HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per dicembre 7, 2019

Io non sono leggenda | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la recensione a Io non sono leggenda, saggio di Jacques Bergier visto dalla sensibilità di Tea C. Blanc. Vi lascio ad alcuni passaggi:

Quando qualche giorno fa sono entrata in Rete per curiosare nella montagna di recensioni, a un mese e mezzo dalla sua uscita, che mi aspettavo di vedere su Io non sono leggenda di Jacques Bergier ero indecisa se scriverne, poi ho visto un deserto che mi ha ricordato i deserti di Ballard. Ho preso in mano la penna e ho cominciato. È un libro importante, non so il motivo di questo silenzio. Non credo sia dovuto al fatto che chi sa, non parla, perché da anni non vedo nemmeno le domande che si suppone dovrebbero essere inevase. Non conosco nemmeno i dati di vendita a un mese e mezzo dalla sua uscita, ma l’impressione è: o questo libro non ha venduto una copia (il che risulta improbabile, se non altro perché ne ho un esemplare davanti a me), oppure sta vendendo di brutto ma a lettori che si guardano bene dal dirlo, un po’ come è successo con Il mattino dei maghi quando esimi professori confessavano sì, di averlo acquistato, ma per amici conoscenti colleghi mogli figli nipoti passanti sconosciuti…

Forse per alcuni risulterà una lungaggine inutile catturare l’attenzione con un altro libro, cioè Il mattino dei maghi appena citato (Le Matin des magiciens), opera a quattro mani dell’uomo di scienza Jacques Bergier e del suo alleato di scrittura, il giornalista e scrittore Louis Pauwels (si pronuncia povɛls, era un francese). Ma prima di entrare nel nucleo dell’argomento, bisogna considerare che Il mattino dei maghi, pubblicazione imprescindibile per afferrare Io non sono leggenda, uscì in Francia nel 1960 e ci sono almeno un paio di generazioni che ne sanno poco o nulla (in Italia la prima edizione uscì nel 1963 per Mondadori, a cui seguirono tre edizioni economiche, l’ultima delle quali nel 1984). La prima cosa che salta all’occhio è che vendette milioni di copie. I due autori non si aspettavano un successo simile, invece la fama del saggio superò i confini nazionali ed europei. Naturalmente ebbe anche molti detrattori. La seconda informazione necessaria è che, con quest’opera, gli autori introdussero una prospettiva nuova, un nuovo modo di guardare alla scienza, alla tecnica e a tutte le discipline umane, quindi anche l’antropologia, la storia, la psicologia, la filosofia, l’archeologia, etc. etc. etc., a cui diedero il nome di realismo fantastico.

Una volta aperto il libro, è infatti importante continuare a ricordare che Jacques Bergier è uomo di scienza, chimico e ingegnere ma conoscitore anche della fisica. E ragiona in termini scientifici. Con qualcosa in più.

Perché Il mattino dei maghi dovrebbe interessare le ultime generazioni? Perché offre una prospettiva unitaria (olistica? ecosistemica?) e illuminante in un’epoca in cui vari fattori, tra cui la frammentazione apprenditiva e sociale, l’iperspecializzazione, la quasi totale assenza di figure di rilievo e guida che sappiano contrastare con onestà intellettuale la frattura interiore e sociale nel tentativo di comporla, hanno deprivato la struttura percettiva personale e collettiva. È sufficiente fare una semplice operazione di addizione. Basta aggiungere, ogni volta che gli autori scrivono scienza e tecnica, le parole intelligenza artificiale: scienza e tecnica + intelligenza artificiale (argomento di cui comunque Bergier fece in tempo a occuparsi). In questo modo Il mattino dei maghi torna un libro che potrebbe essere stato scritto oggi. Per chi già conosce il saggio stiamo cioè eseguendo quell’operazione che Bergier descriveva come una nuova visione sul passato per essere contemporanei del futuro, e non moderni attardati. La stiamo eseguendo sul libro stesso. Non so se a Bergier e Pauwels questo sarebbe piaciuto. Presumo ne sarebbero divertiti.

Il saggio, a edificazione di chi non l’ha mai letto, è composto di tre parti di cui l’ossatura sono la scienza, la storia, l’essere umano. Fin qui nulla di strano. È spiazzante, invece, l’approccio a ognuno degli argomenti, svolto secondo criteri che tengono inoltre conto delle discipline umane: scientifiche, umanistiche e artistiche. Non manca nulla. Dulcis in fundo, contiene anche due racconti integrali inscritti in quella che viene di solito denominata letteratura fantascientifica, una letteratura che ha avuto e continua ad avere meglio di altre i numeri per penetrare l’attitudine mentale a essere contemporanei del futuro. Naturalmente non sono una parabola fantastica qualunque: mostrano il senso profondo del tema superando l’etichetta di genere come ogni grande scrittura. I due racconti sono I nove miliardi di nomi di Dio di Arthur C. Clarke (The Nine Billion Names of God, 1953) e Un cantico per san Leibowitz di Walter M. Miller (A Canticle for Leibowitz, 1959). Spuntano anche l’incipit alla novella orrorifica Il popolo bianco di Arthur Machen (The White People, pubblicato nel 1904), un estratto del romanzo esoterico Il volto verde di Gustav Meyrink (Das grüne Gesicht, 1917), un brano della novella L’Aleph di Jorge Luis Borges (El Aleph, nella raccolta originale omonima, 1949).

Grazie all’autrice della recensione per aver parlato di questa realtà ineffabile, quantica e connessa. Il reale è composto di infiniti rivoli ripiegati in frattali espansi nei propri eoni…

Eventi inattesi


Sei un residuo junkie che mostra intemperanze e crisi interiori degne del miglior saltimbanco psichiatrico, come un urlo che improvvisamente ti lacera alle spalle, inaspettato…

Ovvietà per niente note


Lo show si mostra perfetto, quando la noncuranza è sinonimo di una leggerezza che confina con l’incompetenza.

Dieresi e dimenticanze


Dieresi estese sulla via del ritorno. E alla fine, trovi imprecisioni smaltate come estetiche di lusso, dimenticate ogni necessità.

▶︎ Angel In The Detail | Legendary Pink Dots


Su segnalazione del sempre efficace Mario Gazzola, i Legendary Pink Dots che cercano di non far rimpiangere troppo il mai troppo compianto Syd Barrett e la sua idea di Floyd. Su Bandcamp.

simonebocchetta

Qui all'ombra si sta bene (A. Camus, Opere, p. 1131)

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

Dreams of Dark Angels

The blog of fantasy writer Storm Constantine

Bagatelle

Quisquilie, bagatelle, pinzillacchere...

HORROR CULTURA

Letteratura, cinema, storia dell'horror

Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

Oui Magazine

Per me cultura significa creazione di vita. (Cesare Zavattini)

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

AI MARGINI DEL CAOS

un blog di Franco Ricciardiello

COINCIDENZE

Guardati intorno

Roccioletti

Arte altra e altrove.

Sharing

NEUTRALIZE THE FREE RADICALS

Novo Scriptorium

ἀνθρώποισι πᾶσι μέτεστι γινώσκειν ἑωυτοὺς καὶ σωφρονεῖν.

Arte Macabra

per gli amanti del macabro e del grottesco nell'arte moderna

CineFatti

Almeno un film al giorno, come il caffè.

Alessandro Rolfini

ESPLORA L’AVVENTURA

Pmespeak's Blog

Remember! Once warmth was without fire.

L'edera

e le altre poesie in ordine sparso by MerMer

anche-ombre

percorsi ombreggiati, riflessioni esauste, alcooliche, liberatorie

Giacomo Ferraiuolo

Avevo un sogno e l'ho realizzato.

- GIORNALE POP -

Per informarsi su fumetti, film, serie tv, cartoni, musica e tutto ciò che è pop

Inchiostro e Sanguenero

È impossibile non comunicare. (Primo assioma della comunicazione. Scuola di Palo Alto)

Stregherie

“Quando siamo calmi e pieni di saggezza, ci accorgiamo che solo le cose nobili e grandi hanno un’esistenza assoluta e duratura, mentre le piccole paure e i piccoli pensieri sono solo l’ombra della realtà.” (H. D. Thoreau)

L'occhio del cineasta

La community italiana del cinema

La Sindrome del Colibrì

The more you know, the less you fear (Chris Hadfield)

Terracqueo

MultaPaucis

Il maestro dei sogni

"Tutti siamo fatti della stessa sostanza dei sogni"

Il Bistrot dei Libri

"Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso" Daniel Pennac

Astro Orientamenti

Ri orientarsi: alla ricerca del nostro baricentro interiore

Fantasy al Kilo

L'osteria del Fantasy e Sci-Fi

Medio Oriente e Dintorni

Storie, cultura e sport dal Medio Oriente e e Dintorni

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

ˈGŌSTRAK

In Absentia Lucis Tenebrae Vincunt

BREAKFAST COMICS

Best Comics & Graphic Novels / I fumetti da leggere almeno una volta nella vita. Sponsored by CSBNO

La Via del Caos

Cambiare il modo di vedere il mondo per migliorare sé stessi

Aquilone di pensieri

And into the fields I go to lose my mind and find my soul

3... 2... 1... Clic!

E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

B-Movie Zone

recensioni di film horror, thriller, gialli, poliziotteschi, sci-fi, exploitation, erotika

I tesori di Amleta

Qualcosa appare e scompare tra tanto buio e luce

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: