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Archivio per dicembre 16, 2019

Esce Pop-Politics, di Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di coglierne l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti con lo strumento della dissacrazione. La prefazione è di Lietta Manganelli.

In cartaceo e digitale, l’opera è disponibile su www.kipple.it e nelle librerie online.

Sinossi

Pee Gee Daniel e Lukha B. Kremo sono gli autori di questo esperimento dove l’ironia e il sarcasmo divengono oggetti taglienti con cui sezionare e dissacrare il nostro mondo contemporaneo, dove i residui di un tempo che si vorrebbe morto e sepolto continuano a fiorire generando mostri.
Grillo, Renzi, Salvini, Putin, Trump, Kim Jong-un e molti altri: nessuno di loro sfugge alla penna caustica e derisoria dei due autori, che attraverso uno stile sperimentale e affastellato dissezionano, grazie al bisturi della più tagliente ironia, il potere e i suoi più recenti detentori.

Estratto

Gli uomini veri sono quelli che se la prendono con chi gli è pari, gli eroi con chi gli sia superiore, la merda umana se la prende coi poveracci, svantaggiati rispetto a essa sul piano sociale, reddituale, sessuale, legislativo e così via.
L’è poi codesta la quintessenza del fascista.
A livello politico, nel momento in cui uno Stato comincia a perseguire i più deboli, anziché soccorrerli, allora tecnicamente nasce un regime fascista.
Il fascismo è, socialmente parlando, sopraffazione tramite vigliaccheria istituzionalizzata. È la rivincita sociopolitica della mezza tacca, del niente di che, dello sfigatello, del subumano, che finalmente, se ha il beato chiccherone di nascere, crescere e pascere dentro quel particolare milieu, entro quel pur poco durevole periodo storico, si vedrà nobilitato da una qualche patacca infilzata sul petto, da un fez o da un copricapo con protuberanze cornee calzato sulla testaccia sua idrocefalica, da un paro de stivaloni a tutto polpaccio tirati a cera o anfibi con la suola a carrarmato o ancora delle Hogan Interactive da 300 cucuzze al paio (lì va a mode), arricchito di una tessera di partito e di un’iscrizione alle parate domenicali o sabatine, potrà farsene bello, primeggiare a suo agio, montare in boria – non men che il facchino di Pascal – appropriarsi di quel posto nel mondo che natura e giustizia di regola il negherebbono, tenendo a vile e soperchiando e male trattando coloro che, la gran parte delle volte ben più meritevoli, più dabbene, più dotati e presentabili di cotestui, si trovino loro malgrado collocati, a opera dell’ingrata temperie storica corrente (vuoi per questioni di etnia, sproloquiata: razza, vuoi per ragioni culturali, anagrafiche, economiche) in uno stato di subalternità rispetto al sovrano citrullo.
Allo scemoide, ominicchio o ciapa-ciapa aderente della prima ora al partito unico o di stragrande maggioranza, sarà pertanto pubblicamente consentito di dar calci ai cani in cui la s’imbatta giùe per la strada, sparacchiare a o percuotere li negri mangiabanane che faccino la questua all’egresso dei supermarket presso cui si rifornisce, proibire a’ bimbini loro (de li negri, de’ maruga, de’ zingheri, de’ stirpi loro tutte quante malnate) di desinare spalla a spalla con i compagnucci de scola – e che la ci pensino Allah e Macometto appaiati a li filii sua e a li loro stomachini, puttanaèva! – trasformare i luoghi di culto altrui in posteggi e parcheggiarci le macchine con ancora i fedeli lì dentro, senza manco avvisarli, levar loro il pane di bocca, sdentata e fetente, il tetto da sopra le loro capocce pulciose, la machena, che se ne vadino a piotte ovvero sulle mani fino alla raccolta dei pomidori o sopra le lor traballanti impalcature, se davvero tanto gli garba! Levargli pur’anche la cadrega da sott’il culo, così, senza alcuna ragione apparente, giusto per dar loro sempre più handicap, porli in uno stato di difficoltà crescente, farli sentire alla stregua del vermiciattolo che repta rasoterra. Tutto a favore dell’ambecillone, dell’uomo dominante, der fascio che in quella gara impari potrà sempre più accrescere un’autostima che ha il peso di una bava di vento, mentre spinge il proditorio piede di contro la giugulare del sottomesso, in un paradossale quanto labile ribaltamento sossopra delle regole del giuoco, laddove è lo scarto antropologico a sopraffare chi gli sia migliore, non viceversa.
Ecco compendiato il fascismo. Termine che può essere inteso in du’ modi, che qui di seguito tenteremo di discriminare sommariamente.

La quarta

Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti.

Gli autori

Pee Gee Daniel è nato a Torino nel 1976. È stato poliziotto, impiegato, camionista, bibliotecario, direttore di sale-scommesse. Ha pubblicato i romanzi Gigi il bastardo (& le sue 5 morti), Il politico, Lo scommettitore, Ingrid e Riccione, Il lungo sentiero dai mattoni dorati, Freakshow, Un’infilata di onesti accidenti, Il messia di Orogrande, Ego e libido, Yellow Kid, Pistolero e i saggi Il riso e il comico, Breve compendio sopra gli umani caratteri e Il manuale dei baffi. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria).

Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Vincitore del Premio Urania 2016 con Pulphagus® – Fango dei cieli, del Premio Cassiopea, del Premio Vegetti, del Premio Robot e di quattro Premi Italia. Ha pubblicato molti racconti e i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la Trilogia degli Inframondi e Korchin e l’odio. Ha partecipato all’antologia La prima Frontiera (Kipple Officina Libraria) e ha pubblicato diversi cd di musica elettronica con lo pseudonimo di Krell, organizzando il progetto Sonora Commedia.

Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli, da anni porta avanti un lavoro incessante per la diffusione e la valorizzazione dei lavori del padre. Ha pubblicato Album fotografico di Giorgio Manganelli. Racconto biografico, e ha curato Intervista a Dio, di Manganelli, pubblicato, tra gli altri, da Kipple Officina Libraria.

La collana

Capsule è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai piccoli capolavori del Fantastico e della SF prettamente italiana, contraddistinti dalla rapidità di lettura e dalla qualità unita alla fruibilità, dove il basso costo di copertina rende le proposte editoriali imperdibili.

Pee Gee Daniel & Lukha B. Kremo | Pop-politics. Batracomiomachia cinobalanica
Prefazione di Lietta Manganelli

Kipple Officina Libraria
Collana Capsule — Formato cartaceo — Pag. 128 – € 12.00 — ISBN 978-88-32179-20-0
Collana Capsule — Formato ePub e Mobi — Pag. 123 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-21-7

Link

Strani giorni: I Maestri dell’oblio


Segnalazione per Ettore Fobo, tradotto in francese in uno dei suoi libri; vi lascio alle sue note e mi complimento ancora una volta con lui per i risultati che puntualmente raggiunge.

È uscita una nuova traduzione in francese di “Musiche per l’oblio”. Il titolo italiano è cambiato in “I Maestri dell’oblio”, “Les Maîtres de l’oubli”. La traduzione è curata dalla poetessa francese Noëlle Arnoult. La prefazione e la curatela rimangono dello scrittore romeno Daniel Dragomirescu. Il libro è bilingue, italiano – francese.

I Maestri dell’oblio sono personaggi che compaiono in una poesia di Mark Strand. Così Damiano Abeni traduce l’originale inglese The Great Forgetters. Pubblicherò nei prossimi giorni la poesia eponima che apre il libro. Il costo di ogni singola copia è dieci euro più spese di spedizione. Chi fosse interessato può contattarmi all’indirizzo mail stranigiorniettorefobo@gmail.com. Grazie dell’ascolto.

Jenna Sutela – nimiia vibié | Neural


[Letto su Neural]

Al di là della nostra coscienza e del nostro pianeta esistono mondi che val la pena d’esplorare? Alla domanda sibillina, che provoca un immediato straniamento, Jenna Sutela risponde con registrazioni d’una ipotetica prima lingua marziana, visioni di reti neurali e suoni decisamente sintetici e alieni. In nimiia vibié è un computer che veicola informazioni da questi spazi altri, mentre la sound artista utilizza in maniera non consueta interfacce di comunicazione e sistemi d’apprendimento automatico. La lingua che ne scaturisce si basa su un’interpretazione di dialoghi della fine del 1800 che si deve alla medium francese Helene Smith, una lingua che adesso è “interpretata” dalla stessa Sutela. La realizzazione di questo progetto è stata resa possibile anche grazie al contributo di n-dimensions, un programma per residenze artistiche di Google Arts & Culture che si è tenuto al Somerset House Studios e per il quale vi è stata anche la collaborazione di Memo Akten e Damien Henry (due artisti e tecnologi creativi), di Miako Klein al contrabass recorder e di Shin-Joo Morgantini al flauto. L’effetto complessivo è affascinante pur se abrasivo, con voci spettrali o cantilenanti, soffi, sbuffi e registrazioni che paiono di provenienza meccanica. Quando il testo si fa più presente e pressante è impossibile comunque non pensare alla tradizione della scena spoken word, che qui è dipanata secondo uno schema narrativo che si presenta un poco estraneo e respingente, ricordando anche certi nastri mandati al contrario, il nano di Twin Peaks (the man from another place) e gli esperimenti spiritisti sul linguaggio di Brion Gysin e William Burroughs. Il flusso vertiginoso d’informazioni della contemporaneità, lungo le due tracce presentate, rispettivamente di quasi quattordici e dodici minuti, viene mitigato da un andamento narcotico e circolare. Sono in qualche modo messaggi da entità che di solito non possono parlare, ma nelle intenzioni dell’artista sposano anche le suggestioni “virali” della memetica. La sperimentatrice finlandese che adesso vive e lavora a Berlino non è nuova nel mescolare in modo critico materiali futuristici e antichi, sia negli audiovisivi che realizza che nelle installazioni e performance che la vedono protagonista. Forte è sempre nelle sue opere una certa struttura narrativa atta a stabilire relazioni simbiotiche fra differenti forme di vita, siano esse organiche o sintetiche.

osculum verum


Mangiare l’anima di sangue dell’altro.

Pink Floyd – Yet Another Movie (2019 Remix)


Remix del vecchio brano che inaugurava il periodo post-Waters dei Floyd. Il brano è di per sé un gioiellino, ma ora è aumentato nella sua bellezza.

TRIBUNUS

Duemila anni di Storia Romana

Alessandro Giunchi

corruptio pessima optimi

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Fuliggine

“The books gave Matilda a comforting message: You are not alone." Roald Dahl

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Online book of thoughts | Daily writings.

Eleonora Zaupa • Writer Space

Una finestra per un altro mondo. Un mondo che vi farà sognare, o...

Through the Wormhole

“Siamo l’esperimento di controllo, il pianeta cui nessuno si è interessato, il luogo dove nessuno è mai intervenuto. Un mondo di calibratura decaduto. (…) La Terra è un argomento di lezione per gli apprendisti dei.” Carl Sagan

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E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina… si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. (Henri Cartier-Bresson)

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