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Archivio per febbraio 17, 2020

We want to believe – Carmilla on line


Su CarmillaOnLine, a cura di Alessandra Daniele, una critica ragionata al metamondo di X-Files e alle sue implicazioni sociali e di creazione del reale. Un estratto:

Una pandemia apocalittica, causata da un virus creato e diffuso per sterminare l’umanità, favorendo così l’invasione aliena: è questo l’elemento della mitologia di X Files che oggi fa della storica serie la candidata ideale per la nuova rubrica di Carmilla AltroQuando.
In Italia X Files andava in onda la domenica sera su Italia 1. Se ne parlava il lunedì mattina a scuola, e sulla rete, che era ancora giovane. Si parlava specialmente degli episodi sulla cospirazione umano-aliena. X Files ha allevato almeno tre generazioni di complottisti.
Senza, probabilmente non ci sarebbe stato il Movimento 5 Stelle.
The X Files di Chris Carter debutta nel 1993, quando il Word Wide Web non esiste ancora, e i cellulari somigliano ai vecchi comunicatori di Star Trek TOS. La guerra nell’ex Jugoslavia continua, l’Italia è percorsa da attentati politico-mafiosi, il trattato di Maastricht sta entrando in vigore, e George Bush Sr. ha da poco ceduto il posto a Bill Clinton.
Le ascendenze della serie, che ibrida efficacemente poliziesco, horror e fantastico, sono ben riconoscibili fin dai protagonisti: Fox Mulder è praticamente un collega dell’agente Cooper di Twin Peaks, e Dana Scully della Clarice del Silenzio degli Innocenti. Fra i due “investigatori dell’impossibile”, la tipica dinamica conflitto-complicità inesorabilmente destinata a diventare amore.
Se il motto di Mulder è I want to Believe, a Scully tocca il ruolo della scettica positivista, almeno all’inizio. X Files si distingue però fin dal pilot soprattutto per la vocazione complottista.
All’inizio, la cospirazione fra poteri forti e alieni invasori (i classici misteriosi omini grigi) è adoperata come trasparente metafora di orrori ben più reali della storia degli Stati Uniti, dagli accordi coi nazisti prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, alle proxy war e ai golpe orchestrati dalla CIA in giro per il mondo, dagli omicidi politici degli anni ’60-70, agli esperimenti con la radioattività subiti da migliaia di cittadini ignari durante la corsa agli armamenti nucleari della Guerra Fredda.

La Terra degli Anunnaki | Il Grande Avvilente


Alessandro Forlani dal suo blog annuncia la partecipazione a La Terra degli Anunnaki, antologia a tema che sento molto vicina. Ecco la quarta:

Indicibili sovrani cosmici, divinità blasfeme per cui l’uomo non è che una marionetta di carne nata per servire: questi sono gli Anunnaki, la stirpe aliena giunta dal Grande Vuoto per prendere possesso dell’antica Terra tra i due Fiumi, la Mesopotamia. In uno scenario dove empie piramidi di pietra e acciaio svettano contro i cieli stellati, e re millenari innalzano il loro scettro sopra il mondo primevo, agli uomini non resta altra scelta che inchinarsi o perire, assoggettati al volere di déi senz’anima. È il tempo in cui ardono i sacri fuochi di Marduk, e il dio Enki raduna le sue schiere inumane. È il tempo degli Anunnaki!
Acquista subito l’ebook al prezzo di 4,99 euro: https://hyperborea.live/prodotto/la-terra-degli-anunnaki/

E’ tornato in libreria il romanzo breve CONTROINSURREZIONE, in una nuova versione – Eymerich.com


Segnalazioni dal sito di Valerio Evangelisti su sue nuove pubblicazioni e critiche alle ultime uscite – qui e qui. Brani…

È uscito presso la casa editrice Centoautori il romanzo breve di Valerio Evangelisti Controinsurrezione, già apparso nel 2004. Questa edizione è stata rivista e modificata per adattarla a 1849: I guerrieri della libertà, di cui ora rappresenta una sorta di spin-off.

Fellini degli Spiriti: la clip dal film di Anselma Dall’Olio | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione del documentario su Federico Fellini, Fellini degli Spiriti.

Prodotto da Mad Entertainment con Rai Cinema e Walking the Dog, Fellini degli Spiriti è un documentario che dà un ritratto inedito del regista, raccontando per la prima volta il mondo non visto di Federico Fellini, quello spirituale, psicoanalitico e soprannaturale.

In uscita nel 2020 e diretto da Anselma Dall’Olio, il film indaga un lato meno conosciuto del grande regista, sottolineando la sua passione per il misterioso e l’esoterico. Questi aspetti, presenti in tutta la sua cinematografia, sono stati oggetto d’indagine grazie all’incontro con il grande psicoanalista junghiano Ernst Bernhard e successivamente con il professor Gustavo Rol, conosciuto per Giulietta degli Spiriti, che attraverso i suoi esperimenti gli proverà che esistono davvero altre dimensioni e che non c’è un termine al viaggio degli esseri umani.

A raccontare il mondo magico di Fellini tante voci: dalla cartomante che il regista consultava sempre al grande Terry Gilliam; da Giuditta Mascioscia, la sensitiva amica di Gustavo Rol al regista Damien Chazelle; dai collaboratori e amici più stretti a registi Premi Oscar come William Friedkin.

Stephen Conford – Constant Linear Velocity | Neural


[Letto su Neural]

Costant Linear Velocity di Stephen Cornford è un progetto che è stato realizzato nel 2016 per il Colour Out of Space, un festival sperimentale di arte e sonorità non convenzionali che oramai da più di dieci anni viene tenuto a Brighton. Sono oltre cento i cabinet per computer – alcuni vuoti e altri dotati di unità DVD personalizzate, automatizzate e amplificate – che sono stati utilizzati per implementare l’opera. L’ installazione, che nei due anni successivi alla sua presentazione è stata esposta anche a Croydon, Oxford e Rennes, vanta la sua più intensa versione nel 2018 al Detritus Festival di Atene, nell’Onassis Cultural Centre, dove sono stati utilizzati vecchi computer provenienti da molteplici depositi della capitale greca. L’idea sottostante a questo tipo d’operatività sembra essere principalmente quella di creare nuova musica da media degradati, fondendo click e glitch, loop meccanici e ipnotici, sibili e ticchettii d’ogni sorta. Sembra paradossale che in tema di scarti e residui tutto quello che rimanga oggi dell’opera siano soltanto queste registrazioni. L’hardware da cui provenivano, a causa d’un fraintendimento nel trasporto tra Francia e Regno Unito è stato infatti sequestrato e da feticcio artistico è ritornato alla sua condizione originaria di rifiuto elettronico. L’edizione discografica, che adesso si deve a Consumer Waste, sembra a prima vista un 7” cartonato – simile alle confezioni delle uscite in vinile a 45 giri – ed è probabilmente anche questa una scelta che riecheggia di antichi formati oramai in disuso. L’artwork è completato inoltre da un libretto di 16 pagine stampato utilizzando un duplicatore digitale della Riso Kagaku Corporation, tecnologia all’avanguardia nella metà degli anni ottanta e di solito, per i suoi costi minori, riservata a cospicui volumi di stampa (mentre qui si tratta di sole 150 copie numerate). Le fotografie della “scultura” rendono la maestosità dell’operazione e i saggi di Danae Stefanou e Stephen Cornford elaborano ancor meglio il senso teorico e l’afflato estetico della ricerca. L’azione di apertura e chiusura di un alloggiamento per CD o DVD funge in qualche modo da crinale non agevole tra spazio fisico e digitale: questa obsolescenza meccanica è così amplificata ad arte e diventa quasi un ode alla fisicità perduta dei nostri formati multimediali, un promemoria della persistente presenza materiale di tecnologie spesso percepite in maniera decisamente più eterea.

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La differenza tra prosa e poesia è che la prosa dice poco e ci mette molto tempo, la poesia dice molto in pochissimo tempo. C. Bukowski

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