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Archivio per gennaio 20, 2020

Craxi e Ricraxi – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine il suo pensiero su Craxi e i ritorni cui stiamo assistendo in questi giorni vomitevolmente celebrativi. Incollo integralmente, giusto per non dimenticare che qui, la memoria fa difetto a troppi:

L’installazione dei missili nucleari NATO a Comiso.
Le complicità neocolonialiste in Somalia.
Lo smantellamento della Scala Mobile che adeguava i salari al costo della vita.
La retorica delle Riforme adoperata per cancellare diritti e garanzie.
Il doppio accordo spartitorio con la Democrazia Cristiana a livello nazionale, e col PCI a livello locale, per l’occupazione bulimica di tutti i posti di potere raggiungibili, la cosiddetta “politica dei due forni”.
L’epurazione del Partito Socialista Italiano da qualsiasi traccia di socialismo, e la sua trasformazione in lista personale, Cerchio Magico di fedelissimi, cortigiani e miracolati.
Il minaccioso disprezzo per critiche e dissenso. La vanagloria faraonica.
La corruzione elevata a sistema, a infrastruttura statale, e rivendicata come imprescindibile strumento di azione politica.
Bettino Craxi non è soltanto una delle più perniciose incarnazioni dell’arroganza del potere che la Storia d’Italia ricordi. È anche l’origine dell’orrido timeloop nel quale siamo prigionieri.
Un sub-universo che si forma negli anni ’80. Come quello di Donnie Darko.
Risvegliando il nefasto archetipo mussoliniano del cosiddetto “uomo forte”, Bettino Craxi il Decisionista dà inizio a quella serie di Cazzari, a quella spirale discendente di Re Sòla che arriva fino a Matteo Salvini.
Negli anni ’80, Craxi consegna tutta la televisione commerciale a quello che sarà il primo dei suoi successori nella spirale, Silvio Berlusconi, facendone il Demiurgo del sub-universo italico appena formato. Mentre i viceré craxiani alla Rai, per una barzelletta, ordinano il Daspo TV per Beppe Grillo, accreditandolo come martire della satira, dell’onestà e del libero pensiero agli occhi dei futuri grillini.
Craxi è il punto d’origine.
Per questo il suo spettro continua ad apparire per indicare la strada (sbagliata) ai suoi successori, gusci sempre più vuoti.
Matteo Salvini non lavora per i russi.
Non lavora per gli americani.
Matteo Salvini non lavora.
Si esibisce.
Ha cominciato come concorrente Mediaset de Il Pranzo è Servito, adesso batte le campagne – elettorali – baciando mortadelle e rosari (in quest’ordine) e mangiando tutto quello che gli passa davanti, nell’attesa spasmodica di tornare Re Sòla.
Anche Matteo Renzi, che di Craxi si ritiene l’unico erede legittimo, non si rassegna che il suo giro di giostra come Cazzaro in carica sia già finito, e continua ad azzannare le caviglie del bisConte.
Mentre la spirale decade però le iterazioni diventano sempre più rapide, il sub-universo s’avvia all’implosione.
Che sia salvino o sardino, il prossimo a svegliarsi come Donnie Darko al richiamo dello spettro del Duce Decisionista potrebbe non fare neanche in tempo ad alzarsi dal letto.

Forme ectoplasmiche


La conformità del disegno karmico si allunga sulle colline del disastro, lì dove le energie hanno acquisito forma ectoplasmica e senziente, oltre le tue stesse capacità umane.

Su IL PICKWICK Luca Cangianti recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Recensione molto puntuale e acuta a 1849, i guerrieri della libertà, ultimo romanzo in ordine di tempo di Valerio Evangelisti, ambientato nella repubblica romana del 1849, con Garibaldi e Mazzini – e non solo – alla guida. Uno stralcio:

1849. I guerrieri della libertà è un libro molto topografico, gli eventi sono sempre geolocalizzati mediante un’avvincente street view narrativa. Possiamo inoltre cogliere vari riferimenti al presente o alla storia dei movimenti di lotta della Capitale (si vedano per esempio i chiodi a tre punte utilizzati anche dai partigiani durante l’occupazione nazifascista). Ma lo scrittore, da storico quale è stato all’inizio della sua carriera, gioca sempre con il sostegno delle fonti, per altro esibite dettagliatamente nella nota bibliografica. Ancora una volta Evangelisti utilizza gli strumenti del romanzo popolare per offrirci non solo un viaggio salgariano nel tempo, ma anche la simulazione avvincente di un percorso coscienziale: fa letteratura e al tempo stesso attività politica; ci disvela un mondo di significati e di sentimenti mettendoci di fronte alle nostre responsabilità; distrugge i nostri equilibri inerziali, fa filtrare nel triste presente un raggio di speranza blochiana.
Ritornano quindi molti temi che abbiamo incontrato nel ciclo de Il Sole dell’Avveniredel quale quest’ultimo romanzo costituisce il prequel: le osterie, al pari delle “cameracce” emiliano-romagnole, come luoghi della ricomposizione di classe; il potere salvico della rivoluzione (“Noti vigliacchi si trasformarono in eroi, farabutti diventarono combattenti tra i più arditi”); il riemergente protagonismo femminile nei momenti di rivolgimento sociale (decisamente affascinati le figure della rivoluzionaria Adelaide Quaglierini e delle prostitute repubblicane in armi: la Bocciuta, la Buciona e la Carabiniera); il connubio tra festa e rivoluzione (“Si danzavano il salterello e la tarantella. Le osterie erano gremite, l’Urbe era in festa”).
Con ironia, senza retorica e pietismi, Evangelisti ha grattato via la superficie cinica e fatalista del popolo romano portando alla luce il suo desiderio di riscatto, che ancora oggi potrebbe ardere sotto le ceneri.

Risultanze dolose


Ritrovi emoderivati alieni lungo le linee della frontiera, a presidiare le lontananze psichiche che restano inalterate e dolose.

KANTEEN – Panic Attack in the Wormhole (Experimental Sci-Fi soundtrack)


Il caos si muove strisciante sulle coordinate degli abissi sensoriali…

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