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Archivio per ottobre 8, 2019

Ecco il bando per il Premio Kipple 2020 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria bandisce per l’anno 2020
la XIII edizione
del Premio Kipple per il miglior romanzo di genere fantastico

1) Sono ammesse solo le opere in lingua italiana inedite, mai pubblicate su carta, digitale e sul web. I romanzi devono avere la lunghezza minima di 100 cartelle dattiloscritte e massima di 400 cartelle (per cartella s’intende, all’incirca, una pagina da 60 battute di 30 righe, cioè 1800 caratteri spazi inclusi).

2) Il contenuto deve essere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE fantastico.
I generi ammessi sono:
Fantascienza (hard science-fiction, post-cyberpunk, steampunk, bio-punk, anticipazione, ecc.)
Weird (new weird, neo-noir, horror, urban fantasy, ecc.)
Testi di qualsiasi altra natura NON verranno presi in considerazione.

3) È possibile partecipare con più opere.

4) La quota di partecipazione è fissata in 15 per ogni opera, da accreditare entro il 30 aprile 2020 in uno dei seguenti metodi:

I) con accredito sull’indirizzo paypal: kol@kipple.it
II) con accredito sul conto corrente postale n° 43103274 con causale “Premio Kipple 2020”
III) con bonifico alle coordinate bancarie: IBAN IT95W 07601 01600 000043103274 intestate a Gianluca Cremoni con causale “Premio Kipple 2020”

5) La scadenza è fissata per il 30 aprile 2020.

6) I romanzi devono essere spediti in allegato all’indirizzo: kol@kipple.it indicando nel titolo dell’e-mail “Premio Kipple 2020”.
Nel corpo della mail dovrà essere presente: il Titolo (o i titoli) dell’opera, nome cognome (ed eventuale pseudonimo) dell’Autore e la dicitura: “dichiaro che l’opera allegata non deriva da plagio e di essere in possesso di tutti i diritti a esso connessi; ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003 n.196” e “Autorizzo il trattamento dei dati personali in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.

In allegato dovrà esserci il testo salvato come: “titolo opera” di “nome autore” (con nome dell’autore, il titolo dell’opera e un indirizzo email anche sul frontespizio della prima pagina) e deve essere presentato SOLO in formato elettronico .doc, .rtf, .odt o .docx e, sempre in allegato, la ricevuta del pagamento.
La redazione risponde sempre alla ricezione delle email, in caso di mancata ricezione della ricevuta controllare nello spam.

7) Il vincitore del Premio avrà diritto alla pubblicazione del romanzo in formato CARTACEO nella collana “Avatar”, distribuito nelle librerie online, e in versione DIGITALE nella collana “eAvatar” distribuito su tutti i portali online quali Kobobooks, IBS, Mediaworld, Unilibro, LaFeltrinelli, Biblet, Bol, Bookrepublic, ecc., su Amazon IT, US, UK, DE, FR, ES, JP, CA, IN, MX, e AppleStore (iTunes).

Riepilogo:

Lunghezza: min 100 max 400 cartelle
Scadenza: 30 aprile 2020
Invio a: kol@kipple.it in formato .doc, .rtf, .odt o docx.
Quota di partecipazione: 15 ogni romanzo

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Scale di inferiorità


I sommovimenti statici s’incastonano nelle assurdità molecolari di questo tempo, mostrando la complessità sistemica del non essere, notevolmente superiore all’incarnazione.

Su LA CITTA’ FUTURA Renato Caputo valuta l’opera di Valerio Evangelisti, a partire dal romanzo NOI SAREMO TUTTO – Eymerich.com


Splendida e dettagliata critica dell’opera sociale di Valerio Evangelisti, condensata mirabilmente nel ciclo Il sole dell’avvenire. Dal suo sito prendo questa segnalazione e la rilancio, incollando qui sotto alcuni passi presi da La città futura, a cura di Renato Caputo.

Il primo eccezionale merito di Evangelisti è che, con questi suoi più recenti romanzi, ha rilanciato alla grande – dopo decenni di costante demonizzazione da parte dell’ideologia dominante – il realismo socialista che rischiava altrimenti per finire definitivamente sepolto sotto le macerie del muro di Berlino. Le opere di Evangelisti, ricordate in questo articolo, sono tutte ottimi esempi di realismo socialista all’altezza delle sfide del ventunesimo secolo. Nel senso che Evangelisti è riuscito nella difficilissima impresa di superare dialetticamente il realismo socialista che si era venuto tortuosamente sviluppando nel corso del precedente secolo breve. In altri termini, questo eccezionale storico e romanziere è riuscito a recuperare quanto c’era di buono nel realismo socialista del ventesimo secolo, eliminando quanto c’era di caduco, di limitato e superato. In tal modo è riuscito a svilupparlo a un livello superiore, sintetizzando in queste sue opere la lezione del più grande critico letterario e studioso di estetica marxista, György Lukàcs, e del più grande scrittore marxista: Bertolt Brecht. Se dal primo Evangelisti ha ripreso e realizzato in diverse proprie opere la concezione più elaborata di realismo socialista, dal secondo ha ripreso due aspetti essenziali della poetica e dell’opera brechtiana: il dramma epico (didattico e dialettico) e l’effetto di straniamento.

In tutti i grandi romanzi sopra-citati è posta giustamente al centro degli eventi la lotta di classe, quale autentico motore del processo storico. Tanto la lotta di classe, quanto il processo storico sono sempre narrati nel modo più realistico e, quindi, dialettico, con personaggi tipici e storie particolari, che ci permettono però di rivivere dei momenti decisivi della nostra storia, ovvero la lotta del movimento dei lavoratori che, battendosi per la propria emancipazione, dà il contributo decisivo nella nostra epoca storica alla lotta per l’emancipazione dell’intero genere umano.

Perciò i citati romanzi di Evangelisti hanno un grande valore dal punto di vista didattico, in quanto da autentiche opere d’arte ci permettono, come metteva in evidenza già Aristotele, di comprendere meglio essenziali eventi storici, anche rispetto a molti libri di storia. Del resto la grandezza di Evangelisti è proprio questa di sviluppare delle autentiche opere d’arte sulla base di una profonda conoscenza storica. Infine, Evangelisti fa ampio uso dell’effetto di straniamento, i protagonisti dei suoi romanzi non consentono mai al lettore d’identificarsi acriticamente, ma lo lasciano sempre libero e lo spingono a riflettere criticamente sulla storia emblematica che gli viene narrata.

Per altro Evangelisti è un grande scrittore proprio perché è partigiano nel senso più alto e migliore del termine, nel senso gramsciano che porta a odiare gli indifferenti. Dunque, nella sua narrazione non vi è mai un distacco cinico (da cretino, direbbe Marx) dai grandi eventi narrati, né tantomeno si scade mai nel minimal-qualunquismo. Il narratore chiaramente non può essere indifferente a ciò che narra, anzi in questo caso è animato da una sana passione politica, ma al contempo estremamente razionale e critica. In tal modo il lettore non è mai ingannato, in quanto l’autore non nasconde la propria posizione etico-politica. Questo non significa, però, che ci dà una narrazione ideologica degli eventi, nel senso peggiore (marxiano) del termine. Per esempio anche in Noi saremo tutto Evangelisti prende parte decisamente per i comunisti e per chi porta avanti con spirito rivoluzionario la lotta di classe, senza però mai dare un’immagine edulcorata, apologetica e acritica di coloro per cui parteggia. Anzi è molto bravo a ricostruirne in modo realistico e dialettico la storia, mettendo in luce il contributo essenziale che hanno dato alla lotta per l’emancipazione del genere umano, senza nasconderne gli aspetti contraddittori e i limiti storici. Evidenziare questi ultimi è un aspetto essenziale per comprendere i motivi delle sconfitte storiche subite dalle forze che si battono in questa secolare lotta per l’emancipazione umana.

Caos armoriale


Tremano i ricordi nelle desinenze che si asciugano oltre gli abissi del tempo, e dello spazio. Lì dove tutto si rincorre in un caos armoriale quantico.

Voin Oruwu – Etudes From A Starship | Neural


[Letto su Neural]

Sono dieci le futuristiche tracce elegantemente costruite da Dmitriy Avksentiev, aka Voin Oruwu, sound artista che dopo Big Space Adventure, doppio LP pubblicato nel 2018 per Private Persons, approda adesso alla Kvitnu di Dmytro Fedorenko e Kateryna Zavoloka. Sono atmosfere misticheggianti e un po’ enfatiche, malinconiche ed emotive, quelle dipanate dal musicista di Kiev, attivo nelle scene elettroniche anche con i moniker di Koloah e Tropical Echobird. Come spesso succede con le uscite Kvitnu il confine fra sperimentalismo, immaginari distopici e un’elettronica di tendenza – dalle venature tecnoidi – è molto sfumato. Sin dai primissimi solchi di “Titan” le ambientazioni sognanti fanno però presagire sviluppi più tesi e sintetici, che arrivano presto, prima con “Blur Planet”, che sostiene un respiro decisamente space e rarefatto, poi con “Source”, produzione nella quale le sequenze si fanno più complesse e cinematiche, un po’ cameristiche e inquiete. Bisogna aspettare “Decay Instability” per ritmiche sostenute, fratturate e quasi da dancefloor industrialista, mentre la successiva “Even Mind” parte quasi silente ma vantando una ripresa di grande effetto simbolico, una sorta di nenia cosmica, siderale e macchinica. Non c’è quasi cesura fra le differenti tracce e “Limulus” anche sciorina diradati passaggi ed elementi percussivi adrenalinici, giocando sul contrasto quiete-caos, che è tecnica ricorrente a queste latitudini stilistiche. Siamo idealmente in viaggio interstellare con Voin Oruwu, che non fa mistero delle sue fascinazioni sci-fi, anche in “Escape Mission” e nella traccia di chiusura, “Ceremony”, elegiaca e musicalissima. È proprio questa capacità di far fronte a più registri espressivi a coinvolgere infine l’ascoltatore più smaliziato, quello che si rende presto partecipe nell’essere investito da differenti stilemi, montati ad arte in un impianto concettuale che riesce ad accogliere più influenze senza rinunciare a sperimentalismi e melodie, a sapienze ambientali e a passaggi nervosi. Voin Oruwu è abile nel tenere la scena e pure nelle sue esternazioni meno radicali – ci riferiamo ad esempio alla sua apparizione per un format quale Boiler Room – non viene meno a questa sua doppia vocazione, divisa fra pattern eterei e ritmiche ipnotiche, paesaggi sfumati e intensità vibratili. Studies From A Starship è un album da godere a fondo lasciandosi coinvolgere e incantare dal suo flusso visionario e sinuoso.

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

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e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

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Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna... punito perché vede l'alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

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There was a vision…

… of an outstanding and individual concept, which would last for many years hence.

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Avevo un sogno e l'ho realizzato.

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È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

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“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

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"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

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Rosa Frullo. Un poeta e un filosofo tra Spleen e Masochismo

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

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Laudabunt alii claram Rhodon aut Mytilenem...

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la condivisione del dolore è un dono di amore da parte di chi lo fa e di chi lo riceve

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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poesie seminate, di Martina Campi

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Astra inclinant non necessitant

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Racconti di fantascienza (e altro) di Piero Schiavo Campo

Quel cinema invisibile...

Cinema was made to reunite the Visible and the Invisible

Il Calamaio Elettrico

Versi di Mauro De Candia e influenze varie

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Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti

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