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Archivio per maggio 24, 2020

Il ciclo dell’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano | Fantascienza.com


Su Delos 216 è uscito un mini special – qui, qui e qui – dedicato alla creazione più famosa di Lanfranco Fabriani, un concept spaziotemporale in cui l’UCCI – Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano – manovra le dimensioni per fini di controllo – in definitiva, chi controlla il passato poi controlla il futuro. Per DelosDigital è nel frattempo disponibile la terza puntata della seria intitolata Il lastrico del tempo – ricordo che la prima vinse il Premio Urania nel 2001 proprio con Lungo i vicoli del tempo e la seconda confermò il Premio nel 2004 con Nelle nebbie del tempo – e quale occasione migliore ora di parlare degli aspetti del metamondo di Lanfranco?

In principio fu Leonardo Da Vinci. Il geniale scienziato e inventore scoprì il principio del trasferimento temporale, ma a Leonardo mancavano sia una matematica più raffinata sia una tecnologia adeguata per poter realizzare una vera e propria macchina del tempo. Così si limitò a descrivendolo nel Codice d’Aquitania, un testo che successivamente finì nelle mani di alcune nazioni, compresa l’Italia, dando così vita ad altrettanti servizi segreti temporali. Gli agenti italiani sono molto fieri di quest’invenzione, proprio per il fatto che sia stata inventata da un italiano e anche per il fatto che le macchine del tempo vengono per l’appunto chiamate Macchine di Leonardo.

Ecco come Fabriani descrive una macchina di Leonardo nel racconto Vent’anni dopo:

La macchina sembrava un grosso parallelepipedo, con una vaga forma umana leggermente scavata sulla faccia superiore. Si protese verso la piccola console dei comandi su un lato, con le quattro manopole per impostare le coordinate spaziali e temporali e un paio di pulsanti, e controllò che le coordinate selezionate sullo schermo digitale fossero corrette.

Alcune di queste macchine, tuttavia, nel corso del tempo sono state per così dire, “acquisite” illecitamente anche da soggetti diversi dalle nazioni e negli stessi apparati ufficiali non mancano corruzione e tentativi per cambiare gli eventi storici: da qui la necessità di salvaguardare il più possibile la Storia con la S maiuscola, dando vita a veri e propri servizi segreti con tanto di agenti che scorrazzano nel tempo, fondi economici creati ad hoc e tutto l’apparato burocratico che occorre per tenere in piedi un ufficio cronotemporale segreto. Già perché, ovviamente, a qualcuno può saltare in mente di andare indietro nel tempo per impedire la scoperta dell’America, oppure di uccidere la madre dell’imperatore Federico II e impedire la nascita di quest’ultimo. In pratica di cambiare la vita di una singola persona o di un’intera nazione e, perché no, dell’intero Occidente.

In Italia a preservare la Storia italiana c’è l’UCCI, Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano, la cui sede si trova nel centro di Roma, a due passi dal Ministero della Giustizia, tra il Ghetto e il Vaticano e tra il Monte di Pietà e Campo de’ Fiori, in un palazzo eretto nel 1590 dai principi Barberini. Ufficialmente è la sede dell’Ufficio per il Controllo dei Combustibili Inquinanti, che fa capo al Ministero dell’Ambiente. L’UCCI è a tutti gli effetti un vero e proprio servizio segreto, ma più segreto degli altri. La sua esistenza e quella delle Macchine di Leonardo sono note a pochissimi politici e funzionari dello Stato Italiano.

Il servizio segreto temporale italiano ha sezioni e propri uomini dislocati in vari momenti cruciali della storia d’Italia e non solo. L’obiettivo è appunto tenere d’occhio personaggi importanti o fare in modo che certi eventi significativi della Storia si svolgano nel modo giusto. Ogni Sezione è composta da un capo e da vari agenti, che si infiltrano nella città e nella società scelta, diventando essi stessi soggetti attivi, quindi mercanti o appartenenti all’aristocrazia. Per questo vengono forniti di abiti o di soldi appropriati e non è inusuale che durante una missione uno o più agenti possano perdere una macchina di Leonardo, rendendo la missione ancora più complicata del normale.

Ogni agente, ovviamente, è sempre pronto all’azione e anche ad uccidere se è necessario.

Macchina psichica


Un percorso a ostacoli si rivela come una complessa macchina psichica in cui inciampare continuamente.

L’impero interno: note occulte sul cinema di David Lynch – A X I S m u n d i


Su AxisMundi un lungo post che indaga l’opera (anche occulta) di David Lynch, uno dei pochissimi geni superlativi dell’arte contemporanea.

David Keith Lynch, statunitense, uno dei più significativi registi della storia recente, figura enigmatica del cinema, torturatore dell’inconscio e dei lati oscuri dell’individuo e della realtà, grande sapiente di un Occidente contemporaneo in avanzata crisi spirituale. Il suo cinema è pieno di segreti, intuizioni, indicazioni, lati nascosti, altissime e vastissime conoscenze. Dalla psicanalisi, alle dottrine orientali –  è egli stesso praticante di meditazione trascendentale –, fino all’esoterismo nel senso più vasto del termine. In quest’articolo esamineremo alcune delle sue opere, per coglierne gli “assi portanti”. Assi che sembrano costituire il vero nucleo delle sue produzioni, da molti “profani” definite troppo spesso “senza senso”, e che invece sono ricolme di “ogni senso”.

“Preferisco ricordare le cose a modo mio”, afferma Fred Madison protagonista di Lost Highway (titolo italiano Strade perdute), tra i capolavori di David Lynch degli anni novanta. L’affermazione di Fred Madison (Bill Pulman), sembra innocua o, appunto, “apparentemente senza senso”, ma in realtà è la chiave d’accesso agli squarci di mondo interiore aperti in questo e in altri suoi capolavori: il “potere della mente”, nella potenza e nel delirio, nell’immaginazione positiva e nella proiezione distorta, tra il servizio alla realtà e l’allucinazione distruttiva.

Il protagonista di Lost Highway, infatti, è un musicista jazz abbastanza introverso, in un periodo poco felice, anche dal punto di vista coniugale, come emerge dai dialoghi con sua moglie. Quest’ultima, la procace e sensuale Renée – una Patricia Arquette dall’estetica pin up –, quando valorizzata a pieno assurge a vero elemento di congiunzione per una discesa nei meandri più oscuri della psiche del marito.

Energie in sopravvento


Osservo ogni piccolo anfratto del suolo per determinare le energie che hanno preso il sopravvento.

EXCITER’S – Fate (Official Video)


Alla ricerca del bosco sacro…

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