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Archivio per febbraio 10, 2020

L’impero restaurato, di Sandro Battisti, Premio Urania 2014


L’Impero restaurato, di cui sono autore, è uno dei due romanzi vincitori del Premio Urania 2014. Uscito nel novembre del 2015, la storia narra l’ennesimo episodio legato alla saga dell’Impero Connettivo, Stato simile all’Impero Romano in cui alieni Nephilim governano i postumani, estendendosi sullo spazio e sul tempo.

L’Impero Connettivo attraversa una fase di strana espansione: mentre cerca di penetrare in nuovi territori spaziotemporali da colonizzare, strane visioni di un tempo passato si coagulano, trascendendo il piano stesse della realtà. Tra atti di fondazione e di comprensione olistica, qual è il divenire dell’Impero? Cosa attende Totka_II e Sillax, nel nuovo ordine scaturito dall’entropia storica?

Nel 2017 il romanzo ha vinto anche il Premio Vegetti; la splendida copertina è opera di Franco Brambilla. Per acquistarne una copia cartacea cliccate qui; per averla in formato digitale cercate qui.

Recensione a Con gli occhi di domani | Il filo a piombo delle scienze


Sul blog di Marco Moretti è apparsa una recensione a Con gli occhi di domani, cortometraggio a firma di Mario Gazzola e Walter L’Assainato, uscito ormai quasi 15 anni fa e presentato alla prima storica convention dei connettivisti, la NeXT-Con del 2007 di Vimercate. Un estratto e, sotto, il corto completo.

“Con gli occhi di domani” è una storia difficilmente classificabile. Si potrebbe definire un horror metafisico, ambientato in un futuro di tecnologie utopiche e ossessioni. Il protagonista di questa storia è un restauratore. Disperatamente in cerca di modi per verificare se il suo restauro durerà nel tempo. Il B45 è il libro che sta cercando di restaurare… ma qualcosa turba il suo lavoro…

A causa dell’innesto di un microchip nel cranio, l’infelice restauratore acquista un potere inaudito, quello di scrutare nel crepitante mare di entropia che chiamiamo “futuro”, riuscendo a fissare negli occhi il collasso della funzione d’onda ontologica che lo farà diventare presente. Egli sposta la definizione della propria esistenza e del mondo che lo circonda, proiettandola come uno spettro nel reame di ciò che non esiste. Una lacerazione nel tessuto della realtà, una falla nella nostra esperienza presentacea, che lascia irrompere ciò che normalmente non possiamo vedere. Le conseguenze sono destabilizzanti. Il rumore, il ronzio, le variabili fisiche sfocate, prive di definizione. L’Orrore. La mole di informazioni che ne deriva e la loro natura annichilente portano l’uomo alla follia – o forse a una consapevolezza così estrema da essere incompatibile con la sopravvivenza. “Con gli occhi di domani”… ma potremmo benissimo dire “con gli occhi dei Demoni”. Ogni cervello contiene un interruttore. Normalmente è spento. Se viene attivato – e in questo caso a farlo è la tecnologia cibernetica – si entra in un universo di una vastità inconcepibile, il cui potere distruttivo è tale da ridurre l’Essere a un pugno di mosche morenti. Questo corto è un capolavoro del Connettivismo!

Su PULP LIBRI Walter Catalano recensisce 1849. I GUERRIERI DELLA LIBERTA’ – Eymerich.com


Walter Catalano recensisce, su PulpLibri, il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti: 1849, i guerrieri della libertà, libro dedicato agli eventi successi a Roma durante l’esistenza della repubblica di quell’anno. Un estratto:

Questo romanzo, uno dei più riusciti fra gli ultimi scritti da Evangelisti, è anche un bildungsroman “politico” che vede il giovane “uomo senza qualità” Folco, acquisire dignità e consapevolezza sul campo di battaglia e guadagnarsi faticosamente il rispetto e infine l’amore della proto-femminista Adelaide, donna disincantata ed estremamente libera di pensieri e di costumi.

Seppure nella sconfitta militare il finale della storia – come probabilmente la consuetudine del grande romanzo popolare vuole – sarà, tutto sommato, lieto: i due amanti si ricongiungeranno, il loro futuro fiorirà certamente migliore, più pieno e più sensato – in prospettiva – così per loro come per molti altri reduci. La Repubblica romana non ha lottato e non è morta invano, la sua sconfitta è solo temporanea e il suo sacrificio ha piantato un seme che fruttificherà: lo spirito della sua Costituzione potrà ancora animare e ispirare gli ideali di nuove future battaglie.

Strani giorni: Premio Ossi di Seppia 2020


Nel pomeriggio di sabato 1 febbraio si è svolta ad Arma di Taggia, in provincia di Imperia, la premiazione della ventiseiesima edizione del Premio Ossi di seppia. Ho ricevuto una Menzione Speciale nella sezione A Poesia singola, con il componimento in versi intitolato “La legge del vuoto”.

Così Ettore Fobo ci rende partecipi del suo nuovo riconoscimento, prestigioso e che fa onore all’artista che tutti noi stimiamo e amiamo per quello che sa dire e sentire. Complimenti!

 

Imok – Porte E Cardini | Neural


[Letto su Neural]

Dalla profonda provincia friulana, in Italia, precisamente a Cisterna, frazione di Coseano, a una ventina di chilometri da Udine, Imok, musicista elettroacustico dalle sperimentali attitudini, è avvezzo a una reinterpretazione digitale di rumori e suoni di provenienza analogica. Porte E Cardini è la prima uscita solista per questo sperimentatore, che qui focalizza la sua attenzione su quattro differenti materiali: plastica, legno e due tipi di metallo. Per le suddette composizioni l’artista ha utilizzato solo catture auditive che provengono – come si evince nello stesso titolo – da porte e cardini. Purtroppo non abbiamo modo di sapere né ci spieghiamo il perché di questa scelta e nemmeno lo stesso Imok sembra particolarmente interessato nello svelamento dell’arcano. Evidentemente il sound artist ama tenere parecchio circoscritto il suo ambito di ricerca, sicuro di poter esercitare un grande controllo e offrire sufficienti variazioni anche su un numero ristretto d’elementi. Nella prima delle tracce audio i suoni sono slabbrati e cigolanti, come lamenti ripetuti, frammisti a ticchettii e con loop più aspirati che ritornano anch’essi più volte. L’arrangiamento è ossessivo, ma l’effetto è coinvolgente, infine l’ambientazione si staglia piuttosto spettrale con delle molle che scandiscono in maniera non quieta il passare del tempo. La successiva composizione è più breve e stridente, ma anche in questo caso c’è molto lavoro manipolativo in digitale e i trattamenti ancora si discostano da una pedissequa cattura di rumori. Alquanto suggestive a nostro avviso sono pure le due tracce dedicate ai metalli. La prima riporta alla tradizione elettroacustica anni sessanta, con molteplici fonti sonore che agiscono all’unisono, spostando l’attenzione dell’ascoltatore da una parte e dall’altra. Quella che segue – la più lunga del cespo – risuona con significativi elementi percussivi in evidenza, pesanti riverberi, colpi, raschi, fischi e abrasioni di vario tipo. Imok, che in precedenza aveva pubblicato un suo pezzo live per la compilation spiritella sotto il moniker K e poi un’altra composizione e una registrazione live per la Housewives Coffee Break Mask Compilation – in free download su Bandcamp – può essere soddisfatto di questo suo debutto solista: poca teoria ma tanta sostanza.

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