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Archivio per settembre 24, 2019

Esce S.O.S – Soniche Oblique Strategie


È appena stato dato l’annuncio di una nuova antologia a tema, incentrata sul mondo del Rock – trattato in un modo assai colto e artistico – e curata da Mario Gazzola. La notizia è su PostHuman, e non posso farvi servizio migliore se non incollandovi qui sotto le definizioni e l’elenco dei meravigliosi partecipanti al megaprogetto che ha, come titolo, S.O.S – Soniche Oblique Strategie. Complimenti al curatore e, ovviamente, ai fantastici partecipanti, il piatto sembra davvero prelibato.

“Ho pensato fin dal primo momento che questo romanzo-antologia fosse un’idea geniale”, commenta Andrea Carlo Cappi la sua partecipazione all’antologia. “Per il mio racconto ho dovuto aspettare gli incubi giusti, indotti dal Black Absynthe, superalcolico che forse dopo questa mia affermazione cesserà d’ora in poi di essere legale”.
Il racconto che Cappi ha completato grazie alle letali libagioni etiliche è Pittore di Sfondi Sonori, uno dei sette che si dipartono come improvvisazioni solistiche jazz rock dal tema guida, ossia Lastre di Ghiaccio Atonali, il racconto firmato dal curatore dell’antologia Mario Gazzola, che funge da spina dorsale all’intero progetto, riproducendo a livello narrativo il gioco di ruolo dalle cui carte partono tutte le otto storie.

Il plot

Come durante le reali session di registrazione dell’album Outside di David Bowie (di cui leggete sul saggio FantaRock), anche all’inizio di S.O.S – Soniche Oblique Strategie troviamo un produttore-guru dai modi affabili quanto enigmatici, dall’emblematico nome di Brain One, che ha convocato in studio un team di musicisti che in passato hanno tutti suonato nei dischi di un cantante definito semplicemente “il Biondo”, ormai scomparso da anni e da tutti rimpianto. Questa dream band è chiamata ad accompagnare una misteriosa nuova promessa del rock futuro di nome Jack, che però nessuno conosce e in studio non è presente.
In attesa d’incontrarlo, il produttore spinge i musicisti ad improvvisare perché le stesse canzoni dell’album da registrare non sono ancora pronte e anzi proprio dalle loro jam dovranno prendere forma. Ma, da semplici giochi come immaginare d’essere personaggi di famosi racconti letterari incentrati sulla musica (da Lovecraft a George R.R. Martin, per esempio), o membri di band immaginarie come i “Dark Side of the Bad Moon Rising” o i “Riders of the Deep Purple Storm”, le improvvisazioni collettive spingeranno i musicisti sempre più lontano in stati di trance estatica, in cui percorreranno  i cammini sonori più sperimentali e siderali, perdendo progressivamente il senso della realtà e si troveranno testimoni di fenomeni inspiegabili e strane apparizioni.
Saranno frutto di qualche nuova droga come il Dreamwater o forse il produttore sta inseguendo un suo oscuro disegno attraverso una sorta di occultismo musicale?

Le penne

Da questo impianto si dipartono i racconti degli altri sette autori, che hanno sviluppato in piena libertà uno dei personaggi del gioco di Brian Eno: Un Musicista ad Asteroid di Lukha B. Kremo (“un viaggio spaziale sonoro sia interiore che sensoriale, in cui i personaggi sono artefici e vittime della propria musica”), Una delle nuove band neoscience e il Dreamwater, che ha consentito a Claudia Salvatoridi sperimentare in mondi nuovi e di mettere in scena la rockstar come una delle ultime manifestazioni viventi del sacro”; Mad Machinery Possession (in un sex club nordafricano) di Danilo Arona, che trova che “l’ibridazione Gazzola/Arona spacca alla grande”; Un Grande del Crack Rhythm a Lagos di Giovanni De Matteo (“una jam session di scrittura combinatoria: un naufragio nell’inconscio musicale del nuovo millennio”), L’architetto del Modus Operandi di Ernesto Assante e Nuvole di parole astratte colorate di Maurizio Marsico, che si è ispirato a Joyce, Burroughs e all’antipsichiatria di Laing per dar forma a una visione nonsense, “la forma verbale più musicale immaginabile”.

Tutti autori che non hanno bisogno di presentazioni: Arona, Cappi e Salvatori sono tre assi di lungo corso dell’horror, del thriller spionistico, del giallo italiani e di tutte le reciproche contaminazioni. Kremo e De Matteo sono entrambi premi Urania e colonne fondanti del movimento connettivista; mentre Assante e Marsico sono due veterani della scrittura musicale, sia giornalistica che discografica, che col “romanzo-antologia S.O.S.” hanno accettato di mettersi alla prova anche come narratori.

Le matite

Tutti i racconti dell’antologia sono inoltre illustrati dai disegni di cui vedete qualche esempio ai lati dell’articolo: da Tonia Gentile (autrice del disegno in copertina) quelli che aprono e concludono il racconto di Mario Gazzola (e l’intero libro) e i due del racconto di Arona, da Lucia Polo per il racconto di Kremo, Erika Dagnino per Claudia Salvatori e Valentina Tanca quelli di De Matteo, Marsico e Assante, cui presta un disegno anche Sandro Lettieri. Mentre Cappi è l’unico del “mucchio selvaggio” che ha scelto di visualizzarsi da sé.

S.O.S – Soniche Oblique Strategie è il quarto titolo della nuova collana di Arcana (Non) Fiction, dedicata alla narrativa d’ispirazione musicale, è in libreria da giovedì 26 settembre (224 pagine, € 17,50). QUI trovate la pagina Facebook su cui ogni giorno leggerete un nuovo estratto a sorpresa da uno dei racconti dell’antologia, illustrato dal rispettivo disegno.

Richieste di solitudine


Le richieste da solitudine si alzano meste nell’aria per poi ricadere subito dopo sul terreno, afflosciate e inerti, inutili, devastate in posizioni innaturali e inodori, nemmeno in disfacimento.

Stephanie Pan – Have Robot Dog, Will Travel | Neural


[Letto su Neural]

Forte d’un impatto scenico modulato fra vocalità estreme, audio sperimentalismo e performing art, Stephanie Pan ha presentato Have Robot Dog, Will Travel, progetto che è stato anche supportato da Ensemble Klang durante il Festival Dag in de Branding, un evento dedicato alla voce femminile tenutosi a L’Aja, in Olanda, nel 2018. Il mix di suoni è subito molto coinvolgente e il tappeto di trame sullo sfondo della voce è ipnotico, gommoso e macchinico, nella prima traccia, “On Handstands”, completato da un’interpretazione davvero raffinata ed evocativa, condita anche da gemiti gutturali. Non da meno è la successiva “Song For Being Alone #1”, struggente ed evocativa, con la vocalità sostenuta da una nenia delicata che sempre ritorna fra le altre emergenze auditive, gli scampanellii e i soavi passaggi. Qualcuno potrebbe obiettare che siamo ai confini con il pop e non ci sentiremmo di smentirlo completamente, anche se qualcosa di sempre un po’ inquietante o estremamente virtuosistico ci riporta ad altri territori, meno consueti e ordinari. L’estetica e la sensibilità di Stephanie Pan spingono verso dimensioni che non sono del tutto regolari e questo è assolutamente rivendicato nel sottolineare quanto proprio la voce umana e gli stessi strumenti analogici siano imperfetti. Nelle intenzioni dell’autrice l’album è un’ode all’astrazione, all’ambiguità, alle parole non dette, “un ritratto intimo su un ricco letto di caos e rumore”. Quello che si ricerca, evidentemente, è un punto di contatto tra il mondo digitale e quello analogico, un limbo dove anche l’uso di strumenti giocattolo ci riporta sulla strada dell’imperfezione. Non è un caso allora che anche i testi abbiano a che fare con il concetto di ambiguità.

Visioni frapposte


Cospirazioni di bassa lega si frappongono tra le visuali territoriali e quelle della stratosfera, disegnando un abisso cognitivo di irrisoluzione sistemica.

Ufo e misteri nell’Italia fascista con Gli archivi segreti della sezione M | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Gli archivi segreti della sezione M, romanzo storico di Carlo Alberto Orlandi, pseudonimo dietro cui si nascondono Giulio Leoni, Enrico Lucenti, Massimo Pietroselli.

Italia, metà degli anni trenta. Mussolini or­dina al Ministro dell’Interno di costituire un nucleo investigativo speciale con il compito di indagare su quelle vicende, criminali o meno, considera­te pericolose per la sicurezza della nazione per la loro natura bizzarra e talora esoterica.
La sezione viene posta alle dipen­denze funzionali del Gabinetto RS-33, un gruppo di scienziati guidato da Gu­lielmo Marconi, che accetta il ruolo con la riserva di po­ter utilizzare sul campo forze prove­nienti dal mondo universitario anziché tradizionali agenti di polizia. La sua scelta cade su Ondina Murri, esperta di storia e di lingue antiche, Davide Va­relli, geniaccio matematico e Romolo Mancini, appassionato di motori.

I tre giovani, con il compito di indagare sui vari misteri, intera­giscono in ogni episodio con personaggi realmente esistiti all’epoca: Gabriele d’Annunzio, Ettore Majorana, Primo Car­nera, padre Agostino Gemelli e gli eso­teristi di Ur, attori e artisti famosi…

Indubbiamente, una pubblicazione dal fascino enorme, tre eccellenti firme nazionali che narrano verosimilmente di un periodo che così lontano non è, con tutti i misteri dell’epoca che ancora pulsano intatti…

Alessandro Rolfini

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