HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per gennaio 11, 2020

La profonda bellezza dell’oscuro abissale


Il mondo degli abissi porta a definitive consacrazioni dell’oscuro, cui vorresti avvicinare ogni essere senziente che incontri per trasmettergli l’infinita bellezza del buio più profondo.

Intervista a William Gibson | The Quatermass Xperiment


Bella intervista a William Gibson, su TheQuatermassXperiment. Un brano:

Cosa leggi quando lavori su un libro? E che tipo di lettura eviti mentre scrivi?

Quando scrivo narrativa, la regola è di non leggere narrativa. Tutto ciò che non è meraviglioso sembra meno interessante di qualsiasi cosa io stia scrivendo, e qualsiasi cosa che sia meravigliosa rende ciò che sto scrivendo irrimediabilmente squallido al confronto, innescando la sindrome dell’impostore. (Dopo un certo punto della carriera, la preoccupazione che finalmente noteranno la tua vera assenza di talento si trasforma nel preoccuparsi che alla fine si accorgeranno che l’hai perso) Sempre più mi sento, invecchiando, che leggere e scrivere occupa lo stesso territorio limitato nella mia mente e invidio profondamente coloro per i quali questo evidentemente non è un problema.

Nessuna delle considerazioni precedenti sembra misericordiosamente applicarsi alla saggistica.

Stai organizzando una cena letteraria. Quali tre scrittori, vivi o morti, inviti?

Date le forme peculiari in cui la mia immaginazione è stata allenata dal mio lavoro, mi sono subito perso nel chiedermi se i morti sanno di esserlo e come si sentono al riguardo. E sarebbero in qualche modo in grado di mangiare? Ubriacarsi? I costrutti della personalità digitale di autori morti saranno mai un prodotto praticabile? (Molto probabilmente lo saranno.) E poi inizio a immaginare le combinazioni di personalità meno gradevoli possibili, ma ciò potrebbe richiedere settimane per allenarmi in modo soddisfacente.

Sometime The Wolf – Deeper Than Below


La profondità del buio avvolge come una splendida chimera che dà vita.

 

Sorry, Malony doveva essere gambizzato – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine la recensione all’ultimo film di Ken Loach, Sorry we missed you, che racconta – come sempre fa Loach – le brutture fetide del capitalismo/liberismo che imprigiona in catene l’umano. Da non perdere per alcun motivo.

Il regista britannico rosso, originario di Nuneaton nella contea del Warwickshire, prosegue la strada di Io, Daniel Blake dove non c’è scampo, alcuna speranza per chi entra nella macchina tritacarne privatizzata del sistema sanitario inglese, così come racconta molto bene Sorry we missed you nel mondo del lavoro parcellizzato di Amazon e Zara, degli hub della logistica dei tanti lumpen proletariat spacciati per padroncini, in realtà completamente decontrattualizzati e sui quali pendono costi, sanzioni, oneri nei rimpiazzi, rischi scaricati su di loro da un apparato di comando sul lavoro spietato, dove la concorrenza tra autotrasportatori è portata al parossismo.

In Sorry we missed you anche se hai ben presente (mosca rara di questi tempi) cosa siano le vertenze della logistica nostrana, sei portato a dirti: ma no, non è così. E invece è così, proprio così. E questo è il grande merito di Loach, nel prendere per il bavero gli spettatori e di fatto dire loro: hai visto cosa accade quando compri su Amazon con Prime?

Il film procede in un’escalation senza vie d’uscita verso l’ecatombe conclusiva, a loop, ma senza il colpo finale dell’infarto di Daniel Blake. Un girone dantesco dal quale come in un quadro di Escher tutto si ripete e non puoi uscire dal paradosso di una società “libera” che non ti dà nulla: solo debiti, miseria e pisciate nelle bottiglie di plastica per non sforare sui tempi di consegna.

Nell’opera di Ken Loach c’è tutto l’approdo del lungo percorso dagli anni ’80 iniziato con il tatcherismo, con accenni persino espliciti nei dialoghi all’epoca della grande lotta dei minatori, la cui sconfitta (ora lo sappiamo) ha aperto la strada a un’era mondiale di ristrutturazione neoliberale dell’intero sistema capitalistico.

Shaam Larein – Aurora


Che la cerimonia e Iside abbiano inizio.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

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AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

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E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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