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Archivio per aprile 25, 2020

Il mio intervento su Anticorpi Letterari


Ecco il video integrale del mio intervento di ieri sulla pagina Facebook di AnticorpiLetterari. Grazie ancora a Giovanni Agnoloni e a tutti coloro che sono intervenuti.

 

COVID Marx, per un comunismo pandemico – Carmilla on line


Articolo fiume su CarmillaOnLine per applicare la teoria marxista del capitale al periodo di lockdown che, forse, sta per sfumare in altre forme di controllo, può darsi più subdole ma comunque di gestione ancora più problematica – muoversi poco è più complicato del non muoversi per niente. Un estratto:

Il distanziamento sociale cui ci costringe l’epidemia da COVID-19 si configura, a prima vista, come la versione più estrema dell’isolamento individualistico tipico della società borghese. Il mondo che stiamo vivendo ci appare popolato da atomi che evitano qualsiasi rapporto sociale con gli altri atomi, fatti salvi quelli strettamente utilitaristici, necessari a soddisfare i bisogni materiali essenziali. Stando così le cose, sembriamo proprio fottuti, intrappolati come siamo in un sogno che non è il nostro. È il sogno di Margaret Thatcher: “La società non esiste. Ci sono solo gli individui, uomini e donne, e le loro famiglie”. Ma è davvero così?
Per rispondere a questa domanda partiamo da una famosa affermazione di Marx: “L’uomo è nel senso più letterale uno zoon politikon, non soltanto un animale sociale, ma un animale che solamente nella società può isolarsi”. Queste parole, seppur scritte nell”800 per polemizzare con le “robinsonate” degli economisti borghesi, possono aiutarci a comprendere qualcosa della crisi attuale. Per capire come sia possibile, aggiungiamo un’altra affermazione dello stesso Marx, immediatamente precedente a quella prima citata, che riporto di seguito con una piccola variazione: “l’epoca che genera questo modo di vivere, il modo di vivere dell’individuo isolato, è proprio l’epoca dei rapporti sociali (generali da questo punto di vista) finora più sviluppati” (nell’originale al posto della parola “vivere” si trovava “vedere”).

Quello che vorrei sostenere è che, per quanto paradossale possa sembrare, per isolarci al massimo al fine di evitare il contagio abbiamo bisogno del livello più alto possibile di sviluppo dei rapporti sociali. Non siamo in una società che si basa su piccole unità produttive sostanzialmente autosufficienti dal punto di vista della produzione dei beni di prima necessità, come poteva essere la società contadina precapitalistica. Moltissimi beni che consumiamo vengono prodotti attraverso filiere produttive lunghe e internazionalizzate. Ogni singolo bene prevede l’interazione di una molteplicità di individui, organizzazioni, unità produttive sia a livello di produzione che di distribuzione. E’ evidente che ciascuna delle interazioni umane necessarie al nostro sostentamento, anche se ci limitiamo ai beni relativamente essenziali, porta con sé rischi di contagio. Occorrerebbe allora un altissimo livello di integrazione economica, sociale e politica per far funzionare una macchina così complessa al servizio di tutti i singoli individui separatamente presi assicurando loro il benessere materiale e al contempo minimizzando l’esposizione al virus.

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Ho reso verde il mio


Ho visto ogni senso verde farsi appresso ai miei occhi, contaminando ogni luogo nuovo che sceglievo, e alla fine ho compreso che il verde sono io, sono io che rendo ogni oggetto verde per l’uso che ne ho fatto.

PINK FLOYD: SPECIALE “ANIMALS” – SOGNANDO IL BOX | PINK FLOYD ITALIA


Un bel post di PinkFloydItalia che indaga a fondo i retroscena di Animals, uno degli album più controversi dei Floyd, rivelando alcuni gustosi aneddoti.

La registrazione non fu indolore, si sa che Roger aveva cancellato per sbaglio un assolo di David, che Rick venne accusato di non avere materiale, a tal propoito Richard Wright: “Gran parte della musica di quel disco non mi piaceva proprio. Devo ammettere che non lottai per inserire qualcosa di mio, del resto non avevo scritto niente. Suonai e basta. Suonai bene, credo, ma non contribuii alla stesura dei pezzi e probabilmente Roger non me lo avrebbe permesso. La band stava cominciando a diventare vittima della guerra degli ‘ego’.” Ma il periodo viene ricordato da Nick Mason anche in altri termini: “Di questo periodo ricordo che mi divertii di più facendo Animals che Wish You Were Here. Era come se il gruppo fosse tornato ad impegnarsi davvero. Forse perché sentivamo che Britannia Row era una responsabilità nostra e così ci sentivamo più impegnati a rendere un successo lo studio e la registrazione. Essendo nostro, potevamo stare in studio tutto il tempo che volevamo, e non dovevamo spendere un patrimonio per le nostre interminabili partite a boccette o biliardo. Rispetto ad alcuni dei nostri primi tentativi, Animals era un album davvero dritto e semplice. Secondo me non era così complesso nella struttura come “the Dark Side of the Moon” o “Wish You Were Here”. Dopo la registrazione dei brani, il montaggio sembrò un processo relativamente indolore, ma forse eravamo semplicemente più veloci noi. Devo dire che non ho nessun ricordo particolare delle sedute di registrazione, i ricordi sono legati piuttosto a Britannia Row come luogo“.

In queste righe Nick spiega meglio la questione degli attriti all’interno della band nel 1976, gli stessi che 44 anni dopo sicuramente faranno discutere per la ristampa dell’album: “Un effetto collaterale indesiderato fu che ciò aprì la questione di come suddividere i diritti d’autore (che si basano sul numero dei brani e non sulla loro lunghezza), giacché a quel punto Roger aveva due pezzi in più, inoltre significava che il pezzo più lungo, Dogs, composto con David, non veniva diviso ma lasciato come singolo brano. Sarebbero state questioni del genere a scatenare poi controversie fra noi Pink Floyd“.

“Per fortuna Roger risolse il problema della carenza di materiale (dopo Animals, ndr). Mentre noi eravamo occupati altrimenti, lui aveva lavorato da solo nel suo studio in casa. I suoi demo avevano grosse differenze qualitative. Alcuni erano così buoni che non avremmo mai potuto fare miglioramenti in studio, non si poteva che recuperare l’originale. Altri invece erano in realtà solo vaghi abbozzi, sovramodulati e distorti. Roger in effetti non era d’accordo, protestava che tutti i pezzi erano di ottima qualità, e aveva minacciato di suonarmelo di nuovo integralmente per dimostrarmelo, per cui decisi di dargli cortesemente ragione“.

Living In a Ghost Town, Rolling Stones | False percezioni


Il sempre fantastico Luigi Milani segnala il nuovo inedito – dopo anni di silenzio – dei RollingStones: Living in a ghost town. Ed è meraviglia e amore subito, al primo ascolto.

Un sempre più rugoso Keith Richards ha confermato che la canzone fa parte di materiale in corso di preparazione per un nuovo album, ma – ha spiegato Mick Jagger – era così adatta al periodo che stiamo vivendo che la band ha pensato bene di rilasciarla subito.

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

AERIA VIRTUS

"L'unico uccello che osa beccare un'aquila è il corvo. Si siede sulla schiena e ne morde il collo. Tuttavia l'aquila non risponde, nè lotta con il corvo, non spreca tempo nè energia. Semplicemente apre le sue ali e inizia ad alzarsi piu'in alto nei cieli. Piu' alto è il volo, piu' è difficile respirare per il corvo che cade per mancanza di ossigeno".

ONLINE GRAPHIC DESIGN MARKET

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Sanguinarie Principesse

E del viaggio nulla mi resta se non quella nostalgia. (N. Hikmet)

Cavallette neanche tanto Criptiche

listen to the tales as we all rationalize

CARTESENSIBILI

Colui che non riesce a trovare spazio per gli altri manca di comprensione, e a chi manca di comprensione tutti risultano estranei.- Zhuāngzǐ

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"Scrivete quel che volete scrivere, questo è ciò che conta; e se conti per secoli o per ore, nessuno può dirlo." Faccio mio l'insegnamento di Virginia Woolf rifugiandomi in una "stanza", un posto intimo dove dar libero sfogo - attraverso la scrittura - alle mie suggestioni culturali, riflessioni e libere associazioni.

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