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Archivio per aprile 9, 2020

Sumerland: Press: Melody Maker, November 1989


Su SumerLand un gustoso post – datato quasi trent’anni, ma l’ho scoperto solo ora – in cui si fa una sorta di fantastoria, ma non troppo, della fine dei primi FieldsNephilim. Il sito è interessante, ha una serie di link molto intriganti e dei post molto interessanti, vi lascio però a un estratto dal post in questione:

Oh, woe an’ misery an’ suchlike is me! This ‘as been the blackest week in my life. Carl, our lordly liege, our livin’ Leviathan an’ High Priest of the Darkest glades of Elizium ‘as decided to leave the Nephilim! We are as sheep wivvaht a shepherd, lost souls disportin’ in the void an’ stumped as to wot we’re gonna do next! I blame the uvvers, Pete, Paul an’ Tony, the rotten bastards. They’re always bin causin’ grief between me an’ Carl – like the uvva day when they grabbed me in my bedroom, shoved luminous skull cap over me bonce an’ hung me dahn the side of the hahse by a noose ahtside His study, wiv’ me screamin’ an’ bangin’ against it! Poor Carl fought I was one of the legendary Three Deadly Elves of Lucifer, come to steal His soul. An’ when the uvvers came in an’ told Him it was one of my pranks, He had a strangely wistful look in His gimlet-like eye as He ordered me to do 10 pressups.

An’ then today, the uvvers broke it to me. “Bad news, Nod,” said Pete. “Carl, our leader and guiding light has decided to leave the group.” “But – but why?” I whimpered, aghast. “He is an astral traveller, with new dimensions of inner and outer space to explore,” said Paul. “He tires of mortals and their foibles. He has ascended above this mortal coil.” “I – I don’t believe it!” I stuttered, tearfully. “It is true. Observe the portents. See how the ravens have left the Tower of London and nestle yonder! ” said Tony, pointin’ to a load of birds in the garden. They looked like crows to me, I must admit but I ain’t an expert on orthinolog – orithnol – ornothinol – on birds like wot Tony is. “See how the earth itself shakes with trepidation!” said Pete, an’ it’s true, the table did seem to rattle, an’ I’m sure it wasn’t Pete, Paul an’ Tony shakin’ the table legs surreptitiously but dark forces wot we don’t comprehend. That settled it for me. “Carl’s last message is that He wishes you to Iead the group, to climb down from your drumkit and take up his burden. We are unworthy – you must show us the way. He bid that we become a techno-baggy group like EMF and that we change our name to NWE – the Nod Wright Experience,” announced Paul. Well, I was gobsmacked! I ain’t much of a singa, ‘cept in the barf, but if this is wot Carl wanted!

“We have your Nike trainers and shell-suit ready, Nod,” said Pete. Shall we go next door into the home studio and lay down some rough demos? We’ve borrowed a sampler too.”

 

Intrusioni definitive


La definitiva intrusione nel mondo psichico delle verità alternative e improbabili è data dagli abissi divenuti affabili, presentabili, ilari addirittura, pregno di simpatia a contatto falsa come una promessa elettorale.

Pink Floyd – Behold the Temple of Light (1969-09-17)


La narrazione epica di un senso surreale, in suoni e vibrazioni.

Pulp – This Is Hardcore


Uno dei brani – e clip – che più amo inspiegabilmente, simil pop ma assolutamente bello, coinvolgente, vibrante.

Loudd | Brain One Productions | Le Prime Opere Virali Di Brain One Productions


Il progetto di factory creato da Mario Gazzola va avanti spedito. Dopo l’antologia S.O.S. in cui il produttore immaginario Brain One – alter ego di progetti effettivamente sperimentati da Brian Eno – istruisce i futuribili musicisti di un rock possibile tra qualche decade, Mario continua a sfornare novità e creatività. Ecco il CS di un altro percorso creativo a tutto campo, intrigante come l’idea di surrealtà che ne filtra.

Mentre si moltiplicano le iniziative promozionali di editori, piattaforme di streaming, etichette discografiche, teatri e musei per animare l’isolamento domestico degli italiani “ai tempi del Corona”, anche Brain One Productions, l’atipica piattaforma online creata per ospitare e promuovere qualsiasi forma d’arte senza preclusioni di linguaggio, presenta oggi nuovi profili di artisti e le prime opere nate sotto l’egida del “produttore misterioso”.

La Valigia dei ’70, racconto di Mark Assente è ora online, sotto l’immagine di copertina fornita da Tonia Gentile (altra artista della Brain One factory), pronto per l’editore goloso di un weird venato di un’insolita punta di malinconico romanticismo. Coerentemente con la vocazione multimediale della Brain One Productions, nella versione online, il racconto è accompagnato dalla colonna sonora del Slumber Gate degli Oblomov.

Non proprio una casa editrice né una classica casa discografica, non un’agenzia di management né una galleria d’arte, ma in un certo senso tutte queste cose insieme ed oltre, Brain One Productions, dopo l’adesione dello statunitense David Aronson e del praghese Jakob Smrž, oggi accoglie i profili di Martina SantarsieroEmma Cella ed Emmanuel Signorino.

Inoltre, quello di Roberta Guardascione, disegnatrice da sempre votata al fantastico, attualmente impegnata in una versione illustrata del racconto Situation Tragedy di Mario Gazzola, surreale satira di una comunità intrappolata in un folle reality show condominiale, non meno letale dell’epidemia che in un passato dimenticato costrinse tutti a una reclusione senza via di fuga. Una visionaria rappresentazione del periodo che stiamo tutti vivendo, a sua volta proposta col soundscape ideale del tema di Blade Runner nell’interpretazione inedita dei Suite Noire, una proposta che ha già conquistato l’attenzione del Trieste Science Plus Fiction Festival.

Cresce anche il comparto musicale delle Brain One Productions, con l’ingresso degli ironici Asilo Mariuccia, del d.j. Mowie (alias Massimiliano Me) e del progetto Slow Wave Sleep del chitarrista/compositore Emilio Larocca Conte.

Brain One Productions apre le porte a qualsiasi forma d’arte conosciuta e non, chiedendo solo il rispetto di poche, semplici regole: gli artisti restano gli unici proprietari delle rispettive opere e possono metterle a disposizione del pubblico gratuitamente o in vendita tramite il sito http://www.brainone.org/, a propria libera scelta. In cambio, Brain One chiede a tutti gli autori solamente di agire e interagire fra loro collaborando come membri della factory, di una reale comunità secondo le regole etiche consultabili sul sito.

Chiunque lo desideri può chiedere informazioni e/o proporre le proprie opere al comitato artistico mandando un’email a info@brainone.org.

Brain One in Italia si appoggia operativamente alla Oneiric Productions, che ha messo a disposizione della factory i propri studi di registrazione bolognesi e che si occupa della presenza social di Brain One attraverso il profilo Facebook https://www.facebook.com/brainoneproductions/.

Tutto il resto è demandato alla “viralità” (quella sana) degli artisti stessi aderenti alla factory.

“È solo l’inizio. Attendetevi presto nuove sorprese”, rilancia ancora Brain One.

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