del tempo; Huysmans trascinò Satana nella Parigi moderna; e poeti e studiosi eccentrici si incontrarono nella sala di lettura del British Museum sotto l’egida della Golden Dawn per una tazza di tè e un po’ di demonologia. Come conseguenza di tutto ciò, alcuni termini scientifici tuttora in uso, sono il risultato di  strane e meravigliose idee che sono state sviluppate proprio all’inizio del secolo. È il caso dello spazio, che affascinava matematici, filosofi e artisti con le sue insondabili possibilità.

Al di fuori dei circoli matematici, questa tendenza iniziò in modo piuttosto innocuo nel 1884, quando Edwin A. Abbott pubblicò Flatland: “Un romanzo dalle molte dimensioni”, sotto lo pseudonimo di A. Square. Nella bella tradizione della satira inglese, Abbott crea un mondo alternativo, una sorta di arena senza senso per ridicolizzare  le strutture sociali dell’Inghilterra vittoriana. In questo mondo bidimensionale, classi diverse sono composte da poligoni diversi, e le leggi sui lati e gli angoli che sostengono la gerarchia si spingono fino all’assurdità. Inizialmente l’opera è stata solo moderatamente popolare, ma ha introdotto esperimenti mentali che permettevano al grande pubblico di visualizzare numeri di dimensioni superiori alla terza. Ha anche spianato la strada a un pensatore assai più esoterico che avrebbe avuto effetti di più ampia portata con il suo mix  di misticismo e di matematica.

Nell’aprile 1904, C. H. Hinton pubblicò The Fourth Dimension, un libro di matematica molto popolare, basato su concetti che aveva sviluppato sin dal 1880, in cui cercava di stabilire una dimensione spaziale aggiuntiva alle tre che già conoscevamo. Non stiamo parlando del tempo che oggi siamo abituati a considerare come la quarta dimensione; quell’idea è arrivata un po’ più tardi. Hinton stava parlando di una dimensione spaziale reale, di una nuova geometria, fisicamente esistente e persino possibile da vedere e sperimentare; qualcosa che ci collegava tutti e ci avrebbe portato a una “Nuova Era del Pensiero”. (È interessante notare che proprio nello stesso mese in una stanza d’albergo al Cairo, Aleister Crowley parlò con gli dei egiziani e proclamò un “Nuovo Eone” per l’umanità. Per quelli di noi che si divertono a tracciare i retroscena subculturali della storia, sembra che una strana sincronicità abbia collegato brevemente un matematico mistico a un mistico matematico – una cosa abbastanza notevole).

Lo scrittore dell’abisso | Pulp libri


Recensione di Walter Catalano a Terrore degli abissi e Acque profonde, opere di Edizioni Hypnos che racchiudono i racconti di mare scritti da William Hope Hodgson. La trattazione fa un quadro anche della vita dell’autore. Su PulpLibri.

In questo campo Hodgson fu autore innovativo e originale nei registri del fantastico e del weird che seppe articolare essenzialmente in tre direzioni: l’horror cosmico dei suoi romanzi maggiori, La casa sull’abisso (1908) e La terra dell’eterna notte (1912), che profonda influenza avrebbe avuto su H. P. Lovecraft e tutti i suoi seguaci; il mystery sovrannaturale, con i racconti dedicati a Thomas Carnacki, l’ennesimo detective dell’occulto da affiancare al Martin Hesselius di Le Fanu, al Jules De Grandin di Seabury Quinn, all’Harry Dickson di Jean Ray, al Principe Zaleski di M.P. Shiel, al Van Helsing di Bram Stoker, ma soprattutto al Phisician Extraordinary per antonomasia, il contemporaneo John Silence di Algernon Blackwood. A differenza di questi ultimi, però, Carnacki, mantiene un piglio ironico e disincantato nei confronti del fantasma di turno che disinfesta utilizzando, a preferenza delle arcane conoscenze esoteriche, strumenti parascientifici di ispirazione assolutamente positivista come il pentacolo elettrico (innovazione di quelli tradizionali dei grimoire), la barriera cromatica e altre affini diavolerie metapsichiche della Seconda rivoluzione industriale. Infine si annovera il weird marinaresco, nella tradizione del “Manoscritto trovato in una bottiglia” e del Gordon Pym di Poe, dei suoi romanzi Naufragio nell’ignoto (1907), I pirati fantasma (1909) e della gran parte dei suoi racconti.

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Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

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